Annullamento viaggio: quando e come
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31 Lug 2016
 
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Annullamento viaggio: quando e come

 

Quando è possibile annullare un viaggio già prenotato? Come si fa ad annullare un viaggio a pochi giorni dalla partenza se non si è stipulata un’assicurazione con l’agenzia di viaggi?

 

Annullare un viaggio senza perdere la penale o, addirittura, tutti i soldi già versati all’agenzia potrebbe risultare un problema ogni volta in cui il viaggiatore non ha stipulato l’apposita assicurazione: assicurazione che consente, a chi acquista pacchetti turistici, vacanze e/o altri biglietti di viaggio, di annullare le prenotazioni anche pochi giorni prima della partenza.

 

La necessità di chiedere l’annullamento del viaggio è piuttosto frequente. Questo perché i tour operator e le compagnie aeree riconoscono forti sconti a chi prenota il biglietto con largo anticipo; capita così che, a ridosso della partenza, si verifichino eventi imprevedibili che rendano impossibile viaggiare e/o assentarsi da casa. Si pensi al caso di una malattia, di un lutto o di una causa improvvisa che abbia toccato un familiare diretto (ad esempio, un genitore fratturatosi una gamba che necessita di assistenza). Come si fa in questi casi? Come è possibile annullare il viaggio e, nello stesso tempo, non rimetterci i soldi o la penale?

 

In verità è sempre possibile annullare un viaggio per una impossibilità sopravvenuta non dipendente dal viaggiatore: questo diritto è riconosciuto sia dal Codice del turismo [1] che dal codice civile [2]. I tour operator, interessati a far firmare la clausola di assicurazione, non informano di ciò il consumatore e, anzi, tendono a glissare dinanzi le richieste di restituzione dei soldi del viaggio. Ma la giurisprudenza, sul punto, è pacifica [3]: si può sempre chiedere l’annullamento del viaggio anche se non si è firmata l’assicurazione, ma ciò a condizione che l’impossibilità:

  • sia sopravvenuta (ossia non presente alla data di sottoscrizione del contratto con l’agenzia);
  • sia imprevedibile (non poteva essere prevista al momento di stipula del contratto: si pensi al viaggiatore che già presenta una malattia la quale rischia di peggiorare);
  • non dipenda da causa relativa al viaggiatore (si pensi al caso di Antonio che, un giorno prima del viaggio, faccia un incidente in motocicletta e la colpa sia sua perché ha eseguito una manovra di autocross in violazione delle regole del codice della strada).

 

Pertanto è sempre possibile, ad esempio, disdire il viaggio già prenotato per gravi impedimenti di salute del viaggiatore o dei suoi diretti familiari, lutti di congiunti, ecc., e ciò anche se il prezzo è stato pagato integralmente e non è stata stipulata l’assicurazione sull’annullamento della partenza. In tali casi l’agenzia viaggi è tenuta a rimborsare tutto il biglietto, senza poter trattenere penali.

 

Per annullare il viaggio già prenotato è sempre bene inviare una comunicazione scritta all’agenzia, con posta elettronica certificata o con raccomandata a.r. In alternativa si può sempre utilizzare una raccomandata consegnata a mano e controfirmata per accettazione.

 

Il codice del turismo specifica [1] che, in caso di fatti sopraggiunti, non imputabili al turista/viaggiatore, che non gli consentano di utilizzare il pacchetto, la prenotazione del viaggio si può annullare senza dover pagare alcuna somma. Una tutela riconosciuta anche dal codice civile, in via generale, per qualsiasi tipo di contratto: secondo infatti la norma in questione [2], tutte le volte in cui la prestazione diventa impossibile per cause non imputabili alle parti, il contratto si scioglie, nessuno dei due soggetti deve nulla all’altro e le eventuali prestazioni già anticipate vanno restituite.

Per ottenere la restituzione di tutti i soldi pagati all’agenzia in caso di annullamento del viaggio non c’è bisogno di scomodare necessariamente i problemi di salute propri o dei familiari (si pensi al ricovero urgente in ospedale di un genitore). Le cause potrebbero essere anche di diverso genere come, ad esempio, l’annullamento, all’ultimo minuto, delle ferie da parte del datore di lavoro. L’importante, come detto, è che la causa di impossibilità del viaggio sia stata imprevedibile al momento di conclusione del contratto con l’agenzia o il tour operator.

 

In sintesi, se la finalità di piacere, motivo dell’acquisto del pacchetto di viaggio, non si può realizzare per via di un evento grave che non dipenda dalla colpa o dalla volontà del turista, viene meno l’intero contratto tra quest’ultimo e l’agenzia viaggi: si scioglie il rapporto contrattuale e le parti sono esonerate dall’erogare la rispettiva prestazione. Ne consegue il diritto per il viaggiatore a ottenere l’annullamento del viaggio senza penali e alla restituzione dell’intero prezzo eventualmente già pagato.
 


[1] D.Lgs. 23.5.2011 n. 79, Codice del Turismo.

[2] Art. 1256 cod. civ.

[3] Trib. Torino, ord. ex art. 702-bis c.p.c. del 2.10.2014. Cass. sent. n. 16315 del 24.7.2013. GdP Bergamo sent. 9.06.2014; GdP Catania sent. n. 1708/2014.

 


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