Quando scade una fideiussione?
Lo sai che?
31 Lug 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Quando scade una fideiussione?

La durata della fideiussione è legata a quella del contratto da cui deriva il debito principale: il garante non è libero finché non viene liberato il debitore a cui questi ha prestato garanzia.

 

Il problema principale per chi si presta a fare da “garante” di un’altra persona (ossia, secondo la terminologia giuridica, accetta di essere suo “fideiussore”) è sapere per quanto tempo dura la sua garanzia: in altre parole, dopo quando scade la fideiussione da lui prestata? Ma andiamo per gradi.

 

 

La garanzia personale: cos’è?

Spesso banche, finanziarie e altri grossi istituti che erogano credito, prima di concedere un mutuo o un prestito di qualsiasi tipo al proprie cliente, chiedono una garanzia. Tale garanzia può essere di due tipi:

  • reale” ossia su una cosa (in latino, “cosa” si diceva “res”, da cui la parola “reale”). È il caso dell’ipoteca: se il creditore non ottiene il pagamento, mette in vendita la “cosa” (immobile) su cui è stata prestata la garanzia. La vendita avviene attraverso le aste pubbliche gestite dal tribunale. Con il ricavato, il creditore va a compensare il debito che non è stato pagato. Ciò ovviamente avviene nei limiti del possibile, dovendosi fare i conti con l’eventualità che nessun offerente si faccia avanti o che il prezzo di vendita sia più basso del credito azionato con l’esecuzione forzata;
  • personale”: un soggetto – diverso dal debitore – stipula un contratto con la banca (cosiddetta fideiussione) garantendo, con il proprio patrimonio, il pagamento del debitore. Egli, in buona sostanza, dice alla banca “Se il debitore non ti paga, ti pagherò io; e se non ti pagherò spontaneamente, potrai pignorarmi tutti i beni, nei limiti ovviamente del tuo credito”. Dire “garante” e dire “fideiussore” è, dunque, la stessa cosa.

 

 

Come funziona la fideiussione?

Il fideiussore è obbligato “in solido” col debitore principale al pagamento del debito: questo significa che il creditore può agire indifferentemente nei confronti dell’uno o dell’altro.

Tuttavia, le parti si possono accordare nel senso che il creditore debba prima rivolgersi nei confronti del debitore principale (cosiddetto beneficio di previa escussione): in tal caso, il fideiussore potrà essere condannato, in tutto o in parte, solo dopo l’esito infruttuoso della procedura esecutiva avviata sui beni del debitore che il fideiussore medesimo è tenuto ad indicare.

 

È ammessa la fideiussione prestata da più persone per un medesimo debito (cd. “confideiussione“): in tal caso, ciascuna di esse è obbligata per l’intero debito, salvo che sia stato pattuito il beneficio della divisione. Con tale patto, il debito si divide in tante parti quanti sono i fideiussori, ed ogni fideiussore può esigere che il creditore riduca l’azione alla parte da lui dovuta.

 

Il fideiussore che ha pagato il debito può agire nei confronti del debitore “garantito” e ottenere la restituzione dell’importo versato al creditore (cosiddetta azione di regresso). Il regresso comprende il capitale, gli interessi e le spese che il fideiussore ha fatto dopo che ha denunziato al debitore principale le istanze proposte contro di lui, nonché gli interessi legali sulla somma pagata dal giorno del pagamento. Il regresso è invece limitato al vantaggio effettivo del debitore solo nell’ipotesi di incapacità di quest’ultimo.

 

 

Per quanto tempo resta obbligato il garante?

A questo punto vediamo quanto tempo dura la garanzia ossia dopo quando scade la fideiussione. La regola è contenuta nel codice civile [1]: la fideiussione dura per tutto il tempo in cui dura l’obbligazione principale, quella cioè garantita. Nel momento in cui il debito viene pagato, anche il garante viene liberato. Al contrario, se il debitore non paga il suo debito, il creditore può agire nei confronti del garante.

 

La fideiussione scade anche se, dopo la scadenza dell’obbligazione principale, il creditore non agisce nei confronti del debitore entro sei mesi: in tal caso, si verifica per il creditore una decadenza dal diritto verso il fideiussore. Tale termine si riduce a due mesi se il fideiussore ha espressamente limitato la sua fideiussione allo stesso termine dell’obbligazione principale.


La sentenza

Corte di Cassazione, Sezione III, sentenza 27 settembre 2011, n. 19736

Il “fatto” del creditore, rilevante ai sensi dell’art. 1955 c.c. ai fini della liberazione del fideiussore, non può consistere nella mera inazione, ma deve costituire violazione di un dovere giuridico imposto dalla legge o nascente dal contratto integrante un fatto quanto meno colposo, o comunque illecito, con conseguente sottrazione al fideiussore di concrete possibilità esistenti nella sfera del creditore al tempo della garanzia, che gli avrebbero consentito l’attuazione dell’obbligazione garantita. Il pregiudizio deve, inoltre, essere giuridico, non solo economico, e concretizzarsi nella perdita del diritto (di surrogazione ex art. 1949 c.c., o di regresso ex art. 1950 c.c.), e non già nella mera maggiore difficoltà di attuarlo per le diminuite capacità satisfattive del patrimonio del debitore.

 

Conforme, vedi, Cassazione civile, Sez. III, sentenza 16 giugno 2003, n. 9634.

 

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 13.02.2009, n. 3525

Qualora un contratto di fideiussione venga stipulato a garanzia del pagamento dei canoni di un contratto di locazione, ove si determini una morosità del conduttore tale da giustificare la domanda di risoluzione da parte del locatore, questi

Mostra tutto

[1] Art. 1957 cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti