Quando scade il diritto d’autore?
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31 Lug 2016
 
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Quando scade il diritto d’autore?

 

Copyright: la durata dei diritti d’autore che spettano a chi ha realizzato un’opera letteraria, fotografica, musicale, artistica ed entro cui possono essere fatti valere i diritti patrimoniali è di 70 anni dalla morte dell’autore.

 

Come gran parte di tutti i diritti a contenuto patrimoniale, anche il diritto d’autore scade oltre una certa data dalla sua nascita. In verità, parlare di scadenza del diritto d’autore è un po’ generico e approssimativo, e rischia di trarre in inganno il lettore. Difatti, non tutti i diritti che spettano all’autore di un’opera letteraria, fotografica, di musica, ecc. hanno una scadenza: ce l’hanno solo i diritti relativi alla commercializzazione, pubblicazione, riproduzione e duplicazione dell’opera. Invece, non scade mai il diritto ad essere riconosciuto come l’autore dell’opera stessa. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di dare risposta all’interrogativo principale “quando scadono i diritti d’autore”?

 

 

Quando scade il diritto d’autore?

Per rispondere subito alla domanda principale di questa scheda, e rinviando a tra poco le opportune precisazioni, diciamo subito che, a seguito di una recente modifica della legge avvenuta nel 2014 [1], il diritto d’autore scade dopo 70 anni dalla morte dell’autore dell’opera.

 

In precedenza la durata del diritto d’autore era di 50 anni dalla morte dell’autore. Senonché questo termine è stato ritenuto insufficiente anche per via del progressivo aumento dell’aspettativa di vita. Così, oggi, il creatore di un’opera e i suoi eredi possono vantare un termine più ampio per rivendicare il diritto al compenso spettante a chi realizza un’opera protetta dal “copyright”.

 

Facciamo un esempio per comprendere meglio quanto dura il diritto d’autore:

 

– se Mario crea un’opera nel 2000 e muore nel 2050, egli può rivendicare i diritti d’autore sulla sua creazione per tutto l’arco della propria vita; inoltre, dopo la sua morte, gli eredi potranno rivendicare gli stessi diritti per altri 70 anni. Dunque, i diritti d’autore sull’opera di Mario possono essere rivendicati dagli eredi fino al 2120 (ossia 2050 + altri 70 anni successivi alla morte).

 

 

Come si stabilisce la durata del diritto d’autore?

In base a quanto abbiamo appena detto, per stabilire la durata del diritto d’autore bisogna tenere conto di due elementi:

  • uno variabile: la vita dell’autore
  • uno fisso: altri 70 anni dopo la sua morte.

Il diritto d’autore dura tutta la vita dell’autore (elemento variabile) + altri 70 anni (elemento fisso). Nella prima parte della durata (quella variabile) i proventi vanno in tasca scolo all’autore (in quanto ancora in vita); nella seconda parte, invece (quella variabile) i proventi vanno agli eredi (in quanto l’autore è deceduto).

 

Il diritto d’autore scade alla fine del settantesimo anno successivo alla morte dell’autore.

 

La conseguenza, abbastanza scontata, è che la scadenza del diritto d’autore non è mai uguale per tutte le opere in quanto varia a seconda della vita dell’autore. Nel caso di autore morto precocemente, i diritti sulle sue opere “scadranno” prima rispetto a quelli sulle opere di un autore invece deceduto in età avanzata.

 

 

Quali diritti d’autore scadono dopo 70 anni?

