Credito 730, cosa fare se il datore non lo rimborsa?
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26 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Credito 730, cosa fare se il datore non lo rimborsa?

Conguaglio a credito risultante dal modello 730 e rimborso non effettuato dal datore di lavoro: che cosa deve fare il lavoratore per ottenere le somme?

 

Se hai presentato la dichiarazione dei redditi col modello 730 e il risultato della liquidazione delle imposte è un credito a tuo favore, hai il diritto di ricevere il rimborso:

 

– direttamente nel tuo conto corrente, se non hai un sostituto d’imposta (cioè un datore di lavoro o un ente previdenziale che effettua le ritenute);

– in busta paga (a partire dal mese di luglio) o nel cedolino di pensione (a partire dal mese di agosto o di settembre), se hai il sostituto d’imposta.

 

Tuttavia, può succedere che il datore di lavoro o l’ente pensionistico non rimborsino l’importo a tuo credito, oppure ne rimborsino solo una parte. In questo caso, come puoi ottenere le somme che ti spettano?

 

 

Rimborso in busta paga non effettuato dal datore

Quando è l’azienda a dover effettuare il rimborso nel cedolino paga, il datore di lavoro recupera quanto erogato al lavoratore utilizzando nel modello F24 dei codici tributo a credito, che vanno ad abbassare o azzerare le ritenute a titolo di Irpef o di addizionale comunale e regionale all’Irpef effettuate sui compensi di competenza del mese di luglio e dei mesi successivi.

Si ritiene, in assenza di indicazioni contrarie dell’Agenzia delle Entrate, che i codici tributo riferiti al credito da 730, permettendo la compensazione esterna nel modello F24, possano servire anche ad azzerare o abbassare i contributi versati all’Inps, all’Inail e ad agli altri enti a cui sono dovuti pagamenti nello stesso modello.

Se, nonostante la compensazione, alla fine dell’anno non è stato possibile effettuare l’intero rimborso per incapienza del datore di lavoro (cioè se la somma a credito è superiore alla somma delle ritenute e dei contributi complessivamente dovuti dall’azienda nel mese di dicembre), il sostituto d’imposta deve comunicare al lavoratore gli importi non rimborsati a cui ha diritto. Deve inoltre riportare gli stessi importi nella certificazione unica CU (il modello che ha sostituito il CUD).

Il lavoratore può dunque far valere il credito residuo nella dichiarazione dei redditi successiva, oppure, in caso di mancata indicazione del credito nella dichiarazione presentata nell’anno successivo, il rimborso è riconosciuto dagli uffici dell’Agenzia delle entrate a seguito di tempestiva istanza del contribuente.

 

In pratica, se il datore di lavoro non ha rimborsato tutto il credito da 730 o una sua parte puoi:

 

– chiedere il credito da 730 a rimborso nella dichiarazione dei redditi successiva, se la cifra residua è stata indicata dal datore di lavoro nella CU;

– chiedere il credito da 730 a rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate, tramite un’apposita istanza da consegnare all’Ufficio locale competente; la domanda deve essere accompagnata da una dichiarazione del datore di lavoro, o da una tua autodichiarazione, in cui si indica l’importo ancora dovuto.

 

Per presentare la domanda di rimborso hai 48 mesi di tempo.


 


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