Omicidio stradale: tempi lunghi per il risarcimento
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3 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Omicidio stradale: tempi lunghi per il risarcimento

Il Codice della Strada non semplifica le indagini in caso di incidenti con vittime, anzi: allunga i processi. Pene più severe per guida sotto alcol o droghe.

 

Che il reato di omicidio stradale fosse necessario come deterrente per pirati della strada o automobilisti incoscienti è indiscutibile. Ma il fatto che le norme introdotte nel Codice della Strada abbiano complicato la macchina delle indagini e dei risarcimenti, sia per i parenti delle vittime degli incidenti sia per chi subisce lesioni personali, appare, purtroppo, una realtà. Il discorso di fondo, detto in parole estremamente semplici, è questo: con pene molto più severe, raramente chi si trova alla sbarra per omicidio stradale sceglierà un rito alternativo al normale processo (alcuni, come il patteggiamento, comportano l’ammissione di colpa). Inoltre, la possibilità data alla difesa di chiedere perizie su perizie per verificare le condizioni di chi si trovava al volante e del luogo e le circostanze in cui è avvenuto il tragico incidente, allunga ulteriormente i tempi. A cascata, chi si attende un risarcimento dovrà aspettare a lungo.

 

Il Codice della Strada sanziona l’omicidio stradale [1] e le lesioni personali stradali gravi o gravissime [2]. Nello specifico, viene punito “chiunque cagiona, con violazione generica delle norme sulla circolazione stradale, la morte o lesioni gravi e gravissime di una persona”. Entrambi i casi partono dallo stesso fatto delittuoso (guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe, mancato rispetto di un semaforo rosso ad un incrocio, mancato rispetto dei limiti di velocità…) ma sfociano in reati diversi a seconda delle aggravanti e delle conseguenze: lo stato di chi era al volante, il suo comportamento alla guida, la morte o il ferimento grave di una persona. Inoltre, i due nuovi articoli del Codice della Strada partono da un elemento soggettivo: la colpa, elemento che il legislatore valuta in modo presuntivo e predeterminato. La concessione di attenuanti durante il processo appare, pertanto, limitata alla minore età dell’imputato [3] o del minimo contributo a causare l’incidente [4]. Ergo, il giudice avrà uno scarso margine di discrezionalità.

 

 

Omicidio stradale: cosa prevede il Codice

Il Codice della Strada punisce chi causa un omicidio stradale o lesioni gravi o gravissime mentre era alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope: da 8 a 12 anni di reclusione in caso di omicidio, da 4 a 7 anni in caso di lesioni gravissime e da 3 a 5 anni in caso di lesioni gravi. Le stesse sanzioni vengono applicate per i conducenti professionisti (ad esempio un autotrasportatore o l’autista di un autobus) [5] se vengono “pizzicati” al volante con un tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro.

Questo stesso tasso, negli automobilisti “normali” equivale a sanzioni di poco inferiori: da 5 a 10 anni per l’omicidio stradale, da 2 a 4 anni per le lesioni gravissime, da 1 anno e sei mesi a 3 anni per le lesioni gravi.

 

Pene identiche per chi provoca un omicidio stradale o lesioni in questi casi:

  • se l’incidente avviene in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e, comunque, non inferiore ai 70 km/h;
  • se l’indicente avviene in una strada extraurbana ad una velocità superiore di almeno 50 km/h a quella massima consentita;
  • se non si rispetta il semaforo rosso o si guida contromano;
  • se si fa un’inversione di marcia in prossimità delle strisce pedonali o della linea continua.

La pena aumenta se chi si trova al volante non ha la patente oppure ne possiede una sospesa o revocata, oppure se il veicolo è sprovvisto di assicurazione obbligatoria. In ogni caso, i termini di prescrizione sono raddoppiati.

E’ prevista, comunque, una pena dimezzata se il fatto avviene non per esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del conducente (omicidio o lesioni colpose). Quest’ultima ipotesi può allungare notevolmente i tempi del processo: per determinare le reali responsabilità dell’automobilista, e di conseguenza l’entità della pena, sarà necessaria una minuziosa ricostruzione della dinamica dell’incidente che comprenda una perizia sullo stato del luogo in cui è avvenuto (ad esempio le condizioni del manto stradale o l’esistenza di qualche elemento che riduca la visibilità).


[1] Art. 589 bis cod. str.

[2] Art. 590 bis cod. str.

[3] Art. 98 cod. pen.

[4] Art. 114 cod. pen.

[5] Art. 186 bis, co. I, lettere b), c) e d) cod. str.

 


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