Massimiliano Palumbo
Massimiliano Palumbo
30 Lug 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Canone Rai: le novità della settimana

Da come non pagare il Canone a quale giudice rivolgersi in caso di contestazione. Ecco gli ultimi aggiornamenti.

 

«Un abbonato ha sempre un posto in prima fila». Se poi spunta fuori la notizia che è possibile non pagare il Canone Rai, allora gli abbonati fanno la ressa per guadagnare quel posto. È successo con il nostro articolo Canone Rai: se addebitato in bolletta si può non pagare. Il più letto della settimana. E per questo ve ne riproponiamo una sintesi.

 

Innanzitutto c’è da dire che la notizia è arrivata dalla fanpage dell’Agenzia delle Entrate. E questa è già una buona notizia. Quando si ha a che fare col fisco si hanno due tipi di fastidi: uno economico (molti balzelli cozzano contro la giustizia sociale) e l’altro semantico. Dagli uffici ministeriali, spesso, distribuiscono documenti così complicati che subito dopo è necessario il secondo documento per chiarirne il significato. Questa volta, invece, il chiarimento arriva dal luogo più popolare del web: Facebook. Una rondine non fa primavera, ma forse il burocratese sta cominciando a scricchiolare. Speriamo.

 

Ma la vera buona notizia è questa: «Se sulla bolletta della luce ti viene addebitato il canone Rai e tuttavia non rientri tra coloro che devono pagarlo (ad esempio perché un altro familiare già lo paga o perché non hai la tv), puoi decurtare l’importo dal bollettino e versare solo la quota dovuta per la luce, senza perciò né temere che ti venga staccata la luce o che ti arrivi un accertamento fiscale con la relativa sanzione». La cosa potrebbe sembrare banale in Paese normale, ma ricordiamoci da dove siamo partiti. Era il mese di marzo e scrivevamo: «Chi omette, anche per un solo anno, di inviare all’Agenzia delle Entrate l’autocertificazione per non pagare il Canone Rai non avrà seconde possibilità. La dimenticanza gli costerà cara e non potrà più proporre opposizione al fisco»

 

A proposito di opposizione, è bene ricordare anche quanto già scritto sempre durante questi sette giorni: «Per qualsiasi contestazione, il contribuente deve sempre rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale e non invece al Tribunale ordinario o al Tribunale amministrativo (TAR). Trattandosi di una imposta, infatti, la giurisdizione sulle questioni attinenti al canone è rimessa in capo alla magistratura tributaria. Cliccando qui potete leggere l’articolo completo.

 

Comunque sia è meglio evitare rogne giudiziarie, anche quando si ha ragione. I tempi sono lunghi e la situazione rischia anche di capovolgersi. È sempre stato così. Non per niente lo stesso Vangelo consiglia: «Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!». E allora, come fare? Lo spieghiamo nell’articolo del 14 luglio: «Quando, nel corso di un anno, un contribuente attiva una nuova utenza elettrica ma non possiede alcun televisore, non è tenuto a pagare il Canone Rai. Tuttavia, deve comunicare la “non detenzione” della tv all’Agenzia delle Entrate, altrimenti si vedrà addebitare, sulle successive bollette, le relative quote di Canone Rai».

 

Per questa settimana è tutto. Vi auguriamo una bella gita al mare o in montagna e chi non può, nonostante tutto, può sempre rilassarsi con i programmi di mamma Rai.


 


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