Bonus di risultato: come avere la detassazione
Lo sai che?
4 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Bonus di risultato: come avere la detassazione

Le aziende che vogliano premiare i dipendenti più efficienti devono siglare un accordo sindacale. Ma l’aumento di produttività deve essere reale e misurabile.

 

Il primo passo per poter concedere ai dipendenti più efficienti un premio di produttività è un accordo sindacale. Azienda e rappresentanti dei lavoratori devono siglarlo a livello interno oppure a livello territoriale. Chi fa parte di Confindustria può firmare l’accordo utilizzando il modello standard messo a punto con i sindacati. A quel punto, sarà possibile istituire il bonus di risultato e applicare l’apposito regime fiscale agevolato con aliquota unica del 10% entro i 2.000 euro lordi, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.

La detassazione del bonus di risultato interessa anche le piccole e medie imprese, che ora possono beneficiare dei benefici fiscali derivanti dalla nuova disciplina del premio di produttività. Sarà possibile, dunque, anche nelle realtà aziendali più modeste, introdurre delle forme di salario variabile  basate sui risultati a livello aziendale, interaziendale e territoriale.

 

 

Bonus di risultato: cosa chiede la legge

La legge [1] stabilisce alcuni criteri da riportare negli accordi tra aziende e sindacati per regolamentare i bonus di risultato. Criteri che riguardano il raggiungimento di obiettivi misurabili e incrementali. Cioè, affinché il premio sia legittimo, ci deve essere un concreto e quantificabile aumento della produttività, della redditività, della qualità, dell’efficienza e dell’innovazione.

Come avviene la misurazione di questi risultati? Tramite “numeri o strumenti equivalenti”, recita la legge, valutando l’andamento di certi indicatori specifici scelti tra quelli suggeriti dal Governo. Il risultato di questa misurazione dovrà dimostrare un effettivo miglioramento dei parametri sopra indicati in un periodo predefinito.

 

C’è anche la possibilità, anche se contemplata in modo generico nel decreto ministeriale, di includere nella detassazione anche le somme pagate come contropartita per il ricorso al lavoro agile, il cosiddetto smart working, che consente ai dipendenti di lavorare a distanza (da casa, ad esempio, con un pc o uno smartphone) e all’azienda di risparmiare costi fissi di gestione dell’ufficio.

 

Quanto alla natura del bonus di risultato, gli accordi tra datore di lavoro e sindacati possono prevedere anche forme di partecipazione dei dipendenti agli utili aziendali [2]. E possibile, inoltre, coinvolgere i lavoratori nella macchina organizzativa dell’impresa, creando dei gruppi di dipendenti e responsabili mirati al miglioramento e all’innovazione di alcuni settori. In questo modo si potrà aumentare il premio detassabile da 2.000 a 2.500 euro.

 

Questi gruppi, come previsto dalla legge [3], non dovranno limitarsi ad un ruolo di consultazione, addestramento e formazione ma sono tenuti a partecipare in modo concreto al processo decisionale.

Le intese siglate tra azienda e sindacati possono, infine, prevedere la possibilità per i dipendenti di convertire il valore lordo del bonus di risultato in servizi di welfare: basta specificare la scelta al momento dell’accordo.

Firmato l’accordo, il datore di lavoro dovrà depositarlo presso gli uffici competenti, per via telematica.


[1] Legge di Stabilità 2016 e decreto 25 marzo 2016.

[2] Art. 2102 cc.

[3] Decreto 25 marzo 2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti