Diritto di recesso contratti a distanza: da quando decorre?
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24 Ago 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Diritto di recesso contratti a distanza: da quando decorre?

14 giorni per recedere dal contratto a distanza o negoziato fuori dai locali commerciali: ecco come si calcola il termine per esercitare il diritto di ripensamento.

 

I contratti a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali sono quegli accordi sottoscritti senza la simultanea presenza delle parti (professionista/azienda e consumatore) attraverso vari strumenti di comunicazione a distanza: lettere, cataloghi, moduli da compilare on line, messaggi di posta elettronica ecc.

 

Si tratta di contratti sempre più diffusi nell’era del web per la sottoscrizione di abbonamenti, acquisto o noleggio di beni, fornitura di servizi.

Tali contratti, proprio perché conclusi a distanza, attribuiscono al consumatore una posizione di “debolezza” rispetto all’azienda e hanno reso pertanto necessaria una regolamentazione specifica da parte del legislatore tale da assicurare una certa tutela sia nella fase precontrattuale (in primis obblighi informativi) che in quella di esecuzione del contratto [1].

 

L’aspetto che qui interessa è quello del diritto di recesso, ossia la facoltà del consumatore di “ripensarci” e disdire il contratto sottoscritto senza che ciò comporti un obbligo di motivazione o l’addebito di costi da parte dell’azienda.

 

Il periodo che il consumatore ha a disposizione per recedere dal contratto concluso a distanza o negoziato fuori dai locali commerciali è pari a 14 giorni. Questo termine, entro il quale deve essere inviata la comunicazione di recesso tramite fax, raccomandata a/r o altro mezzo indicato dall’azienda, decorre dalla data di conclusione o di perfezionamento del contratto o dalla data in cui il consumatore riceve il bene.

 

Più precisamente la legge [2] individua un termine di decorrenza diverso a seconda del tipo di contratto. I 14 giorni decorrono:

 

a) nel caso dei contratti di servizi, dal giorno della conclusione del contratto;

 

b) nel caso di contratti di vendita, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico dei beni o:

  • nel caso di beni multipli ordinati dal consumatore mediante un solo ordine e consegnati separatamente, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico dell’ultimo bene;
  • nel caso di consegna di un bene costituito da lotti o pezzi multipli, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico dell’ultimo lotto o pezzo;
  • nel caso di contratti per la consegna periodica di beni durante un determinato periodo di tempo, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, acquisisce il possesso fisico del primo bene;

c) nel caso di contratti per la fornitura di acqua, gas o elettricità, quando non sono messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata, di teleriscaldamento o di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, dal giorno della conclusione del contratto.

 

L’azienda è obbligata ad indicare, nelle condizioni di contratto, i termini e le modalità di esercizio del diritto di recesso. In caso di mancata indicazione, il termine per esercitare il ripensamento si allunga a 12 mesi.


[1] Artt. 48 e ss. Cod. Consumo.

[2] Art. 52 Cod. Consumo.

 


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