Errori nel 730, come si correggono?
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24 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Errori nel 730, come si correggono?

Deduzioni, detrazioni, acconti o redditi dimenticati, sostituto d’imposta sbagliato: come si rimedia agli errori nella dichiarazione dei redditi?

 

Ti sei dimenticato di inserire un costo o un reddito nel 730, o hai sbagliato l’indicazione del sostituto d’imposta? Niente panico, sei ancora in tempo per correggere i tuoi errori. A seconda del tipo di dimenticanza o di indicazione sbagliata, difatti, puoi presentare il modello 730 integrativo sino al 25 ottobre, oppure il modello Unico.

Vediamo, per ogni tipo di errore, che cosa devi fare.

 

 

Errore prima della scadenza del 730

Innanzitutto, se ti sei accorto di un errore nel 730 prima che scada il termine per la sua presentazione, puoi annullarlo e sostituirlo con uno nuovo. Puoi farlo entro il 10 giugno, se presenti un 730 senza sostituto d’imposta (cioè se non hai un datore di lavoro o un ente previdenziale che opera le ritenute), oppure, se ce l’hai, entro il 20 giugno. Superati questi termini, non puoi più correggere la dichiarazione in questo modo.

 

 

Sostituto d’imposta errato

Se hai sbagliato nell’indicare il sostituto d’imposta o hai sbagliato il suo codice fiscale, devi presentare un modello 730 integrativo, barrando nel frontespizio, accanto al tuo codice fiscale, il codice 2 e, ovviamente, inserendo i dati corretti del sostituto nell’apposito campo della dichiarazione. Hai tempo per presentare il 730 integrativo sino al 25 ottobre, ma attenzione: puoi presentarlo solo tramite Caf o intermediario perché non esiste il 730 integrativo fai-da-te.

 

 

Maggior credito o minor debito

Se hai dimenticato di inserire una spesa deducibile o detraibile, o un acconto pagato, o qualsiasi dato che comporti un credito maggiore o un debito minore nella liquidazione della dichiarazione, puoi sempre presentare il 730 integrativo. In questo caso, nel frontespizio devi barrare il codice 1, o il codice 3 se devi anche correggere i dati del sostituto d’imposta. Nel rigo F9 devi indicare i crediti rimborsati che risultano dalla liquidazione del 730 originale (modello 730-3) e nel rigo F10 devi indicare i crediti utilizzati in compensazione, ugualmente derivanti dal 730 originale. Il risultato della dichiarazione viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate, che a sua volta lo trasmette al sostituto d’imposta, che deve tenerne conto nel primo periodo di paga utile.

Puoi comunque decidere di presentare, al posto del 730 integrativo, il modello Unico entro il 30 settembre: in questo caso, se emerge un credito, puoi utilizzarlo in compensazione nel modello F24 o chiederlo a rimborso.

 

 

Minor credito o maggior debito

Se, invece, l’errore determina un minor credito o un maggior debito d’imposta, non puoi presentare il 730 integrativo ma devi presentare il modello Unico entro il 30 settembre.

Le imposte da trattenere o da rimborsare risultanti dalla liquidazione del 730 devono essere riportate:

 

– nel rigo RB11, colonne 8 e 9, per quanto riguarda la cedolare secca (cioè la tassazione sostitutiva su eventuali canoni di locazione percepiti);

– nel rigo RN42, per quanto riguarda l’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche);

– nel rigo RV6, per l’addizionale regionale all’Irpef;

-nel rigo RV14, per il saldo dell’addizionale comunale all’Irpef;

-nel rigo RV17, per l’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef.

 

Il debito risultante dal modello Unico deve essere pagato tramite F24. È importante tener presente che il debito non comprende solo l’imposta effettivamente dovuta, ma anche i precedenti rimborsi indebiti. Ad esempio, se dal 730 ti sono stati rimborsati in busta paga 1.000 euro, ma dal modello Unico integrato risulta un debito di 200 euro, devi pagare in tutto 1.200 euro, oltre a sanzioni e interessi.

Gli interessi sono pari al tasso legale, nel 2016 lo 0,2%. Le sanzioni sono dovute in misura ridotta, grazie al nuovo ravvedimento operoso:

 

0,1% per ogni giorno di ritardo, sino ai primi 14 giorni;

1,5% dal 15° al 30° giorno di ritardo;

1,67% dal 31° al 90° giorno di ritardo;

3,75% dal 91° giorno al termine di presentazione della dichiarazione;

4,29% dal termine della presentazione della dichiarazione successiva;

5% oltre il termine di presentazione della dichiarazione successiva.

 

Il termine a partire dal quale sono calcolati interessi e sanzioni è il 16 giugno.

 

 

Errore del Caf

Se il Caf o il professionista che ha presentato la dichiarazione ha fatto un errore e te ne sei accorto, devi chiedere a chi ha commesso l’errore di elaborare un 730 rettificativo. Questo modello rettificativo, che vale solo per gli errori di Caf e intermediari, viene subito trasmesso all’Agenzia delle Entrate, che a sua volta lo trasmette al sostituto d’imposta, che ne deve tener conto nel primo periodo di paga utile. Il 730 rettificativo va trasmesso entro il 10 novembre. Gli interessi per il versamento tardivo sono pari allo 0,4% mensile.

 

 

Se è il Caf ad accorgersi di un tuo errore

Se sono invece il Caf o il professionista ad accorgersi di un errore nel 730 che ha comportato l’apposizione di un visto di conformità della dichiarazione infedele, devono avvisarti subito, per poter elaborare il 730 rettificativo entro il 10 novembre. Se tu non intendi correggere la dichiarazione, l’intermediario può comunicare, sempre entro il 10 novembre, i dati rettificati: sarà responsabile per le sole sanzioni da te dovute e non sarà tenuto al pagamento della maggiore imposta o degli interessi.


 


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