Cosa è la cambiale?
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29 Lug 2016
 
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Cosa è la cambiale?

Funzione della cambiale e caratteristica: vaglia cambiario o pagherò e cambiale tratta.

 

La cambiale è la promessa di pagare una certa somma ad una determinata persona, nel tempo e nel luogo indicati nella cambiale stessa (in tal caso si chiama vaglia cambiario o pagherò) oppure l’ordine del traente ad un terzo (trattario) di pagare una certa somma al prenditore del titolo o all’eventuale giratario (in tal caso si chiama cambiale tratta).

 

La cambiale è un titolo di credito consente a chi l’emette di differire il pagamento di una somma dovuta ed al creditore — denominato prenditore del titolo — di procurarsi la disponibilità immediata del credito concesso, trasferendo il titolo mediante girata o scontandolo presso una banca.

 

Con tale operazione il creditore gira la cambiale a una banca che gli anticipa la somma in essa indicata decurtata degli interessi per il tempo che decorrerà fino alla scadenza.

 

Se alla scadenza il debitore non paga la banca si rivolge a colui che le ha girato la cambiale. La cambiale consiste in un documento dotato di una particolare efficacia; infatti se alla scadenza l’obbligazione non viene adempiuta, il portatore può dare corso alla procedura esecutiva sul patrimonio del debitore cambiario.

 

La cambiale trova la propria disciplina nella cd. legge cambiaria (R.d. 14 dicembre 1933 n. 1669 e successive modifiche, denominata di seguito, nel testo e nelle note, anche L.C.).

 

Dalla definizione della cambiale come titolo di credito, ossia di un documento che attribuisce al suo legittimo possessore il diritto di credito in esso indicato, si evince che essa presenta le caratteristiche peculiari dei titoli di credito sopra indicate (incorporazione, letteralità, autonomia e legittimazione all’esercizio del diritto).

 

Oltre alle caratteristiche tipiche dei titoli di credito la cambiale possiede altre due caratteristiche ulteriori grazie alle quali, nella prassi, è considerata mezzo rilevante di riscossione dei crediti oltre che uno strumento di circolazione del credito.

 

Queste caratteristiche ulteriori sono l’astrattezza e l’efficacia di titolo esecutivo. L’astrattezza significa che il rapporto sottostante, o extracartolare, che ha dato luogo all’emissione della cambiale non ha rilevanza, salvo che nei rapporti tra contraenti diretti.

 

La cambiale contiene l’ordine incondizionato di pagare una somma determinata (art. 1 L.C.): il titolo nel quale vi fosse una clausola che condizionasse il pagamento, non varrebbe come cambiale (art. 101 L.C.).

 

Il soggetto che ha emesso una cambiale non può sottrarsi al pagamento se gli viene richiesto dal terzo giratario (potendo successivamente agire nei confronti di colui a favore del quale ha emesso la cambiale). Se, invece, il pagamento viene richiesto all’emittente da colui a favore del quale è stata emessa la cambiale, egli potrà opporre tutte le eccezioni basate sul rapporto sottostante. L’astrattezza è, quindi, una caratteristica che opera solo nei confronti dei terzi estranei al rapporto extracartolare.

 

La cambiale ha poi efficacia di titolo esecutivo per il capitale e per gli accessori

(art. 63 L.C.); in virtù di ciò è possibile procedere ad esecuzione forzata, ex art. 474 c.p.c., senza che il creditore debba munirsi di una sentenza di condanna nei confronti del debitore inadempiente.

 

Cambiale tratta e pagherò o vaglia: i tipi di cambiali

La legge prevede due tipi di cambiali: la cambiale tratta ed il vaglia cambiario (o pagherò cambiario).

 

Nella cambiale tratta rilevano tre soggetti: il traente, che è colui che dà l’ordine di pagare, il trattario, che è colui al quale è diretto l’ordine di pagare (ma che non è obbligato finché non accetta) ed il prenditore, che è colui a favore del quale viene dato l’ordine di pagare.

 

Alla base dell’emissione della cambiale tratta ci sono due distinti rapporti:

  • un rapporto di valuta tra il traente e il prenditore che giustifica l’emissione della cambiale;
  • un rapporto di provvista fra il traente ed il trattario.

 

Nel vaglia cambiario (o pagherò cambiario) rilevano solo due soggetti: l’emittente del titolo che promette incondizionatamente di pagare una somma ed il prenditore che è beneficiario della promessa di pagamento.

