Mauro Finiguerra
Mauro Finiguerra
1 Ago 2016
 
Le Rubriche di LLpT


Le Rubriche di LLpT
 

Agosto, cartella mia non ti conosco

Per essere un ente che è ha i mesi, se non i giorni, contati, Equitalia è invece estremamente vitale, anche grazie al suo nuovo amministratore delegato, il dr. Ruffini, che sta cercando di cambiare immagine alla società di riscossione, sia affidandosi alle agenzie di promozione ed al web, sia cercando di andare incontro ai cittadini con una serie di semplificazioni e di iniziative amichevoli.

 

 

Le contraddizioni di Equitalia

Certamente tutto questo sforzo mediatico e organizzativo richiederà rilevanti investimenti, basti solo pensare alle recenti iniziative dello “Sportello Amico”, dello sportello dedicato ai “+65” o del lancio dell’ applicazione per smartphone e tablet, oltre che alla massiccia campagna lanciata dal nuovo ufficio stampa dell’ente su tutti i media nazionali.

 

Ma quanto costa questo sforzo e, soprattutto, alla luce della volontà del Governo di cancellare Equitalia dal panorama dei contribuenti entro la fine dell’estate, a chi giova investire somme rilevanti per dare un volto nuovo ad Equitalia.

 

Potrebbe trattarsi della solita mancanza di coordinamento fra enti statali, considerato che Equitalia è una società che ha due soci: Agenzia delle Entrate al 51% e l’INPS al 49% ed il direttore di Equitalia, fino a due anni fa ero lo stesso Direttore dell’Agenzia Entrate, il dr. Befera.

 

La struttura di Equitalia è in predicato di essere assorbita dall’Agenzia delle Entrate, anche se lo scoglio enorme del passaggio dei dipendenti dal contratto privato al contratto del pubblico impiego già si preannuncia foriero di guai giudiziari pluriennali.

 

L’intento dichiarato del Governo, in relazione alla decisione di assorbire la società di riscossione nell’ambito della struttura dell’Agenzia delle Entrate, è quello di offrire ai cittadini un volto più umano della Amministrazione Finanziaria e di concentrare la riscossione sull’evasione dei grandi contribuenti evitando di vessare quelli più piccoli magari per banali errori formali.

 

Tuttavia come si vede Equitalia è già impegnata nell’andare incontro ai cittadini e nel modificare la propria immagine e la propria attività.

 

Le cartelle “parlanti” che oggi portano già allegata la richiesta di dilazione e che usano termini più semplici, unite alle iniziative di accoglienza dei cittadini che hanno bisogno di informazioni, sia in ufficio che sul web e sul cellulare, sono segni della volontà, seppur tardiva, di cambiamento espressa da Equitalia.

Forse un tentativo disperato del management di salvaguardare i contratti privati più favorevoli agli impiegati rispetto ai contratti del pubblico impiego che li aspettano in autunno.

 

 

Perchè il Governo vuole eliminare Equitalia

Ma il fine del Governo, al di là di quello dichiarato, cioé quello di salvaguardare i cittadini più deboli e di ridurre i costi della riscossione, sembra quello di rendere definitivamente operativa la riforma della attività di accertamento introdotta nel 2011 con la riforma che ha reso gli avvisi di accertamento immediatamente esecutivi, indipendentemente dal fatto che non vi siano ancora sentenze che stabiliscano se il contribuente debba pagare o meno la pretesa tributaria.

 

Con l’assorbimento di Equitalia da parte dell’Agenzia delle Entrate non sarà più necessario che il ruolo venga trasmesso al concessionario da parte dell’Ufficio, ma tutto sarà gestito in casa, armonizzando l’attività di accertamento con quella della riscossione senza più alcun limite, né temporale, né giuridico.

 

Probabilmente questo ulteriore passo dell’Amministrazione Finanziaria cancellerà definitivamente una decisione storica della Corte Costituzionale, che risale al 1961, quando venne dichiarato incostituzionale il principio del “solve et repete”, in quanto, all’epoca, chi veniva accertato doveva pagare le imposte presuntivamente evase e, se poi aveva ragione, poteva richiederne il rimborso.

 

Ma vi potrebbe essere un altro fondamentale motivo per cui il Governo intende accelerare la cancellazione di Equitalia, la necessità di assorbire nei bilanci, sia dell’ente che dello Stato, quei mille miliardi di cartelle esattoriali emesse che sono considerate inesigibili al 95%.

 

 

I vantaggi per il cittadino

Indubbiamente al cittadino oggi sono offerti nuovi servizi, maggiore trasparenza, maggiore semplificazione.

 

In particolare Equitalia offre:

  • lo Sportello Amico
  • lo Sportello “+65”
  • la Cartella Amica (scritta in linguaggio più semplice e con allegata già la richiesta di rateazione;
  • la app per smartphone e tablet
  • il sito web rinnovato
  • “zero cartelle” ovvero la pausa estiva dall’8 al 22 agosto.

 

 

Il vero volto di Equitalia

Nonostante tutti gli sforzi di cui sopra, in realtà, Equitalia ha emesso cartelle esattoriali per circa 1.000 miliardi di euro, di cui risulterebbero esigibili, forse, 50 miliardi di euro (5%).

 

Per quanto riguarda la proclamata pausa estiva, anche durante detta tregua, circa 20.000 cartelle verranno comunque notificate perchè ritenute improrogabili.

 

Non si fermeranno neppure le notifiche dei controlli formali delle dichiarazioni dei redditi che prevedono l’invio di circa 280.000 avvisi ai contribuenti.

 

Inoltre i 14 giorni di cosiddetta pausa estiva sono assolutamente ininfluenti per i cittadini già alle prese con il pagamento delle scadenze Iva e Redditi annuali, infatti sembra trattarsi solo di una iniziativa mediatica ad effetto per allentare la tensione in un momento storico nel quale tutti i contribuenti devono far quadrare i conti e molti tra loro devono andare a cercare finanziamenti per pagare le imposte.

 

Insomma i contribuenti, al contrario dei mariti di una volta, non possono neppure gioire del fatto che la moglie ed i figli, ad Agosto, vanno in vacanza lasciando loro campo libero, dovendosi occupare di ben altro che pensare a re-inventarsi dongiovanni precari.

 

Equitalia, mentre mostra ai cittadini un volto sorridente e rassicurante, con le mani e con la mente continua ad agire in modo assurdo e sconcertante, basti pensare alle cartelle inesigibili che prima o poi qualcuno dovrà decidersi a togliere dal bilancio dell’ente e da quello dello Stato, o agli imperscrutabili atti che essa spesso invia ai contribuenti, come gli atti di pignoramento crediti verso terzi inviati a sé stessa, nel caso in cui un contribuente, debitore presunto per un accertamento in corso, vantasse un credito IVA di pari importo.

 

Ma questa è un’altra storia e il caffé sospeso, forse, la racconterà, magari un’altra volta.


 


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