Ho diritto alla disoccupazione con contratto part time?
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23 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Ho diritto alla disoccupazione con contratto part time?

Contratto a tempo parziale: quali sono i requisiti minimi per il diritto all’indennità di disoccupazione Naspi.

 

Se hai un contratto part time, puoi aver diritto alla nuova indennità di disoccupazione Naspi se rispetti i requisiti minimi validi per tutti i lavoratori dipendenti. In particolare, per ottenere la disoccupazione, devi possedere:

  1. almeno 30 giornate lavorate nell’anno in corso;
  2. almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti.

Part time e Naspi: 30 giornate lavorate nell’anno

Per aver diritto alla Naspi non si deve considerare un numero minimo di ore lavorative: le 30 giornate nell’anno sono comunque valide ai fini della disoccupazione, anche se le ore di lavoro in ciascuna giornata sono meno di 8.

L’unica eccezione in cui vanno considerate le ore lavorate si applica nei confronti dei lavoratori domestici. Per loro, poiché non è possibile verificare il requisito delle 30 giornate nell’anno, devono essere presenti 5 settimane di lavoro. Dato che, per tale categoria, è considerata lavorata una settimana se risultano accreditate almeno 24 ore, per stabilire il numero di settimane lavorate bisogna dividere le ore lavorate nel mese per 24.

 

 

Part time e Naspi: 13 settimane di contributi

Le ore di lavoro, in via generale, non rilevano nemmeno per il requisito delle 13 settimane di contributi possedute nei 4 anni precedenti. Tuttavia, se la percentuale di part time è molto bassa, può accadere che i contributi versati non coprano i minimali stabiliti: in questo caso, non sono accreditate tutte le settimane lavorate, ma sono ridotte proporzionalmente, in modo che risulti coperto il minimale settimanale.

Nel dettaglio, il minimale settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi per i lavoratori dipendenti ammonta al 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio di ogni anno: ciò vuol dire che nel 2016, visto che il trattamento minimo è pari a 501,86 euro, il minimale settimanale su cui calcolare i contributi è pari a 200,74 euro.

In pratica, perché sia accreditata un’intera settimana di contributi, la retribuzione imponibile settimanale del lavoratore deve superare i 200,74 euro; in caso contrario, i contributi sono ridotti proporzionalmente sino a coprire l’ammontare minimo: figura, cioè, un numero di settimane più basso, ma con un imponibile che supera il minimale. Così, anche se il dipendente part time lavora tutto l’anno, risulteranno accreditate meno di 52 settimane.

 

 

Sintetizzando…

Riassumendo, se hai un contratto a tempo parziale e vuoi essere sicuro di aver diritto alla disoccupazione devi controllare:

 

– di aver lavorato per almeno 30 giorni nell’anno in corso, o di possedere almeno 5 settimane lavorate se sei colf o badante;

– di possedere almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, considerando la copertura minimale: le settimane di contribuzione, inoltre, non devono già essere state utilizzate per un precedente trattamento di disoccupazione (non necessariamente Naspi, anche Aspi, Mini Aspi, Ds, mobilità, Ds a requisiti ridotti).

 

Considera, poi, che la durata dell’indennità è pari alla metà delle settimane di contributi accreditate: così, se possiedi 13 settimane valide ai fini Naspi, che corrispondono a 3 mesi, la prestazione sarà erogata per circa un mese e mezzo.

Infine, devi ricordare che l’ammontare del trattamento è pari al 75% dell’imponibile medio degli ultimi 4 anni: la presenza di periodi part time, specialmente se le ore lavorate risultano poche, abbassa dunque notevolmente l’ammontare dell’assegno.


 


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