Quando scade la patente?
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31 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Quando scade la patente?

Quando va rinnovata la patente: la scadenza del documento per mettersi al volante, come effettuare il rinnovo e ogni quanto tempo.

 

Tra tante scadenze legate all’auto (bollo auto, assicurazione, revisione, tagliando) hai dimenticato proprio quando scade la patente? In questa breve guida scopriremo ogni quanto tempo va rinnovata la patente, rinnovo che non è uguale per tutti gli automobilisti, ma varia in base all’età e al tipo di patente.

 

 

Quando scade la patente A?

La patente di tipo A va rinnovata:

  • ogni 10 anni per chi ha meno di 50 anni. Pertanto la patente scade una volta compiuto integralmente il decimo anno dalla data di rilascio. La data di rilascio può essere verificata sullo stesso documento;
  • ogni 5 anni per chi è compreso nella fascia di età tra 51 e 70 anni;
  • ogni 3 anni per chi è compreso nella fascia di età tra 71 e 80 anni;
  • ogni 2 anni per chi ha più di 80 anni.

 

 

Quando scade la patente B?

La patente di tipo B va rinnovata:

  • ogni 10 anni per chi non ha ancora 50 anni;
  • ogni 5 anni per chi è compreso nella fascia di età tra 51 e 70 anni;
  • ogni 3 anni per chi è compreso nella fascia di età tra 71 e 80 anni;
  • ogni 2 anni per chi ha più di 80 anni.

 

 

Quando scade la patente C?

La patente di tipo C va rinnovata:

  • ogni 5 anni per chi ha meno di 50 anni;
  • ogni 5 anni per chi è compreso nella fascia di età tra 51 e 65 anni;
  • ogni 2 anni per chi ha almeno 66 anni.

 

 

Quando scade la patente D?

La patente di tipo D va rinnovata:

  • ogni 5 anni per chi è compreso nella fascia di età tra 18 e 60 anni;
  • ogni 1 anno per chi ha più di 60 anni.

 

 

Quando scade la patente E?

La patente di tipo E (ad es. BE, CE, ecc.) ha la stessa validità della patente a cui è associata.

 

 

Patente scaduta, come fare per rinnovarla?

Per il rinnovo della patente è necessario:

  • effettuare un versamento di euro 9,00 sul c.c. postale n. 9001 della Motorizzazione Civile;
  • munirsi di una marca da bollo di euro 16,00;
  • sottoporsi a una visita medica presso l’ASL (in alternativa si può optare per il medico militare, un ispettore medico del Ministero del lavoro, ecc.). Prima della visita è necessario versare i diritti dovuti all’ASL. A tal fine è bene prima informarsi presso i competenti uffici. Alla visita medica bisogna portare con sé il proprio codice fiscale, la marca da bollo da 14,62 euro e la ricevuta del versamento di 9 euro.

 

In alternativa l’automobilista che necessiti di rinnovare la patente scaduta può rivolgersi ad una agenzia di pratiche auto, comprese le Delegazioni ACI (a cui però andrò pagato il compenso per il servizio prestato, compenso che può variare da agenzia ad agenzia).

 

Il nuovo procedimento di rinnovo di patente, con modalità telematica ed emissione di duplicato della stessa, prevede che:

 

  • i soggetti certificatori (siano essi medici monocratici od organi collegiali, appartenenti o meno a strutture, amministrazioni o corpi) – contestualmente alla conclusione della visita utile alla conferma di validità della patente di guida – trasmettono telematicamente all’UCO (Ufficio Centrale Operativo) del CED di questa Direzione Generale, una comunicazione dei contenuti del certificato medico, della quale il DM indica i contenuti minimi: in particolare, si segnala che eventuali prescrizioni relative al conducente o ad adattamenti al veicolo dovranno essere indicate con gli appositi codici unionali o nazionali;
  • insieme alla comunicazione, trasmettono – con la stessa modalità telematica – la foto e la firma del titolare della patente;
  • qualora l’acquisizione di quanto sub lettere a) e b) sia andata a buon fine, il sistema informatico del CED elabora una ricevuta sulla quale sono riportati, tra l’altro, le eventuali prescrizioni relative al conducente o alle modifiche del veicolo e la nuova data di scadenza della patente posseduta;
  • il soggetto certificatore stampa la ricevuta su carta semplice e la consegna immediatamente all’interessato: essa è valida ai fini della circolazione fino al ricevimento del duplicato della patente di guida rinnovato nella validità, e comunque non oltre sessanta giorni dalla data di rilascio.

I tempi di prenotazione della visita medica collegiale possono variare da città a città, in alcuni casi raggiungendo anche 4 mesi. Nel frattempo, prima dell’appuntamento, se non si prenota la visita con sufficiente anticipo rispetto alla scadenza della patente, occorre farsi rilasciare dalla Motorizzazione o da un’agenzia di pratiche auto abilitata, un permesso temporaneo alla guida che vale fino alla data della prenotazione della visita che va indicata sul permesso.

 

 

Dopo quanto tempo dalla scadenza va rinnovata la patente?

Qualsiasi patente può essere rinnovata anche a distanza di diversi anni da quando è scaduta. Così, ad esempio, chi ha una patente scaduta nel 2000 la può rinnovare nel 2017. Si potrebbe, al limite, ipotizzare che l’interessato abbia nel frattempo dimenticato le regole della circolazione e non abbia più dimestichezza con la guida: in questo caso, come in tutti gli altri in cui si sospetta che il conducente non abbia più i requisiti per guidare, gli uffici provinciali del Dipartimento dei trasporti terrestri (la ex motorizzazione) hanno il potere di disporre un esame di idoneità (teoria e pratica) straordinario, come quelli che normalmente si sostengono per ottenere la patente. Ma nella pratica questa eventualità non si verifica pressoché mai, anche perché gli uffici provinciali non hanno modo di confrontare le date di scadenza con quelle di rinnovo (queste pratiche vengono accentrate all’Ufficio centrale operativo del Dipartimento, a Roma) e i medici che effettuano le visite di solito non segnalano mai questo tipo di anomalie.

 

 

Le spese per rinnovare la patente scaduta possono essere detratte dalle tasse?

I soldi spesi per i diritti dovuti all’ASL e per la marca bollo hanno natura amministrativa e, come tali, non rientrando nella categoria delle “spese sanitarie”, non possono fruire della detrazione fiscale. Diverso è il caso della spesa sostenuta per la visita medica relativa al rinnovo della patente, in quanto le spese mediche danno diritto alla detrazione d’imposta a prescindere dal luogo e dal fine per il quale vengono effettuate. Esse, pertanto, sono detraibili dalle tasse.

 

 

Può avere il rinnovo patente anche chi ha un’invalidità?

Sebbene la valutazione medica per il rinnovo della patente costituisca un’alea, l’aver riportato una invalidità non costituisce, in astratto, ostacolo per ottenere il rinnovo della patente. Molti guidatori con invalidità al 100%, a seguito della valutazione effettuata dalla Commissione medica, guidano veicoli poiché la patologia non influisce sulle capacità di guida, come appare nel caso prospettato. In proposito il Ministero della Salute ha chiarito che anche chi ha un’invalidità al 100% con accompagnamento può ottenere il rinnovo della patente, sempre che il tipo di invalidità da cui è colpito non influisca sulle capacità di guida.

Per chi è invalido, la patente scade secondo le stesse scadenze valevoli per tutti gli altri automobilisti e, quindi, in base a fasce di età.

 

I limiti fisici che non consentono il rilascio o il rinnovo della patente vengono valutati dal medico che, anche a seguito di accertamenti, può chiedere alla motorizzazione il rilascio di patenti speciali.

 

 

Il rinnovo della patente per chi risiede all’estero

Il rinnovo della patente potrà essere effettuato esclusivamente in Italia. La gestione della patente spetta al Paese di residenza del cittadino. Ai sensi del Codice della strada, il ricorso ai Consolati italiani è previsto solo nel caso in cui si risieda o dimori in un Paese extra-comunitario.

 

 

La patente vale come documento di riconoscimento come la carta d’identità?

Anche la patente nel formato introdotto nel 1999 [1] è documento valido ai fini dell’identificazione dei relativi titolari. La legge [2], infatti, ha definito “documento d’identità” la carta d’identità e ogni altro documento munito di fotografia rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, dall’amministrazione competente dello Stato italiano o di altri Stati, con la finalità prevalente di dimostrare l’identità del titolare. In particolare, la norma definisce documenti equipollenti alla carta d’identità il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino o l’abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d’armi, le tessere di riconoscimento, purché muniti di fotografia o di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciati da un’amministrazione dello Stato.

 

 

Quando scade il bollo auto?

A differenza del rinnovo della patente, il bollo auto scade ogni anno, trattandosi di una comune imposta a scadenza annuale. La scadenza per il pagamento del bollo auto varia da auto ad auto e viene determinata sulla base della data d’immatricolazione e della tipologia del veicolo.

 

Definito il mese di scadenza del bollo auto, questo resterà invariato per gli anni successivi. La data di scadenza da considerare è la prima valida dopo l’immatricolazione del veicolo. Il pagamento va effettuato entro il mese successivo al mese di scadenza ed è riferito ad una annualità intera (non è frazionabile).

 

Su internet esistono numerosi portali (ivi compreso quello dell’Agenzia delle Entrate) che calcolano l’importo del bollo auto e la scadenza, acquisendo come dati la tipologia del mezzo e la sua targa.

 

 

Quando scade la revisione auto?

La revisione è obbligatoria per legge. Non bisogna confonderla con il cosiddetto tagliando che, invece, è semplicemente un checkup di controllo suggerito dalla casa automobilistica produttrice e che non è obbligatorio, ma lo si fa solo per conservare la garanzia sull’auto e garantire la buona conservazione del mezzo dal punto di vista dell’efficienza. Chi provvede al tagliando non ha, solo per questo, adempiuto alla revisione obbligatoria, che andrà comunque fatta lo stesso.

 

Per le auto nuove, la prima revisione è obbligatoria dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, entro il termine del mese di rilascio della carta di circolazione. Il calcolo quindi in questo caso è estremamente facile semplicemente andando a leggere la data sulla carta di circolazione.

 

Le successive revisioni (quelle, cioè, dopo la prima) devono essere effettuate ogni due anni e sempre entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione.

 

Attenzione quindi, passati i primi 4 anni non importa più la data del rilascio della carta di circolazione ma si dovrà sempre far riferimento alla data dell’ultima revisione che è stata compiuta.

 

 

Quando scade l’assicurazione auto?

Per verificare la scadenza bisogna verificare il proprio contratto. La scadenza dell’assicurazione è annuale, anche se i pagamenti possono essere semestrali. Per i 15 giorni successivi alla scadenza si può ugualmente circolare con l’auto, a condizione che, entro tale termine, venga rinnovata l’assicurazione rivolgendosi alla propria compagnia.

 


[1] DM del 7.10.1999.

[2] Dpr 28 dicembre 2000, n. 445, art. 35 co. 2.

 


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