L’assegno bancario
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30 Lug 2016
 
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L’assegno bancario

L’assegno bancario è un titolo di credito contenente un ordine o promessa di pagamento e costituisce un mezzo ausiliario di pagamento, a differenza della cambiale — che è, invece, considerata come strumento di credito.

 

L’assegno bancario, ha struttura analoga a quella della cambiale tratta. Contiene

infatti l’ordine incondizionato, proveniente dall’emittente (traente) ad una banca (trattaria), di pagare a vista (ossia dietro semplice presentazione del titolo) una determinata somma di denaro indicata nel titolo, ad un altro soggetto (prenditore).

 

I requisiti che l’assegno bancario (chéque) deve contenere sono (art. 1 r.d. 21/12/ 1933 n. 1736, cd. Legge Assegni, di seguito L.A.):

 

1) la denominazione di assegno bancario inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui esso è redatto;

2) l’ordine incondizionato di pagare una somma determinata;

3) il nome di chi è designato a pagare (trattario);

4) l’indicazione del luogo di pagamento;

5) l’indicazione della data e del luogo dove l’assegno bancario è emesso;

6) la sottoscrizione di colui che emette l’assegno bancario (traente).

 

L’assegno nel quale manchi qualcuno dei requisiti indicati sopra non vale, di norma, come assegno bancario (art. 2 L.A.). È stabilito, infatti, che in mancanza di indicazione speciale, il luogo indicato accanto al nome del trattario si reputa luogo del pagamento.

Se più luoghi sono indicati accanto al nome del trattario, l’assegno bancario è pagabile nel luogo indicato per primo. In mancanza di queste indicazioni, l’assegno bancario è pagabile nel luogo in cui è stato emesso; e, se in esso non vi è uno stabilimento del trattario, nel luogo dove questi ha lo stabilimento principale (art. 2, commi 2, 3 e 4 L.A.).

 

L’indicazione del luogo di emissione rileva sotto il duplice profilo dei termini di presentazione dell’assegno e della individuazione del luogo del pagamento, ove non espressamente indicato sul titolo.

 

L’assegno privo dell’indicazione del luogo di emissione è nullo per la mancanza di un requisito essenziale, come affermato anche dalla giurisprudenza, secondo cui “l’assegno privo dell’indicazione della data è un titolo radicalmente nullo e può valere solo come promessa di pagamento potendo presumersi iuris tantum l’esistenza del rapporto sottostante; pertanto la consegna al creditore di un assegno senza data di emissione non costituisce un valido mezzo di pagamento” (Cass., 14 novembre 2001, n. 14158).

 

È prevista eccezione a questo principio nel caso in cui l’indicazione del luogo di emissione non possa desumersi dal contesto del titolo stesso (Cass., 30 maggio 1996, n. 5039).

 

 

L’assegno postadato

L’assegno postdatato, invece, è un titolo irregolare ed è pagabile a vista. Il mero possessore di un assegno bancario che non risulti nè prenditore né giratario dello stesso (perché sul titolo manca l’indicazione del beneficiario) non può considerarsi legittimato alla pretesa del credito ivi contenuto, se non dimostra l’esistenza del rapporto giuridico da cui deriva tale credito. Infatti, il semplice possesso del titolo non ha un significato univoco ai fini della legittimazione, non potendo escludersi che l’assegno sia pervenuto abusivamente. Né l’assegno può comunque valere come promessa di pagamento, atteso che l’inversione dell’onere della prova, prevista da tale disposizione, opera solo nei confronti di colui a cui la promessa sia stata effettivamente fatta, sicché anche in tal caso il mero possessore di un titolo all’ordine (privo del valore cartolare), non risultante dal documento, deve fornire la prova in ordine alla promessa di pagamento a suo favore (Cass., 24 maggio 1996, n. 4801).

 

L’assegno bancario in cui non è indicato il luogo di emissione si considera sottoscritto nel luogo indicato accanto al nome del traente (art. 2 L.A.).

 

Anche l’assegno bancario emesso senza data non vale come assegno bancario e di conseguenza è privo di efficacia esecutiva (Trib. Cagliari, 11 aprile 1990, App. Venezia, 3 novembre 1981). Il completamento dell’assegno bancario, successivo all’emissione dello stesso, non può servire a fargli acquistare efficacia esecutiva.

 

L’assegno privo dell’indicazione della data è un titolo radicalmente nullo e può valere solo come promessa di pagamento potendo presumersi juris tantum l’esistenza del rapporto sottostante; pertanto la consegna al creditore di un assegno senza data di emissione non costituisce un valido mezzo di pagamento (Cass., 14 novembre 2001, n. 14158).

