Tappo di champagne in un occhio: è lesioni colpose
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27 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Tappo di champagne in un occhio: è lesioni colpose

Decisiva l’imprudenza di chi, con un gesto scenografico, stappa lo spumante ma centra un’altra persona lì vicina, procurandole un danno fisico.

 

Una vicenda davvero sfortunata apre gli occhi sul fatto che dietro ogni gesto della vita quotidiana, anche quello più festoso come l’apertura dello champagne, vi deve essere sempre massima prudenza: chi, infatti, nello stappare il sughero dalla bottiglia, centra un’altra persona commette il reato di lesioni colpose e le deve risarcire il danno. È quanto chiarisce la Cassazione con una recente sentenza [1].

 

Al centro della vicenda, il proprietario di un locale che, nell’aprire il tappo di una bottiglia di spumante in modo piuttosto plateale, colpiva l’occhio di una cliente. Trasportata all’ospedale, i medici riscontravano sulla donna un quadro clinico serio: un ipoema (raccolta di sangue nella camera anteriore dell’occhio) post traumatico, con rottura del coroide (membrana vascolare dell’occhio, interposta fra retina e sclerotica), emorragia sottoretinica ed edema retinico.

 

Le scuse non bastano: anche se il gesto è stato involontario ed è (apparentemente) imprevedibile la traiettoria che può prendere il tappo di champagne, chi manovra la bottiglia deve prestare massima attenzione alle persone che vi sono davanti e deve puntare l’oggetto contundente verso l’aria o in direzione di una parte della stanza dove non ci sono presenti. Diversamente risponde del delitto di lesioni colpose e, di conseguenza, deve anche risarcire i danni fisici e morali.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 12 – 27 luglio 2016, n. 32548
Presidente Blaiotta – Relatore Serrao

Ritenuto in fatto e considerato in diritto

1. II Giudice di Pace di Vicenza, con la sentenza in epigrafe, ha dichiarato P. B.F. responsabile del reato di lesioni colpose (art.590 cod. pen.), commesso in Vicenza il giorno 8 marzo 2009, per avere l’imputato colpito M.A. all’occhio destro stappando una bottiglia senza adottare le cautele dei caso.
2. B.F.P. ricorre per cassazione censurando la sentenza impugnata sia per vizio di motivazione con riguardo all’accertamento dell’ascrivibilità del fatto all’imputato sia per violazione dell’art.62 bis cod. pen. in relazione al diniego delle circostanze attenuanti generiche. In particolare, deduce che dall’istruttoria espletata non sarebbe emersa la prova certa che la lesione patita dalla vittima fosse riconducibile alla sua condotta e si duole che il giudice abbia negato le circostanze attenuanti generiche sulla base della gravità dei danno cagionato alla vittima, non altrimenti accertato, senza prendere in considerazione la condotta tenuta dall’imputato nell’immediatezza dei fatto.
3. Nella sentenza impugnata risultano indicati gli elementi istruttori sui quali il giudice di merito

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[1] Cass. sent. n. 32548/16 del 27.07.16.

 


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