Contabilizzatori di calore e valvole: come approvarli in condominio
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28 Lug 2016
 
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Contabilizzatori di calore e valvole: come approvarli in condominio

Valvole termostatiche e riscaldamenti: se l’assemblea di condominio approva a maggioranza l’installazione dei contabilizzatori di calore, il proprietario dell’appartamento deve aprire la porta ai tecnici incaricati per l’installazione.

 

Al 31 dicembre 2016, tutti i condomini saranno obbligati a montare i cosiddetti contabilizzatori di calore, ossia le valvole in corrispondenza della diramazione degli impianti individuali per verificare i consumi effettivi dei singoli proprietari. Sempre che tale installazione – secondo il correttivo adottato questa estate [1] – comporti un effettivo risparmio di energia (in caso contrario sarà necessaria una perizia che attesti l’inutilità delle nuove valvole).

 

Quindi è necessario che l’amministratore di condominio convochi al più presto l’assemblea, ponendo all’ordine del giorno l’approvazione (o meno) dell’installazione dei predetti contatori. A questo punto sarà necessaria una decisione dei condomini sulla modifica dell’impianto di riscaldamento centralizzato, decisione che potrà essere presa anche con la semplice maggioranza dei presenti. E questo perché il passaggio al sistema della contabilizzazione del calore è una modifica tecnica che non muta le caratteristiche fondamentali dell’impianto e dunque non impone l’unanimità dei consensi. Essa non costituisce un’innovazione gravosa o di natura voluttuaria né altera l’impianto o ne riduce il godimento.

A pubblicare questo importante chiarimento, alla vigilia del d-day per molti palazzi italiani alle prese con i nuovi obblighi è la Corte di Appello di Trento [2]. Una questione di grande attualità che coinvolge tutti i condomini con impianto centralizzato.

 

Il risultato pratico è che, se l’assemblea approva a maggioranza l’installazione dei contabilizzatori di calore, ogni condomino sarà costretto ad aprire la porta di casa ai tecnici incaricati dall’amministratore che dovranno installare, su ogni termosifone, le valvole termostatiche e i “conta ore” per consentire la telelettura dei consumi. Non ci si potrà esimere da quest’obbligo.

 

E che succederà se il condomino, per contestazione con la decisione dell’assemblea, si rifiuterà di far accedere i tecnici? Semplice: il condominio potrà agire in tribunale contro di lui per ottenere, anche in via d’urgenza – posta l’imminente scadenza che, lo ricordiamo ancora una volta, è fissata al 31 dicembre 2016 – il “lascia passare” alla ditta specializzata. Insomma, la volontà del singolo non potrà opporsi a quella degli altri condomini e il primo dovrà acconsentire al montaggio delle valvole su ciascun radiatore di casa.

 

Se poi la contestazione del condomino riguarda l’effettiva utilità sul risparmio energetico delle valvole o i prezzi da pagare ai tecnici, il giudice potrà farsi aiutare nella valutazione da una consulenza tecnica d’ufficio (cosiddetta CTU). Se – a detta del perito nominato dal tribunale – il sistema adottato dall’impresa incaricata risulterà utile e i prezzi in linea con la media di mercato, il passaggio alla contabilizzazione del calore è inevitabile.

 

La sentenza non tralascia un altro delicato aspetto: si può costringere il condomino a far entrare, in casa propria, dei soggetti estranei (nella specie i tecnici della ditta di montaggio)? Sì, secondo la corte di appello, in quanto l’accesso forzoso nell’appartamento non costituisce una violazione dei diritti del cittadino in quanto rappresenta comunque l’unico modo per dare esecuzione alla volontà della maggioranza dei condomini.

 


[1] D.lgs. n. 141/16.

[2] C. App. Trento sent. n. 134/2016.

 


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