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Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2016

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Lo sai che? Il matrimonio tra cugini è possibile?

> Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2016

I soggetti che non possono sposarsi tra loro, parenti, familiari, affini, ascendenti, discendenti, fratelli e sorelle, zio e nipote.

Il matrimonio tra cugini è possibile, ma non per la chiesa cattolica, la quale richiede, in questi casi, un’apposita dispensa.

In caso di parentela, affinità o adozione sono previsti dei limiti al diritto di sposarsi. In Italia esistono, in questi casi, dei divieti di contrarre matrimonio: essi possono essere inderogabili o derogabili mediante autorizzazione (cosiddetta dispensa) del tribunale.

I cugini sono, tra loro, parenti di quarto grado [1] (per saperne di più leggi “Come si calcola il grado di parentela”). Non esiste una norma che vieta il matrimonio tra cugini. In assenza di un divieto specifico, quindi, i cugini si possono sposare tra loro.

Se però la legge italiana non vieta il matrimonio tra cugini, la chiesa cattolica richiede che vi sia una esplicita autorizzazione secondo le regole della procedura canonica. Lo stesso dicasi per i figli di cugini. In altre parole, la Chiesa deve dare la dispensa ai cugini per sposarsi. Se manca tale dispensa i cugini possono sposarsi solo in Comune, ma non in chiesa. Il matrimonio avrà effetti per la legge italiana, ma non per l’ordinamento ecclesiastico.

Chi non può sposarsi?

Non possono sposarsi tra loro, neanche con la dispensa:

  • genitori e figli;
  • nonni e nipoti;
  • fratelli e sorelle;
  • adottante e adottato;
  • figli adottivi della stessa persona;
  • adottato e figli del genitore adottivo;
  • adottato e fratelli e sorelle della famiglia di origine;
  • adottato e genitori della famiglia di origine;
  • adottato e nonni della famiglia di origine.

Non possono sposarsi tra loro, ma può sussistere la dispensa:

  • zia e nipote maschio;
  • zio e nipote femmina;
  • affini in linea retta ossia: suocero e nuora, suocera e genero, patrigno e figliastra; matrigna e figliastro. La dispensa può essere accordata solo quando l’affinità deriva da un matrimonio dichiarato nullo, non quando il matrimonio da cui deriva l’affinità è sciolto per morte, per divorzio o cessazione degli effetti civili;
  • cognati;
  • adottato e coniuge dell’adottante;
  • adottante e coniuge dell’adottato;
  • adottato e parenti in linea collaterale degli adottanti.

Come ottenere la dispensa per sposarsi

I soggetti che abbiamo elencato nella seconda lista non possono sposarsi, salvo però chiedere o ottenere la dispensa dal tribunale (di residenza di entrambi, se comune, o alternativamente al tribunale del luogo di residenza dell’uno o dell’altro nubendo, se diversi).

La richiesta deve essere congiunta ed è volta a farsi autorizzare a contrarre matrimonio.

Più precisamente sono legittimati a richiedere tale dispensa:

– lo zio e la nipote femmina;

– la zia e il nipote maschio;

– gli affini in linea collaterale di secondo grado;

– gli affini in linea retta quando l’affinità deriva da un matrimonio dichiarato nullo.

Nel matrimonio concordatario la dispensa è necessaria anche in caso di nozze tra figli di cugini o di procugini.

Il tribunale valuta le ragioni addotte dai richiedenti e decide con decreto motivato.

Il decreto diventa definitivo dopo 10 giorni senza che sia stato proposto reclamo.

Se l’autorizzazione è concessa, uno dei nubendi deve presentare copia del relativo provvedimento per la richiesta di pubblicazione.

Possono impugnare il decreto di autorizzazione – entro massimo 10 giorni dalla notifica – eventuali controinteressati.

note

[1] La parentela è il vincolo che unisce coloro che discendono da uno stesso soggetto, che hanno cioè in comune uno stesso ascendente (giuridicamente definito come “stipite”). Ciò si verifica sia quando la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia quando è avvenuta al di fuori di esso, sia quando il figlio è adottivo. La legge tuttavia precisa che non c’è vincolo di parentela nei casi di adozione di persone maggiori di età.

Il grado di parentela è la distanza in termini di discendenza tra gli appartenenti alla stessa famiglia.

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