Non tutti i diritti d’autore scadono dopo 70 anni dalla morte dell’autore: alcuni dei diritti dell’autore non scadono mai, anche se non esercitati per molto tempo. Per comprendere questa affermazione, bisogna fare un passo indietro. Bisogna, cioè, chiarire che quanto comunemente viene chiamato diritto d’autore (da alcuni anche copyright, usando un termine inglese) non comprende un solo diritto, ma una serie di diritti tra loro a volte molto diversi. Questi diritti vengono comunemente divisi in due macro categorie:

 

a) diritti patrimoniali: sono quei diritti che comportano dei diretti vantaggi per il portafogli dell’autore. Essi infatti consistono nella possibilità, riservata solo all’autore, di utilizzare economicamente la sua opera in ogni forma e modo e di percepire un compenso per ogni tipo di utilizzazione della stessa. Essi consistono nel:

– diritto di pubblicazione

– diritto di riproduzione

– diritto di trascrizione

– diritto di esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico

– diritto di comunicazione al pubblico

– diritto di elaborazione e di modificazione dell’opera

– diritto di noleggio e diritto di prestito

– diritto di seguito.

 

Questi diritti possono essere ceduti a terzi (venduti, donati, ecc.). Si pensi all’autore che, dopo aver composto una canzone, ne ceda i diritti di sfruttamento economico a una casa discografica.

Solo i diritti patrimoniali scadono dopo 70 anni.

 

b) diritti morali: sono i diritti esclusivi che la legge riconosce in favore dell’autore a tutela della sua personalità, e cioè il diritto di decidere se e quando pubblicare l’opera, di rivendicarne la paternità e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione e ad ogni atto a danno della stessa. Essi sono:

– il diritto alla paternità dell’opera

– il diritto di inedito

– il diritto di “pentimento”

– il diritto all’integrità dell’opera.

 

A differenza dei diritti patrimoniali non possono essere ceduti a terzi, non vi si può rinunciare e non si prescrivono anche se non esercitati per lungo tempo. Essi derivano dalla creazione dell’opera e si rimane titolare di essi vita natural durante. Così ad esempio, nonostante l’autore possa vendere alla casa editrice i diritti di sfruttamento economico di un proprio libro, l’editore non potrà mai cambiare l’autore del manoscritto e dire che esso è stato realizzato da un altro soggetto.

 

Per sintetizzare, solo i diritti d’autore patrimoniali scadono (dopo 70 anni dalla morte dell’autore), mentre quelli non patrimoniali non scadono mai.

 

 

Quando scade il diritto d’autore per le opere realizzate da più persone

Regole speciali sulla durata dei diritti d’autore riguardano i casi in cui l’opera sia il frutto del lavoro di più persone. In particolare:

 

  • nel caso di opere in comunione, quelle cioè realizzate con il contributo indistinguibile e inscindibile di più persone (si pensi a due musicisti che lavorano alla partitura di un brano), la durata è di 70 anni dalla morte dell’ultimo coautore sopravvissuto;
  • nel caso di opere collettive, quelle cioè realizzate con il contributo scindibile e distinguibile di più persone (si pensi al paroliere e al musicista di una canzone; a due autori di un libro che abbiano curato ciascuno un capitolo, ecc.), la durata dei diritti di utilizzazione economica spettante a ciascun collaboratore è determinata sulla vita di ciascuno di essi. In qualsiasi caso i diritti cessano dopo il settantesimo anno dalla prima pubblicazione. Dunque i diritti d’autore, in tale ipotesi, scadono dopo 70 anni dalla prima pubblicazione dell’opera come un tutto;
  • nel caso di opere collettive periodiche (riviste, giornali) i diritti di utilizzazione economica hanno validità di 70 anni a partire dalla fine dell’anno di pubblicazione dei singoli fascicoli o dei singoli numeri;
  • in caso di opere anonime o pseudonime la durata dei diritti di utilizzazione economica è di 70 anni a partire dalla prima pubblicazione. Qualora l’autore si riveli la scadenza ritorna ad essere quella ordinaria: 70 anni dopo la morte;
  • per le opere cinematografiche i diritti di utilizzazione economica durano fino al termine del settantesimo anno dopo la morte dell’ultima persona sopravvissuta tra le seguenti: il direttore artistico, gli autori della sceneggiatura, l’autore del dialogo e l’autore della musica.

 


[1] D.lgs. n. 22 del 21.02.2014 (in Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2014, n. 58) con il quale viene data attuazione alla direttiva 2011/77/UE che modifica la direttiva 2006/116/CE concernente la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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