 

 

I requisiti della cambiale

Il legislatore ha previsto una serie di requisiti che la cambiale deve possedere per poter essere validamente emessa.

 

La cambiale (tratta e vaglia cambiario) deve avere alcuni requisiti stabiliti dalla legge (art. 1 L.C. per la cambiale tratta, art. 100 L.C. per il vaglia cambiario). Essa

deve contenere:

 

1)- La denominazione di cambiale.

La cambiale deve contenere la denominazione di cambiale inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui esso è redatto. Non sono ammessi equipollenti e la cambiale priva di detta denominazione non è valida e non può avere efficacia cambiaria.

 

Questo requisito è richiesto per garantire che l’emittente nell’obbligarsi abbia compreso ed accettato di sottostare agli obblighi cambiari. Di qui anche il riferimento alla lingua.

 

2)- Il nome, il luogo e la data di nascita ovvero il codice fiscale di chi è designato a pagare (trattario), se si tratta di cambiale tratta.

La cambiale deve contenere l’indicazione di colui che è destinato a pagare.

Tale indicazione può consistere, ad esempio, nel nome e cognome di una persona fisica o, in caso di persona giuridica, nella denominazione o ragione sociale. Se manca tale indicazione, oppure se l’indicazione è inesatta o incompleta e non rende possibile identificare il trattario, la cambiale è nulla.

 

Se la cambiale contiene firme di persone incapaci di obbligarsi cambiariamente, firme false o di persone immaginarie, ovvero firme che per qualsiasi altra ragione non obbligano le persone che hanno firmato la cambiale, le obbligazioni degli altri firmatari restano tuttavia valide (art. 7 L.C.).

 

3)- La scadenza.

La cambiale deve inoltre contenere la data di scadenza per la presentazione al pagamento.

 

La cambiale può essere tratta (art. 39 L.C.):

 

a vista (la determinazione del giorno del pagamento è lasciata alla volontà del portatore che può presentarla per il pagamento quando vuole purché nel termine di un anno dalla sua emissione);

 

a certo tempo vista (la cambiale è pagabile dopo che è passato un determinato

periodo di tempo che decorre dalla presentazione);

 

a certo tempo data (viene indicato un certo tempo dalla data di emissione, ad esempio 4 mesi dopo l’emissione);

 

a giorno fisso (ad esempio 30 gennaio 2007).

 

La data prescelta deve essere certa per il debitore.

 

Le cambiali ad altre scadenze o a scadenze successive sono nulle.

Se è omessa l’indicazione della scadenza, la cambiale si considera pagabile a vista (art. 2 L.C.).

 

Il difetto di indicazione della data di scadenza della cambiale, non comporta che il titolo debba essere considerato emesso a garanzia, essendo consentita l’emissione in pagamento di cambiale priva della data di scadenza con facoltà per il prenditore di riempirla successivamente (cosiddetta cambiale in bianco) (Cass., 4 settembre 1996, n. 8068).

 

4)- Il luogo del pagamento.

La cambiale deve determinare con certezza il luogo in cui il portatore potrà presentarla per ottenere il pagamento.

In mancanza d’indicazione speciale, il luogo indicato accanto al nome del trattario si reputa luogo del pagamento e, insieme, domicilio del trattario.

Secondo l’art. 101 L.C. in mancanza d’indicazione speciale, il luogo di emissione del titolo si reputa luogo del pagamento ed insieme domicilio dell’emittente.

 

Il vaglia cambiario in cui non è indicato il luogo di emissione si considera sottoscritto nel luogo indicato accanto al nome dell’emittente.

 

Se non si riesce comunque a stabilire il luogo di pagamento, la cambiale è nulla.

 

Agli effetti della legge col termine “luogo di pagamento” si intende l’intero territorio del Comune (art. 99 L.C.).

Se sono indicati più luoghi di pagamento, s’intende che il portatore possa presentare in qualunque di essi la cambiale per l’accettazione ed il pagamento (art. 2 L.C.).

 

La cambiale può essere pagabile al domicilio di un terzo, nel luogo del domicilio del trattario o in altro luogo (art. 4 L.C.). Se non è detto che il pagamento sarà fatto presso il terzo dal trattario, si intende che sarà fatto dal terzo.

 

5)- Il nome di colui al quale o all’ordine del quale deve farsi il pagamento.

Questo requisito esclude la possibilità che possano essere emesse cambiali al portatore. La cambiale priva del requisito in esame è invalida.

