Regolamento preventivo di giurisdizione, se c’è sentenza è inammissibile
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28 Lug 2016
 
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Regolamento preventivo di giurisdizione, se c’è sentenza è inammissibile

Il regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile dopo che il giudice di merito abbia emesso una sentenza, anche se solo limitata alla giurisdizione.

 

Le Sezioni Unite della Cassazione [1] forniscono un importante chiarimento in tema di regolamento preventivo di giurisdizione: questo rimedio non è possibile se il giudice di merito, presso cui il processo è radicato, ha emanato una decisione anche solo limitata alla stessa giurisdizione. Difatti il regolamento preventivo è uno strumento preventivo per l’immediata e definitiva soluzione delle questioni attinenti alla giurisdizione, con la conseguenza che esso non è mai proponibile dopo che il giudice di merito abbia emesso una sentenza, anche se solo limitata alla giurisdizione.

 

Così se il tribunale emette una sentenza non definitiva con cui dichiara a chi compete la giurisdizione della causa innanzi a questi radicata le parti non possono più ricorrere in Cassazione. Infatti, è principio consolidato delle Sezioni Unite [2] che “qualsiasi decisione emanata dal giudice presso cui il processo è radicato, sia attinente al merito sia a questioni riguardanti i presupposti processuali, preclude la proponibilità del regolamento di giurisdizione, che costituisce uno strumento preventivo per l’immediata e definitiva soluzione delle questioni attinenti alla giurisdizione, con la conseguenza che esso non è mai proponibile dopo che il giudice di merito abbia emesso una sentenza, anche se solo limitata alla giurisdizione, poiché in tal caso la decisione sul punto va rimessa al giudice di grado superiore” [3].

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 5 – 27 luglio 2016, n. 15542
Presidente Rordorf – Relatore Napoletano

Svolgimento del processo

L’Azienda USL della Romagna propone regolamento di giurisdizione ex art. 41 cpc avverso la sentenza non definitiva del Tribunale di Ravenna con la quale è stata dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario a decidere della controversia instaurata dalla Federfarma di Rimini e varie farmacie ad essa associate per ottenere dalla predetta Azienda il pagamento di quanto trattenuto dalla ASL di Rimini, poi USL della Romagna per l’errata applicazione da parte della nominata ASL delle previsioni di cui all’art. 13 punto 1) lettera a del dl n.39 del 2009 convertito in legge n.77 del 2009 in merito alle modalità di applicazione della ritenuta (cd extrasconto) nel periodo maggio 2009-aprile 2010 sul rimborso dell’eventuale maggior prezzo del farmaco a totale carico del SSN.
A base del decisum il Tribunale poneva la fondante considerazione secondo la quale gli atti amministrativi assunti in conseguenza della citata previsione legislativa di cui all’art. 13 punto 1) lettera a del dl n.39 del 2009 convertito in legge n.77 del 2009 non “mutavano la posizione di diritto soggettivo dei destinatari finali al rimborso secondo specifiche norme di legge,

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[1] Cass. S.U. sent. n. 15542/16 del 27.07.2016.

[2] Cass. S.U. sent. n. 2466/96.

[3] Così va interpretata la prima parte dell’art. 41 cod. proc.civ. Ciò peraltro è rimasto invariato anche a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 59, l. n. 69/09, che ha disciplinato la traslatio iudicii.

 


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