Multe: anche i tutor devono essere tarati
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28 Lug 2016
 
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Multe: anche i tutor devono essere tarati

 

Si può contestare la multa con il tutor per eccesso di velocità se non viene esibito il certificato di periodica taratura dell’apparecchio elettronico.

 

Non sono solo gli autovelox e i photored a dover essere tarati periodicamente, ma anche i tutor. Questo perché la sentenza della Corte Costituzionale dell’anno scorso, che ha dichiarato parzialmente incostituzionale il codice della strada nella parte in cui non prevede l’obbligo di taratura di tutti i sistemi di controllo elettronico della velocità, non fa distinzione tra apparecchiature presidiate dalla polizia e apparecchiature invece che operano in automatico da sole, su postazioni fisse, come appunto i tutor. Il principio, dunque, vale anche per tutor come il famigerato Vergilius, ma anche per strumenti come il nuovo temibile Scout Speed. E su questo non ci piove perché a dirlo non è più solo la giurisprudenza di primo grado (emblematica a riguardo è stata una sentenza apripista del 2012 emessa, in epoca non sospetta dal giudice di Pace di Ovada [1]), ma anche la Cassazione.

 

Il dubbio si era posto a seguito di un chiarimento pubblicato l’anno scorso dal Ministero degli Interni, secondo il quale la sentenza della Corte Costituzionale, e quindi l’obbligo di taratura dei misuratori elettronici della velocità, doveva riguardare solo le postazioni “mobili”, quelle cioè che vengono puntualmente montate e smontate dalla polizia da un luogo a un altro. La taratura – ossia la necessità di sottoporre a revisione periodica la strumentazione di controllo elettronico della velocità – non avrebbe invece riguardato gli apparecchi stabili e fissi in un unico posto, quelli cioè confinati dentro una colonnina, un box ai margini della strada o, come nel caso del tutor, in corrispondenza delle cosiddette “porte” di entrata e di uscita (le due telecamere poste a cavallo della strada o delle autostrade). Secondo il punto di vista del Ministero, infatti, solo gli apparecchi mobili (tanto per fare un esempio, i classici autovelox montati sui treppiedi) sono soggetti ad alterazioni e usura in quanto puntualmente spostati da un luogo a un altro. Opinione però non condivisa dalla giurisprudenza, secondo la quale la taratura è obbligatoria su ogni strumento, quindi anche i tutor.

 

La sentenza richiamata in precedenza del giudice di Pace di Ovada aveva infatti espressamente detto che, qualora l’eccesso di velocità dell’automobilista sia stato rilevato mediante apparecchio SICVe (cosiddetto Tutor) questo deve essere periodicamente tarato e la pubblica amministrazione è obbligata a fornirne prova in giudizio. Ne consegue che, in difetto di tale prova, il giudice deve annullare la contravvenzione. In buona sostanza, quello che traspare dalla sentenza è anche il diritto di accesso agli atti amministrativi da parte del conducente che, prima di fare un ricorso e “tentare la sorte”, può informarsi presso l’amministrazione titolare della strada per verificare se il tutor è stato sottoposto a taratura, chiedendo di visionare il relativo certificato di check-up. In mancanza egli può fare ricorso: è chiaro, però, che se detto certificato dovesse saltare fuori, nel corso del giudizio, il ricorrente potrebbe quantomeno invocare la compensazione delle spese legali a proprio favore, in quanto non informato preventivamente dalla P.A. alla quale aveva chiesto di vedere gli atti della taratura.


[1] G.d.P. Ovada, sent. n. 397/12 del 08.10.2012

 


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