 

Si è osservato che la cambiale priva dell’indicazione del nome del prenditore (cosiddetta cambiale con prenditore in bianco) non può essere legittimamente annoverata tra i titoli di credito (non essendo, nel nostro ordinamento giuridico, ammessa la cambiale al portatore), ed integra, conseguentemente, gli estremi del documento ordinario comprovante l’esistenza di un rapporto di credito, sicché il relativo diritto, non incorporato nel titolo, si trasmette senza forma imperativa, con la cessione effettuata anche mediante traditio brevi manu del documento medesimo, a prova del consenso a trasferire. Ne consegue che l’emittente può opporre al cessionario (che figura prenditore per effetto dell’avvenuto riempimento) le eccezioni personali opponibili al cedente relative al rapporto obbligatorio fondamentale (Cass., 12 marzo 2003, n. 3653).

 

6)- La data di emissione della cambiale.

L’indicazione della data di emissione della cambiale è un requisito essenziale, se manca la cambiale è nulla. Essa sola, infatti, permette di stabilire, ad esempio, se sussisteva la capacità dell’emittente al momento dell’emissione, per determinare la data di scadenza nella cambiale a certo tempo data ecc.

 

La data è costituita dal giorno, mese, anno, espressi in lettere o in cifre. È ammessa tuttavia l’indicazione di una data fissa e determinata nel calendario (ad esempio Natale 2007).

 

L’indicazione della data di emissione, richiesta dalla legge cambiaria, pena l’inefficacia come titolo di credito, dovrebbe ritenersi legata anche a motivi di carattere fiscale. Motivi che non ricorrerebbero nel caso di data non vera. Secondo la giurisprudenza “la necessità dell’indicazione della data non deve essere confusa con la necessità della veridicità della data: l’apposizione della data non vera non toglie al documento efficacia cambiaria” (App. Napoli, 16 dicembre 2002).

 

Si è affermato che la legge cambiaria ammette la possibilità che una cambiale in bianco (in particolare, priva della data di emissione) sia legittimamente destinata, per l’effetto, ad essere completata dei requisiti mancanti anche senza la cooperazione dell’emittente, occorrendo, ai fini della sua validità come titolo di credito, la presenza di tutti i necessari requisiti previsti dalla legge solo nel momento in cui il titolo viene fatto valere dal portatore, e risolvendosi ogni questione in ordine alla sua validità alla stregua dell’osservanza (o meno) degli accordi di riempimento (Cass., 12 marzo 2003, n. 3653).

 

L’abusivo riempimento della cambiale in bianco, da parte del prenditore, con riguardo alle indicazioni relative alla data ed al luogo di emissione, non può desumersi dal mero fatto che tali indicazioni siano diverse dalla data e dal luogo reali di emissione, ma può configurarsi soltanto se l’emittente deduca e dimostri uno specifico patto di riempimento implicante l’obbligo per il prenditore di rispettare la data ed il luogo di detta emissione effettiva (Cass., 7 luglio 1982, n. 4041).

 

Il requisito della data di emissione postula una specifica ed autonoma indicazione, contenuta nel titolo, circa il giorno nel quale si verifica l’emissione medesima; il suddetto requisito, pertanto, con riguardo ad una cambiale tratta, non può essere ravvisato nel mero richiamo della fattura relativa alla somma in essa portata, ancorché con l’aggiunta della data di tale fattura, trattandosi di elemento non idoneo, alla stregua del principio di letteralità cui sono soggetti i titoli di credito, ad identificare il momento genetico della tratta con il giorno del rilascio dell’indicata fattura (Cass., 1 agosto 1986, n. 4912).

 

7)- Luogo di emissione.

La cambiale in cui non è indicato il luogo di emissione si considera sottoscritta nel luogo indicato accanto al nome del traente.

 

8)- L’ordine incondizionato o la promessa di pagare una somma determinata.

La cambiale deve contenere l’ordine incondizionato, se è una cambiale tratta, o la promessa incondizionata, se è un pagherò cambiario, di pagare una somma determinata. Non sono necessarie formule sacramentali ma la volontà dell’emittente deve risultare chiaramente. L’ordine non può essere soggetto a condizione sospensiva o risolutiva, in quanto l’apposizione di una condizione contrasterebbe con il principio della letteralità cartolare. L’ordine deve avere per oggetto il pagamento di una somma certa di denaro. La somma deve esser scritta in cifre ed in lettere, se le due somme sono differenti si considera prevalente la somma scritta in lettere.

 

9)- La sottoscrizione di colui che emette la cambiale.

La sottoscrizione della cambiale deve contenere il nome e cognome di colui che si obbliga. Nel vaglia è richiesta l’indicazione del luogo e della data di nascita ovvero del codice fiscale dell’emittente (art. 101 L.C.). Se la sottoscrizione manca il titolo è nullo; pertanto anche le eventuali altre dichiarazioni successive (girate o accettazioni) sono invalide. Se invece la sottoscrizione è viziata (ad esempio la firma è falsa) l’invalidità della sottoscrizione non si estende alle altre dichiarazioni.

 

La sottoscrizione deve essere autografa ossia scritta a mano.

 

Relativamente ai requisiti della cambiale è stato affermato che la collocazione dei dati essenziali della cambiale, negli spazi a ciascuno di essi destinati nel modulo concretamente utilizzato, non costituisce una sorta di requisito di validità del titolo, in quanto l’interprete deve accertare se il documento contiene gli elementi strutturali e formali richiesti dalla sua natura (Cass., 28 aprile 1983, n. 2902).

 

 

Come si distinguono i requisiti delle cambiali?

I requisiti della cambiale sono distinti in requisiti essenziali e naturali sostanziali.

 

I requisiti essenziali sono quelli la cui mancanza rende nulla la cambiale ed impedisce al titolo di avere efficacia cambiaria (sono tali la denominazione di cambiale, l’ordine incondizionato, il nome del trattario, il nome del prenditore, la data di emissione, la sottoscrizione del traente o emittente).

 

I requisiti naturali, invece, sono quelli alla cui mancanza la legge supplisce tramite le presunzioni, di cui agli artt. 2 e 101 L.C., (indicazione della scadenza, del luogo di pagamento, del luogo di emissione).

 

Altra categoria è quella dei cd. requisiti sostanziali. Se manca o è viziato un requisito formale non sorge neppure l’obbligazione cambiaria; se manca o è viziato un requisito sostanziale il titolo resta valido ed il vizio non inficia né si estende alle altre obbligazioni contenute nel titolo.

 

Per il principio della autonomia delle obbligazioni cambiarie, i vizi di una obbligazione cambiaria di un firmatario non si estendono a quelle di altri firmatari: se la cambiale contiene firme di persone incapaci di obbligarsi cambiariamente, firme false o di persone immaginarie, ovvero firme che per qualsiasi altra ragione non obbligano le persone che hanno firmata la cambiale o col nome delle quali essa è stata firmata, le obbligazioni degli altri firmatari restano tuttavia valide (art. 7 L.C.).

 

Il-Recupero-dei-Crediti

 


In pratica

La cambiale è un titolo di credito all’ordine caratterizzato, fra l’altro, oltre che da incorporazione, letteralità, autonomia e funzione di legittimazione del possessore, da:

— astrattezza, ossia il rapporto che ha dato luogo all’emissione del titolo ha rilevanza solo nei rapporti tra contraenti;

— efficacia di titolo esecutivo, ossia è possibile procedere con esecuzione forzata per il capitale e per gli interessi contenuti nel titolo.

Si riconoscono due forme di cambiale:

vaglia cambiario o pagherò, che contiene la promessa di pagare una certa somma ad una determinata persona, nel tempo e nel luogo indicati nella cambiale stessa;

cambiale tratta, che contiene l’ordine del traente ad un terzo di pagare una certa somma al prenditore del titolo o all’eventuale giratario.

La cambiale deve contenere:

— denominazione di cambiale;

— dati di chi è tenuto a pagare (trattario), se si tratta di cambiale tratta;

— scadenza;

— luogo del pagamento;

— nome di colui al quale o all’ordine del quale deve farsi il pagamento;

— data di emissione;

— luogo di emissione;

— ordine incondizionato o promessa incondizionata di pagare una somma determinata;

— sottoscrizione di chi emette la cambiale (ed altri dati identificativi dell’emittente nel caso di vaglia cambiario).

I requisiti formali della cambiale possono essere distinti in:

— essenziali, la cui assenza rende nullo il titolo;

— naturali, che se assenti, sono automaticamente sostituiti dalla legge cambiaria.

Vi sono poi requisiti sostanziali, relativi ai singoli tipi di cambiale, la cui assenza o vizio non rendono comunque nullo il titolo.

 

 


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