Se assegno bancario non viene pagato che succede?
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3 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Se assegno bancario non viene pagato che succede?

In caso di mancato pagamento dell’assegno da parte della banca trattaria il portatore di esso può agire esecutivamente giudizialmente per far valere i propri diritti.

 

Diversamente da quanto accade per la cambiale, il portatore dell’assegno bancario ha solo l’azione di regresso. Il portatore può esercitare il regresso contro i giranti, il traente e gli altri obbligati se l’assegno bancario, presentato in tempo utile, non è pagato, purché il rifiuto del pagamento sia constatato, alternativamente (art. 45 L.A.):

 

— con atto autentico (protesto);

— con dichiarazione del trattario scritta sull’assegno bancario con l’indicazione del luogo e del giorno della presentazione;

— con dichiarazione di una stanza di compensazione datata e attestante che l’assegno bancario le è stato trasmesso in tempo utile e non è stato pagato.

 

Nei confronti del traente invece il portatore dell’assegno può far valere i propri diritti purché abbia chiesto il pagamento alla banca, anche non tempestivamente, e senza che vi sia il protesto o constatazione equivalente.

 

Tuttavia se l’assegno non viene presentato tempestivamente e dopo decorso il termine di presentazione, la disponibilità della somma sia venuta a mancare per fatto del trattario, il portatore perde tali diritti in tutto o limitatamente alla parte della somma che sia venuta a mancare (art. 45 L.A.).

Il portatore può chiedere in via di regresso (art. 50 L.A.):

 

— l’ammontare dell’assegno bancario non pagato; gli interessi al tasso legale dal giorno della presentazione;

 

— le spese per il protesto o la constatazione equivalente, quelle per gli avvisi dati e le altre spese.

 

Chi ha pagato l’assegno bancario può ripetere dai suoi garanti (art. 51 L.A.):

 

— la somma integrale sborsata;

— gli interessi;

— le spese sostenute.

 

L’assegno bancario vale come titolo esecutivo per il capitale e per gli accessori (art. 55 L.A.).

 

L’atto di precetto deve contenere la trascrizione integrale del titolo, del protesto e degli altri documenti idonei a dimostrare la somma dovuta (art. 55 L.A.).

 

L’esercizio della cd. azione cartolare sull’assegno bancario si prescrive in sei mesi dalla data di presentazione.

 

Il termine di prescrizione di sei mesi dalla presentazione dell’azione di regresso del portatore dell’assegno bancario è validamente interrotto dalla proposizione di una domanda giudiziaria e tale effetto interruttivo si protrae per tutta la durata del processo.

In giurisprudenza è stato affermato, a proposito di prescrizione dell’azione cartolare, che il comportamento del portatore o di un girante, il quale, dopo aver lasciato prescrivere l’azione cartolare, proponga l’azione causale nei confronti del proprio diretto girante, non pregiudica la possibilità per quest’ultimo, una volta ottenuta la disponibilità del titolo a seguito del pagamento, di esercitare l’azione cartolare verso il traente o verso i precedenti giranti, in quanto la prescrizione dell’azione cartolare si è determinata soltanto nei riguardi del suddetto portatore o del suddetto girante. Ciò discenderebbe dal fatto che la legge prevede, per le azioni di regresso fra i diversi obbligati, una data mobile ed autonoma di decorrenza della prescrizione per ciascun obbligato, facendo riferimento o al giorno in cui l’obbligato, richiesto dal portatore o da un giratario successivo, abbia pagato l’assegno o al giorno in cui l’azione di regresso sia stata promossa contro di lui dallo stesso portatore o da un giratario successivo (Cass., 27 aprile 1999, n. 4205).

 

L’assegno bancario privo di valore cartolare per decorso del termine di sei mesi, può essere fatto valere dal portatore come una promessa di pagamento ai sensi dell’art. 1988 c.c., ma solo nei confronti del proprio girante e come prova documentale del credito, e perciò può costituire prova scritta idonea alla concessione di decreto ingiuntivo.

 

L’opposizione al precetto non sospende l’esecuzione, ma il giudice, su ricorso dell’opponente che disconosca la propria firma o la rappresentanza oppure adduca gravi e fondati motivi, può, con decreto motivato non soggetto a gravame, esaminati i documenti prodotti, sospendere in tutto o in parte gli atti esecutivi imponendo idonea cauzione (art. 56 L.A.).

Va rammentato che la persona contro la quale sia promossa azione in virtù dell’assegno bancario, non può opporre al portatore le eccezioni fondate sui suoi rapporti personali col traente e con i portatori precedenti, a meno che il portatore, acquistando l’assegno bancario, abbia agito scientemente a danno del debitore (art. 25 L.A.).

 

Tutte le persone obbligate in virtù dell’assegno bancario rispondono in solido verso il portatore. Il portatore ha diritto di agire contro tutti i firmatari individualmente o congiuntamente e non è tenuto ad osservare l’ordine nel quale si sono obbligati (art. 49 L.A.). Lo stesso diritto spetta a ogni firmatario che abbia pagato l’assegno bancario.

L’azione promossa contro uno degli obbligati non impedisce di agire contro gli altri, anche se posteriori a colui contro il quale si sia prima proceduto.

 

Qualsiasi obbligato contro il quale sia stato o possa essere promosso il regresso può esigere, contro pagamento, la consegna dell’assegno bancario col protesto o la constatazione equivalente e il conto di ritorno quietanzato (art. 52 L.A.). Qualsiasi girante che ha pagato l’assegno bancario può cancellare la propria girata e quelle dei giranti susseguenti.

 

L’azione di arricchimento ex art. 75 L.A. si prescrive nel termine di un anno dal giorno della perdita della azione nascente dal titolo.

 

Il-Recupero-dei-Crediti

 


In pratica

In caso di mancato pagamento dell’assegno da parte del trattario, il portatore può esercitare l’azione di regresso contro i giranti, il traente e gli altri obbligati. Il mancato pagamento deve essere contestato con protesto o con dichiarazione del trattario, avente le caratteristiche di legge, scritta sull’assegno bancario o con dichiarazione di una stanza di compensazione datata e attestante che l’assegno bancario le è stato trasmesso in tempo utile e non è stato pagato.

Diversi principi valgono nel caso di azione contro il traente.

Il portatore può richiedere:

— l’ammontare dell’assegno;

— gli interessi al tasso legale dal giorno della presentazione;

— le spese per il protesto o la constatazione equivalente, per gli avvisi dati ed ogni altra spesa.

Analoghi diritti sono riconosciuti a chi abbia pagato l’assegno bancario come ripetizione nei confronti dei propri garanti.

L’assegno bancario vale come titolo esecutivo per il capitale e per gli accessori. L’atto di precetto deve contenere la trascrizione integrale del titolo, del protesto e degli altri documenti. L’opposizione al precetto non sospende l’esecuzione, salvo che il giudice rinvenga per i motivi previsti dalla legge di disporla in tutto o in parte.

Tutte le persone obbligate in virtù dell’assegno bancario rispondono in solido verso il portatore.

L’azione promossa contro uno degli obbligati non impedisce di agire anche contro gli altri.

L’esercizio dell’azione cartolare sull’assegno bancario si prescrive nel termine di sei mesi dalla data di presentazione.

 


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