 

 

Condizioni dell’assegno

L’assegno bancario è tratto su di un banchiere.

Perché possa essere emesso un assegno bancario sono necessarie due condizioni: innanzitutto occorre che il traente abbia fondi disponibili presso il trattario (provengano essi da un deposito o da un’apertura di conto corrente); in secondo

luogo occorre che l’emittente abbia diritto di disporre di tali fondi per assegno bancario, in conformità di una convenzione espressa o tacita, intercorsa con la banca (art. 3 L.A.).

 

L’emissione di assegno in mancanza delle suddette condizioni costituisce illecito punito con sanzione amministrativa pecuniaria.

 

 

A chi si paga l’assegno?

L’assegno bancario può essere pagabile:

 

– a una persona determinata con o senza l’espressa clausola “all’ordine”;

– a una persona determinata con la clausola “non all’ordine” o altra equivalente;

– al portatore.

 

L’assegno bancario a favore di una persona determinata, con la clausola “o al portatore” ovvero con altra equivalente, vale come assegno bancario al portatore (art. 5 L.A.).

 

Si è affermato che l’assegno bancario rilasciato senza indicazione del nome del prenditore non è invalido, ma vale come assegno bancario al portatore (Cass., 2 settembre 1997, n. 8392). Esso può essere convertito dal possessore in titolo all’ordine o riempiendolo con il proprio nome e trasferendolo mediante girata ovvero riempiendolo con il nome di un terzo e consegnandogli il titolo. In quest’ultima ipotesi la persona formalmente indicata come prenditore non assume in realtà tale figura giuridica, che spetta solo a colui che ha concluso il contratto di emissione e ha ricevuto l’assegno rilasciato in bianco o al portatore, ma rimane terzo rispetto al rapporto di emissione, e non possono, pertanto, essergli opposte le eccezioni personali di cui all’art. 25 L.A.

 

Qualsiasi promessa d’interessi inserita nell’assegno bancario si ha per non scritta.

 

 

Quali sono le condizioni di validità dell’emissione dell’assegno bancario?

Il legislatore ha fissato regole per la valida ed efficace emissione dell’assegno bancario, al fine di tutelare nel miglior modo possibile gli interessi dei soggetti che prendono parte al rapporto che viene a costituirsi.

 

L’assegno bancario può essere pagabile al domicilio di un terzo sia nel luogo del domicilio del trattario, sia in altro luogo, ancorché il terzo non sia banchiere (cfr. art. 8 L.A.).

 

L’assegno bancario, con la somma da pagarsi scritta in lettere ed in cifre, vale, in caso di differenza, per la somma indicata in lettere. Se la somma da pagarsi è scritta più di una volta in lettere o in cifre, l’assegno bancario, in caso di differenza, vale per la somma minore (art. 9 L.A.).

 

Se l’assegno bancario contiene firme di persone incapaci di obbligarsi per l’assegno, firme false o di persone immaginarie ovvero firme che per qualsiasi altra ragione non obbligano le persone che hanno firmato l’assegno bancario o col nome delle quali esso è stato firmato, le obbligazioni degli altri firmatari restano tuttavia valide (art. 10 L.A.).

 

Ogni sottoscrizione deve contenere il nome e il cognome o la ditta di colui che si obbliga. È però valida la sottoscrizione nella quale il nome sia abbreviato o indicato con la sola iniziale (art. 11 L.A.).

 

L’assegno bancario è validamente emesso quando contenga i requisiti di legge, tra cui l’indicazione della somma da versare, sia in lettere, sia in cifre, e la sottoscrizione contenente nome e cognome — o denominazione sociale della ditta — di chi si obbliga.

Il-Recupero-dei-Crediti

 

 


In pratica

L’assegno bancario è un titolo di credito contenente l’ordine incondizionato, proveniente dall’emittente ad un banca, di pagare dietro semplice presentazione del titolo la somma di denaro indicata nel titolo, ad un altro soggetto.

 

I requisiti che tale titolo deve avere sono:

— denominazione di assegno bancario;

— ordine incondizionato di pagare una somma determinata;

— nome di chi è designato a pagare;

— indicazione del luogo di pagamento;

— indicazione di data e luogo di emissione;

— sottoscrizione di chi emette l’assegno.

 

L’assegno bancario può essere emesso se il traente ha fondi disponibili presso il trattario e se l’emittente ha diritto di disporre di tali fondi per assegno bancario.

 

L’assegno bancario può essere pagabile:

— a persona determinata, con o senza la clausola “all’ordine”;

— a persona determinata con la clausola “non all’ordine” o altra equivalente;

— al portatore.

 


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