Sentenza di separazione: che valore ha dopo il divorzio?
Editoriali
24 Ago 2016
 
L'autore
Maria Elena Casarano
 


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Sentenza di separazione: che valore ha dopo il divorzio?

Il divorzio, anche se consensuale, non assorbe in automatico gli accordi di separazione: per evitare ogni problema, meglio specificare nell’atto nuove e vecchie condizioni.  

 

“Mi sono separato nel 2012 e ora sto formalizzando la procedura di divorzio all’estero dove risiediamo sia io che mia moglie. Il mio avvocato mi chiede di verificare gli effetti dell’accordo di separazione una volta pronunciato quello di divorzio. L’accordo di separazione rileva ancora (e quindi in caso ne va richiesta la modifica) oppure decade una volta pronunciato l’accordo di divorzio?”.

 

E’ possibile dare una prima immediata risposta al quesito, affermando che, una volta ottenuto il divorzio, tale pronuncia supera quella di separazione, e pertanto per quest’ultima non occorrerà presentare alcuna domanda di modifica o decadenza.

 

 

Sentenza di separazione e di divorzio: che rapporto c’è tra loro?

Ciò detto, tuttavia, il discorso circa il rapporto tra le due pronunce (sentenza di separazione e divorzio), merita delle precisazioni.

Se è indubbio, infatti, che la sentenza di divorzio, per la parte relativa allo status dei coniugi, va a sostituire integralmente quella di separazione (i coniugi riacquistano, cioè, lo stato libero), stessa cosa non può dirsi in assoluto per tutte le condizioni (personali e patrimoniali) che essa va a disciplinare; condizioni che ben potrebbero essere interpretate in alcuni casi come sostitutive delle prime, ma in altri essere ritenute semplicemente integrative ad esse.

 

 

Assegno di mantenimento: è dovuto se il divorzio non lo prevede?

Con riferimento a condizioni sostitutive, classico esempio è rappresentato dalla previsione di un assegno di mantenimento. Se, infatti, nell’accordo di separazione sia previsto che il lettore debba versare alla moglie un assegno di mantenimento, mentre tale condizione non sia concordata col divorzio, non si potrebbe in alcun modo ritenere che col divorzio resti in vigore la previsione dell’assegno prevista in sede di separazione, poiché assegno di mantenimento e divorzile si basano su presupposti differenti.

Per lo stesso motivo, tuttavia, ove  marito e moglie non raggiungano un accordo (e quindi decidano di farsi causa), il giudice del divorzio potrebbe disporre comunque il versamento di un assegno di divorzio a carico di uno dei due. Ciò in quanto la determinazione di detto assegno è indipendente dagli eventuali accordi di separazione che abbiano escluso il predetto emolumento. Spetta, infatti, sempre al giudice verificare il rapporto tra le attuali condizioni economiche dei coniugi e il tenore di vita avuto durante il matrimonio al fine di negare il riconoscimento (a chi ne faccia richiesta) di un assegno divorzile [1].

In altri termini, la pronuncia di divorzio potrà limitarsi a confermare le condizioni già disciplinate in sede di separazione, come pure, ove emergano nuove circostanze o esigenze (evidenziate dalle parti in causa) potrà modificare o anche semplicemente integrare i provvedimenti assunti in precedenza. Tale provvedimento sostituirà il precedente.

 

 

Sentenza di divorzio: può presupporre condizioni della separazione?

Si può, però, anche ipotizzare che nell’accordo di separazione i coniugi abbiano specificamente disciplinato alcune condizioni particolari (ad esempio i turni di alternanza di ciascuno nel godimento di una seconda casa per le vacanze in comproprietà) e che, tale questione, non venga poi riproposta nel successivo accordo di divorzio. In tal caso, le condizioni precedenti potrebbero essere ritenute tacitamente inglobate nel nuovo accordo, sì da far insorgere dei successivi contrasti tra le parti.

 

 

Accordo di divorzio: come è meglio procedere

Ciò detto, poiché dalla formulazione del quesito sembra di comprendere che, anche in sede di divorzio (così come avvenuto per la separazione), i coniugi stiano procedendo ad inoltrare una domanda congiunta, è bene che, unitamente ai rispettivi avvocati, abbiano cura di non tralasciare nell’atto a redigersi alcun aspetto delle condizioni che intendono disciplinare, eventualmente anche ribadendo alcune di quelle già previste in sede di separazione o specificando che alcune di esse si intendono superate con tale nuovo accordo. Ciò per evitare che, dopo il divorzio, possano crearsi dubbi interpretativi di sorta (preludio di successivi contenziosi) in merito alla vigenza o meno di clausole previste in sede di separazione ma mai disciplinate col divorzio.

 

 

Divorzio: se si va in causa che succede degli accordi di separazione?

Tra l’altro, nel caso in cui i coniugi non dovessero raggiungere un accordo, il giudice potrà assumere, in sede di divorzio, decisioni differenti e svincolate da quelle assunte in sede di separazione e basate sulle condizioni (personali e patrimoniali) sussistenti al momento della nuova domanda. Il magistrato potrà, in particolare, anche prendere in via provvisoria tutti i provvedimenti che reputi necessari a tutelare, fino alla sentenza definitiva, le parti più deboli (coniuge e soprattutto eventuale prole).

Tali decisioni di tipo provvisorio, possono anche confermare, come pure disciplinare ex novo, condizioni stabilite in sede di separazione. In tal caso, il provvedimento provvisorio emesso dal magistrato (in attesa dell’esito della causa), poiché si fonda su criteri di determinazione diversi e distinti da quelli adottati in sede di separazione, non si cumula con il titolo ad essa relativo, ma si sovrappone alla sentenza di separazione, e quindi, in altre parole, finisce col sostituirla [2]. E ciò a maggior ragione avviene con la sentenza definitiva di divorzio.

 

 

Accordo di divorzio: quali rischi se non prevede condizioni dettagliate?

In conclusione, la sentenza di divorzio sicuramente prevale e sostituisce quella di separazione senza che occorra chiedere una modifica della prima. Ma è certamente opportuno che le condizioni oggetto di accordo disciplinino con puntualità ogni condizione del divorzio (e prima affrontata con la separazione), di modo da potersi considerare in tutto e per tutto sostitutive dei precedenti provvedimenti.

Ove ciò non avvenga, in caso di contrasti, potrebbe porsi in futuro la necessità di valutare natura e contenuto delle condizioni contenute nei due diversi accordi e stabilire se quelle stabilite col divorzio possano considerarsi modificative, integrative o sostitutive delle precedenti.

Il consiglio è quindi, visto il lettore sta procedendo ad un divorzio congiunto, di disciplinare punto per punto ogni aspetto del divorzio (non dando nulla per scontato), sia pure che si tratti di rinnovare molte delle formule già previste con la separazione: ciò metterà entrambi i coniugi al riparo da dubbi interpretativi di sorta circa la vigenza o meno di specifiche clausole di cui all’accordo di separazione.

Certamente, tuttavia, non può bastare a far cadere le condizioni di separazione il semplice deposito della domanda di divorzio (consensuale o giudiziale che sia), ma occorrerà attendere che il giudice si pronunci (anche in via provvisoria) in merito ad essa.

 


[1] Cass. sent. n. 2948/14.

[2] Cfr. Cass. sent. n. 12034/91 e  n. 21245/10.

 


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