Cosa è l’assegno circolare?
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3 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Cosa è l’assegno circolare?

L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine, emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato e pagabile a vista presso tutti i recapiti comunque indicati dall’emittente.

 

 

Cos’è l’assegno circolare

L’istituto autorizzato ad emettere assegni circolari è tenuto a costituire in conformità delle leggi speciali, a garanzia dei medesimi una cauzione sulla quale i portatori dei titoli hanno privilegio speciale.

Dalla natura di titolo di credito derivano le caratteristiche, già sopra evidenziate, di formalità, letteralità, astrattezza ed autonomia, che contraddistinguono quella categoria. Se l’assegno è stato emesso senza che sussistesse la provvista, l’astrattezza dell’obbligazione dell’istituto di credito gli impone comunque di adempiere.

 

L’assegno circolare rappresenta dunque una promessa, da parte dell’emittente, di pagamento a vista, il cui presupposto consiste nel versamento, da parte del richiedente, di una somma in contanti corrispondente all’importo dell’assegno, oppure nell’autorizzazione, rivolta dal richiedente alla banca emittente, di prelevare la suddetta provvista dal conto o deposito esistente presso la banca stessa oppure, ancora nel rilascio di un assegno bancario tratto sull’istituto emittente e contestualmente estinto (Cass., 19 maggio 1998, n. 4981).

 

Si ritiene generalmente che l’invio di assegni (anche circolari) da parte del debitore obbligato al pagamento di somme di danaro si configuri come datio in solutum o, più precisamente, come proposta di una datio pro solvendo, la cui efficacia liberatoria dipende dal preventivo assenso del creditore (che può essere manifestato anche con comportamento concludente), ovvero dalla sua accettazione, che è configurabile quando trattenga e riscuota l’assegno inviatogli. In quest’ultima ipotesi la prestazione diversa da quella dovuta è accettata con riserva, quanto al definitivo effetto liberatorio, dell’esito della condizione “salvo buon fine” o “salvo incasso”, di norma inerente all’accettazione di un credito, anche cartolare, in pagamento dell’importo dovuto in numerario (Cass., 3 aprile 1998, n. 3427).

 

 

Si veda però Cass., 28 luglio 1997, n. 7051

 

“L’offerta di pagamento mediante assegno circolare da parte del debitore deve ritenersi eseguita secondo gli usi, non sussistendo alcun pericolo di mancanza della relativa provvista presso la banca obbligata al pagamento (che è autorizzata alla emissione di tali titoli di credito solo previa costituzione ex lege di idonea cauzione a garanzia degli stessi), così che (a prescindere da ogni questione sull’efficienza liberatoria di tale forma di pagamento e sul luogo dell’adempimento delle obbligazioni

aventi ad oggetto somme di danaro) tale offerta non può non qualificarsi idonea ad integrare la fattispecie dell’offerta non formale, con correlativa esclusione della mora debendi, ai sensi dell’art. 1220 c.c.”.

 

Si è anche affermato che nello svolgimento del rapporto obbligatorio, è contrario al dovere di correttezza il rifiuto del creditore, senza plausibili motivi, di accettare assegni circolari in luogo di somme di denaro al cui pagamento sia tenuto il debitore, ma a tale rifiuto non può attribuirsi efficacia estintiva dell’obbligazione, costituendo l’assegno circolare prestazione diversa rispetto a quella oggetto dell’obbligazione pecuniaria (Cass., 21 dicembre 2002, n. 18240).

 

Quando il creditore abbia consentito a ricevere come mezzo di pagamento, in sostituzione del denaro, soltanto degli assegni circolari, deve ritenersi legittimo il rifiuto del creditore di ricevere il pagamento del prezzo offerto dal compratore a mezzo di assegni di conto corrente bancario (Cass., 9 agosto 1990, n. 8090).

 

 

Quali sono i requisiti dell’assegno circolare?

Il legislatore ha fissato i requisiti che l’assegno circolare deve avere per poter essere validamente emesso.

 

L’assegno circolare deve contenere (art. 83 L.A.):

 

  1. la denominazione di assegno circolare inserita nel contesto del titolo;
  2. la promessa incondizionata di pagare a vista una somma determinata (da indicare in lettere);
  3. l’indicazione del prenditore. In mancanza l’assegno, che è titolo esclusivamente all’ordine, è invalido;
  4. l’indicazione della data e del luogo nel quale l’assegno circolare è emesso;
  5. la sottoscrizione dell’istituto emittente (che frequentemente è posta con riproduzione meccanica della firma, la cui validità alcuni contestano).

 

Il titolo mancante di alcuno dei suddetti requisiti non vale come assegno circolare.

 

 

Qual è la disciplina dell’assegno circolare?

In quanto non siano incompatibili con la natura dell’assegno circolare, o non siano derogate da norme speciali, sono applicabili all’assegno circolare le disposizioni della cambiale relative alla girata, al pagamento, al protesto, al regresso, alla prescrizione, nonché quelle relative ai titoli con firme false o di persone incapaci, e alle sottoscrizioni; ed anche quelle dell’assegno bancario sbarrato, da accreditare, non trasferibile e turistico (art. 86 L.A.).

 

La girata a favore dell’emittente estingue l’assegno.

 

 

Come avviene la circolazione dell’assegno circolare?

Con riferimento alla circolazione dell’assegno circolare, il legislatore ha richiamato fra l’altro anche le norme relative alla cambiale.

 

Si è già precisato che l’assegno circolare è trasferibile mediante girata, secondo le regole previste per la cambiale. Vanno peraltro rammentate le cd. Norme antiriciclaggio (d.l.143/91 convertito con l. n. 197/91 e successive modifiche).

Si ritiene di norma ammissibile la girata in bianco apposta sulla faccia anteriore del titolo mediante sottoscrizione (non essendo, come detto, ammesso l’avallo) e quella “di ritorno”. Nel caso di girata in bianco l’assegno circola secondo le regole dei titoli al portatore.

 

Sono in genere applicabili le clausole limitative della circolazione dell’assegno bancario (art. 86 L.A.). Può quindi ad esempio effettuarsi lo “sbarramento” dell’assegno circolare.

 

 

Come avvengono presentazione e pagamento dell’assegno circolare?

Con riferimento alla presentazione dell’assegno circolare per il pagamento, il legislatore ha parzialmente richiamato le norme previste per la cambiale.

 

La presentazione è disciplinata dalle norme sulla cambiale. Il titolo deve però essere presentato entro trenta giorni.

 

L’emittente deve verificare che nel titolo presentato vi sia una serie continua di girate ed identificare il portatore.

 

Si è affermato che “non è liberatorio il pagamento di un assegno circolare non trasferibile effettuato dalla banca, anche senza colpa, a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l’incasso” (Cass., 8 agosto 2003, n. 11961)

 

Si veda però Cass., 14 febbraio 2000, n. 1607

“Il pagamento del titolo di credito in favore del possessore non legittimato sortisce effetto liberatorio solo in assenza di dolo o colpa grave…”.

 

La mancata coincidenza tra luogo di emissione e luogo di pagamento impone l’adozione di particolari cautele, dovendo in tal caso la diligenza della banca essere superiore a quella cui è tenuta nel caso di pagamento richiesto nel luogo di emissione o, a maggior ragione, presso lo stesso sportello bancario che ha emesso l’assegno, atteso che è meno probabile che il falso prenditore richieda il pagamento allo stesso sportello o, più in generale, nella stessa piazza in cui l’assegno è stato emesso e in cui è probabile che il vero prenditore sia conosciuto o che venga presentata la denuncia di smarrimento o di sottrazione (Cass., 20 dicembre 1995, n. 13013).

 

 

Cosa è l’ammortamento?

Con riferimento alla procedura di ammortamento, il legislatore ha richiamate le norme predisposte in materia di assegno bancario, con alcune modifiche.

Rispetto alle disposizioni fissate per l’ammortamento dell’assegno bancario il legislatore ha attuato alcune modifiche per disciplinare la stessa materia riferita all’assegno circolare.

 

Nel caso di smarrimento, distruzione o sottrazione di un assegno circolare emesso con la clausola “non trasferibile” non si fa luogo alla procedura di ammortamento, ma il prenditore ha diritto di ottenere, dopo venti giorni dalla denuncia, il pagamento dell’assegno presso la filiale alla quale fu fatta la denuncia.

 

Il possessore decade dall’azione di regresso, se non presenta il titolo per il pagamento entro trenta giorni dall’emissione.

L’azione contro l’emittente si prescrive nel termine di tre anni dalla emissione.

 

Il-Recupero-dei-Crediti


In pratica

L’assegno circolare è emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato per somme che siano presso di esso disponibili al momento dell’emissione (provvista).

Sono requisiti dell’assegno circolare:

— denominazione di assegno circolare;

— promessa incondizionata di pagare a vista una somma determinata;

— indicazione del prenditore;

— data e luogo di emissione;

— sottoscrizione dell’istituto emittente.

Per taluni istituti è applicabile all’assegno circolare, in quanto compatibile, la disciplina in materia di cambiale, assegno bancario sbarrato, da accreditare, non trasferibile e turistico.

L’assegno circolare si trasferisce tramite girata.

L’assegno circolare deve essere presentato dal portatore per il pagamento entro trenta giorni dalla sua emissione. L’emittente, oltre a dover identificare il portatore, è tenuto a verificare che nel titolo vi sia una serie continua di girate.

La procedura di ammortamento da seguire nel caso di sottrazione, distruzione o smarrimento di assegno circolare trasferibile è, salvo alcune modifiche, quella applicata per l’assegno bancario.

Invece, nel caso di assegno circolare “non trasferibile” il prenditore può richiedere, dopo venti giorni dalla denuncia del fatto che ha dato causa alla perdita del titolo, il pagamento dell’assegno presso la filiale in cui è stata presentata denuncia.

 


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