Apertura dello sportello al semaforo: se sopraggiunge un’altra auto
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28 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Apertura dello sportello al semaforo: se sopraggiunge un’altra auto

 

Chi apre la portiera dell’auto, senza guardare dietro per controllare se provengano altri mezzi, non è responsabile per l’incidente se il tratto di strada non consentiva il sorpasso.

 

Chi apre lo sportello della propria auto deve sempre controllare che, da dietro, non provengano altri conducenti onde evitare che questi vi urtino. Diversamente è responsabile dell’incidente così provocato, per i danni procurati all’altra auto o le lesioni al motociclista (ovviamente, a pagare sarà la sua assicurazione); potrà tutt’al più invocare un concorso di colpa ma solo se l’altro conducente era in eccesso di velocità tale da non poter essere avvistato con largo anticipo: la semplice velocità elevata, invece, che tuttavia permetta di accorgersi dell’altro mezzo, non comporta una diminuzione di colpa per chi apre la portiera.

Di tanto abbiamo già parlato nell’articolo “Apertura dello sportello auto”.

 

In caso di incidente stradale provocato da chi apre la portiera dell’auto, la responsabilità si presume sempre a carico di quest’ultimo, salvo che dimostri la responsabilità (o la co-responsabilità) dell’automobilista che gli è andato contro.

 

 

Apertura dello sportello al semaforo

La regola della presunzione di responsabilità di chi apre lo sportello trova però eccezione in caso di apertura di sportello al semaforo, quando tutte le auto sono incolonnate in attesa che scatti la luce verde. Secondo infatti la Cassazione [1], il passeggero che apre lo sportello destro del veicolo fermo al semaforo, procurando la caduta di un veicolo a due ruote che sta superando negligentemente la colonna, non deve risarcire il conducente che cerca di superare la fila.

 

La scena è piuttosto frequente nelle grandi città: il conducente porta con sé un passeggero per dargli un passaggio e quest’ultimo scende dall’auto al momento in cui questa ferma in occasione di un semaforo rosso. Ma, nell’aprire lo sportello, urta contro un motociclista che proviene da dietro perché, non rispettando la fila, intende posizionarsi all’inizio dell’incolonnamento.

Chi è responsabile? In questo caso, dice la cassazione, la colpa non è mai di chi apre lo sportello. In tali casi, infatti, egli non ha l’obbligo di vedere se da dietro provengono altre auto o moto, facendo affidamento sul fatto che nessuno può superare la fila.

 

Si legge infatti in sentenza: “il passeggero che apre lo sportello destro del veicolo fermo al semaforo, procurando la caduta di un veicolo a due ruote che sta superando negligentemente la colonna, non deve risarcire il motociclista, atteso che quest’ultimo”, nell’effettuare il sorpasso della colonna “pone in essere un comportamento colpevole; nessun rimprovero può quindi essere rivolto al passeggero per aver aperto lo sportello nella convinzione che nessun veicolo potesse provenire da destra”.

 

Nel caso esaminato dalla Corte, il passeggero di un camper fermo al semaforo aveva aperto lo sportello senza accorgersi dell’arrivo di gran carriera di una moto la quale, nel frattempo, stava superando la colonna dei mezzi da destra. Secondo i giudici non ci sono dubbi: la responsabilità del centauro.

 

Responsabilità esclusa, dunque, per chi apre lo sportello dell’auto quando è incolonnato al semaforo, nella convinzione che nessuno possa superare la fila, trattandosi di un illecito stradale. In buona sostanza una delle pratiche più diffuse, ovvero superare con la moto a destra la colonna lenta o ferma, può risolversi in un vero e proprio boomerang per il conducente del veicolo a due ruote, che oltre a procurarsi sicuramente contusioni può anche risultare del tutto responsabile, almeno civilmente, in caso di sinistro.


La sentenza

Cass. sent. n. 14099/2011.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

R.F.convenne in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Viareggio K.L., K.C. e l’U.C.I., nelle rispettive qualità di proprietario, conducente di un camper di targa (OMISSIS) ed Ufficio preposto a fornire garanzia assicurativa in caso di danno cagionato da veicolo di targa straniera, al fine di sentirli condannare in solido al risarcimento dei danni materiali ed alla persona che asseriva di aver subito a causa di un incidente stradale causato dalla apertura di uno sportello del suddetto camper.

Interveniva S.M. proprietaria del ciclomotore sul quale viaggiava R.F..

Il Giudice di Pace di Viareggio rigettava preliminarmente l’eccezione di improponibilità della domanda proposta dall’attore; condannava i convenuti al risarcimento del danno imputando interamente la responsabilità dell’urto all’apertura dello sportello; dichiarava l’inammissibilità dell’intervento tardivamente proposto da S. M..

Proponeva appello l’U.C.I..

Resistevano R.F. e S.M..

Il Tribunale di Lucca, in riforma della sentenza di primo grado, respingeva la domanda proposta da R.F. avverso l’U.C.I. sostenendo che la condotta imprudente del primo costituiva una violazione della norma di cui all’art. 148 C.d.S. in quanto

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[1] Cass. sent. n. 14099/2011.

 


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