A chi vanno i regali di matrimonio in caso di separazione?
Lo sai che?
28 Lug 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

A chi vanno i regali di matrimonio in caso di separazione?

Le donazioni obnuziali, ossia i regali fatti in occasione delle nozze, si dividono tra marito e moglie in caso di separazione, sempre che il bene non fosse stato regalato a uno dei due.

 

In caso di separazione, a chi vanno i regali di matrimonio ricevuti dai coniugi? Si tratta di un problema spesso affrontato da avvocati e giudici, all’interno dei tribunali, durante le cause di separazione: un po’ perché il valore di certe donazioni è spesso elevato, un po’ perché i matrimoni durano sempre meno. A volte, dalla data delle nozze a quella della separazione non passa neanche un anno e la coppia non ha avuto nemmeno il tempo di scartare i regali. Regali che, se effettuati in occasione delle nozze, vengono chiamati dal diritto donazioni obnuziali.

 

Peraltro è uso ormai costante, nella nostra società, ricevere regali in occasione del matrimonio sia dal futuro coniuge (l’anello con i diamanti è sicuramente il più ricorrente e simbolico), sia dai parenti, familiari e amici di norma invitati alla celebrazione delle nozze e al successivo ricevimento. Quadri, oggetti di arredo, strumenti di cucina, servizi di piatti e bicchieri, argenteria, televisioni e videoregistratori: le liste di nozze sono piene di scelte per chi vuol dare un contributo alla futura famiglia.

 

In tale tipo di donazione il beneficiario della donazione (cosiddetto donatario) può essere:

– o uno o entrambi gli sposi (ad esempio un genitore dona al figlio, o al figlio e alla futura moglie);

– i futuri figli (un genitore dona al nascituro della figlia e del futuro genero).

 

Prima però di vedere a chi vanno i regali di nozze in caso di separazione, cerchiamo di comprendere le differenze che ci sono tra la donazione ordinaria e quella obnuziale.

 

 

Donazione obnuziale: differenze con la donazione ordinaria

A differenza della donazione tipica, la donazione obnuziale presenta le seguenti caratteristiche:

  • per essere efficace e valida non c’è bisogno di accettazione del donatario né (nel caso di donazioni di elevato valore) dell’atto pubblico del notaio alla presenza di due testimoni; è sufficiente la celebrazione del matrimonio a condizione che nell’atto pubblico sia espressamente indicato che la donazione è motivata dal matrimonio stesso;
  • non può essere revocata dal donante né per ingratitudine del donatario né in caso di sopravvenienza di figli del donante;
  • non obbliga il donatario a prestare gli alimenti al donante.

 

 

Che fine fanno le donazioni di matrimonio in caso di separazione?

Arriviamo ora a toccare il punto più importante: come si dividono i regali di matrimonio in caso di separazione dei coniugi? Per dare una risposa dobbiamo distinguere una serie di ipotesi:

 

1) nel caso in cui la donazione sia avvenuta con atto pubblico, ossia davanti al notaio, il bene donato va a favore del donatario che ha sottoscritto l’atto notarile; se ad essere beneficiari sono entrambi i coniugi, il regalo si divide tra loro (secondo le regole che diremo a breve);

 

2) in tutti gli altri casi (regalo consegnato direttamente a mano dei coniugi), bisogna distinguere:

 

  • nella maggior parte dei casi il regalo si intende fatto in favore della futura famiglia e, quindi, di entrambi i coniugi (e non di uno solo): pertanto, in tali casi, il bene va diviso al momento della separazione (secondo le regole che diremo a breve);
  • se, invece, dovesse risultare che il regalo è destinato specificamente a uno dei due coniugi, il bene resta di questi.

 

Se anche dalla natura del bene non è possibile individuare il donatario, l’oggetto della donazione viene diviso.

 

Il soggetto che dona un bene di valore rilevante può anche fare mettere, nella donazione, una clausola in virtù della quale se la coppia si separa il bene torna nella proprietà del donante (si pensi a una casa, un terreno, ecc.). Si tratta della cosiddetta condizione risolutiva.

 

 

Effetti in caso di nullità del matrimonio

Se il matrimonio è dichiarato nullo anche la donazione obnuziale diventa nulla. Il donatario deve restituire il bene al donante, ma restano salvi i diritti acquistati dai terzi in buona fede tra il giorno del matrimonio e il passaggio in giudicato della sentenza che ne dichiara la nullità. Il coniuge in buona fede non è tenuto a restituire i frutti percepiti prima della domanda di annullamento del matrimonio.

 

Se la donazione era a favore di figli nascituri, essa rimane efficace per i figli rispetto ai quali si verificano gli effetti del matrimonio putativo (ossia del matrimonio contratto in buona fede dai coniugi che ignoravano la causa di nullità).

 

 

Come si dividono i beni di entrambi i coniugi?

Nel caso in cui il regalo sia stato fatto a entrambi i coniugi, ossia alla futura famiglia, spetta a questi mettersi d’accordo su come dividerli. Le strade sono diverse. Si può:

  • vendere il bene e dividere il ricavato;
  • assegnare il bene a uno dei due coniugi e compensare l’altro con il 50% del valore dato in moneta o con un altro bene di pari valore;
  • raggruppare i regali del matrimonio in due diversi gruppi di pari valore e poi estrarre a sorte l’assegnazione di ciascun gruppo tra i due coniugi.

 

Nel caso in cui i coniugi non si mettano d’accordo si andrà in tribunale dove la regola è sempre quella della vendita e divisione del ricavato in denaro.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti