Negozio online, quali adempimenti per aprirlo?
Le Guide
26 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Negozio online, quali adempimenti per aprirlo?

Apertura di un’attività di commercio elettronico: adempimenti Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comune.

 

Complice il boom del commercio elettronico, sono in tanti gli italiani che negli ultimi anni hanno deciso di aprire un negozio online. Se anche tu hai intenzione di farlo, però, è opportuno che sappia che gli adempimenti da effettuare per l’avvio dell’attività sono diversi e molto simili a quelli richiesti per aprire un negozio “reale”. L’apertura di un e-commerce, difatti, comporta:

 

– l’iscrizione del titolare e di eventuali collaboratori all’Inps, col pagamento dei contributi anche se l’attività è in perdita;

– l’iscrizione al Registro delle Imprese– Camera di Commercio ed il relativo pagamento della tassa annuale, di cui una parte è ugualmente dovuta anche se non si guadagna nulla;

– l’apertura della partita Iva, con il conseguente obbligo alla tenuta della contabilità ed alla presentazione della dichiarazione dei redditi;

– la comunicazione dell’avvio attività al Comune in cui è situata l’attività;

– se si assume del personale, l’iscrizione all’Inps come azienda con dipendenti (Inps DM)e l’iscrizione all’Inail.

 

Gli adempimenti e gli obblighi, tuttavia, sono differenti a seconda della forma con cui si vuole esercitare l’attività di commercio elettronico (società di persone, società di capitali, ditta individuale). Vediamo le principali differenze.

 

 

Commercio elettronico: apertura come ditta individuale

Se si decide di aprire l’attività come ditta individuale deve essere inviata la Comunica, cioè la comunicazione unica di avvio dell’attività, che comprende:

 

– l’apertura della partita Iva, comunicata all’Agenzia delle Entrate;

– l’iscrizione al Registro Imprese (Camera di Commercio);

– l’apertura della posizione Inps (iscrizione gestione commercianti);

– l’apertura della posizione Inail e dell’Inps DM se si assume personale.

 

Deve poi essere inviata, in allegato alla Comunicazione Unica, la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove è ubicata la sede dell’e-commerce, anche se l’attività è svolta in casa.

 

 

Apertura ecommerce ditta individuale: costi

Per l’iscrizione al Registro delle Imprese sono dovuti dei diritti di bollo e di segreteria, che possono variare a seconda della sede di competenza ma non superano i 60 euro per le ditte individuali. Anche il diritto annuale varia, a seconda della sede di competenza e del fatturato, ma si attesta mediamente intorno ai 200 euro.

Altri costi variabili, poi, vengono di solito addebitati dal Comune per l’istruttoria della Scia (generalmente entro i 200 euro).

Bisogna poi considerare gli onorari del consulente o del commercialista, se ci si avvale del loro aiuto per la pratica.

Il costo annuale dei contributi Inps, per il titolare, in questo caso iscritto alla gestione commercianti, è attualmente di 3.613,02 euro, se il guadagno annuo non supera 15.548 euro.

Per chi assume personale, il costo dei contributi Inps annuali, senza considerare particolari agevolazioni, è pari al 38,17% dello stipendio, se il lavoratore è a tempo indeterminato.

Il costo dei contributi Inail annuali, se calcolati sul minimale previsto per le imprese del commercio, considerando la voce 0722 (lavorazioni uffici-pc) e uno stipendio di un dipendente pari a 20.000 euro, con tasso al 4 per mille, è pari a 80 euro circa.

 

 

Contabilità annuale ecommerce: ditta individuale

Chi intende aprire come ditta individuale un’attività di commercio elettronico e non prevede guadagni superiori a 50.000 euro, può aderire al regime forfettario.

In questo caso, la tassazione è pari al 15% del reddito imponibile, che si ottiene decurtando il fatturato del 60% (in quanto il coefficiente di redditività, per le attività commerciali in genere, è del 40%). Per i primi 5 anni di attività, se sussistono particolari requisiti, la tassazione è del 5%. Non si può, però dedurre alcuna spesa dal reddito, eccetto i contributi previdenziali.

Non si applica Iva in fattura, nè la ritenuta d’acconto. Non è necessaria la tenuta di registri Iva, né si devono effettuare le liquidazioni periodiche, la dichiarazione annuale Iva e lo spesometro.

L’unico adempimento fiscale è costituito dalla dichiarazione dei redditi annuale, il modello Unico.

Per approfondire: Guida al nuovo regime forfettario.

 

Chi non ha i requisiti per il forfettario o non vuole aderirvi, può utilizzare il regime della contabilità semplificata.

Per chi aderisce, con un’attività di commercio elettronico, a tale regime, si applica l’Iva (imposta sul valore aggiunto) sulle cessioni pari al 22%.

È poi necessario effettuare le liquidazioni Iva a cadenza mensile o trimestrale e la tenuta dei registri Iva (acquisti e vendite-corrispettivi; i beni ammortizzabili possono essere annotati nel registro acquisti, non è obbligatoria la tenuta di un registro apposito).

Gli adempimenti annuali dell’e-commerce in contabilità semplificata comprendono:

 

– dichiarazione Iva;

spesometro (a meno che non si opti per la fatturazione elettronica);

– eventuali comunicazioni Intrastat o Black List per acquisti/vendite a soggetti UE ed extra UE (in diversi casi si è però esonerati);

– dichiarazione dei redditi modello Unico (Irpef-Irap-Iva, se non già effettuata separatamente-Studi di Settore).

 

 

Apertura ecommerce società di persone

Per chi vuole aprire l’attività di commercio elettronico come società di persone, è consigliabile la forma della SNC (società in nome collettivo) o della SAS (società in accomandita semplice). Mentre nella SNC tutti i soci rispondono solidamente e illimitatamente dei debiti dell’attività, nella SAS ci sono due tipi di soci, accomandanti e accomandatari: i soci accomandanti rispondono dei debiti sociali solo limitatamente alle quote conferite.

I costi e gli adempimenti relativi a costituzione, pratiche d’avvio attività e gestione si equivalgono per le due tipologie:

 

– sia la SNC che la SAS devono essere costituite tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata (è obbligatorio, comunque, il notaio): i costi mesi, a seconda del capitale sociale, partono da un minimo di 500 euro a un massimo di 1.500.

 

Deve essere poi inviata la comunicazione unica, che, come già visto, comprende:

 

– l’apertura della partita Iva, comunicata all’Agenzia delle Entrate;

– l’iscrizione al Registro Imprese (Camera di Commercio);

– l’apertura della posizione Inps (iscrizione gestione commercianti);

– l’apertura della posizione Inail e dell’Inps DM se si assume personale.

 

Deve inoltre essere inviata, in allegato alla Comunicazione Unica, la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove è ubicata la sede dell’e-commerce.

I diritti di bollo e segreteria per l’iscrizione al Registro delle Imprese variano a seconda della sede di competenza, ma si attestano in circa 65 euro per i bolli e 90 euro per i diritti di segreteria.  L’imposta di registro è pari a euro 200. Anche il diritto annuale varia, a seconda della competenza e del fatturato, attestandosi intorno ai 250 euro.

Altri costi variabili, poi, vengono addebitati dal Comune per l’istruttoria della Scia (generalmente entro i 200 euro).

Il costo annuale dei contributi Inps, per amministratore e soci, in questo caso iscritti alla gestione commercianti, è attualmente di 3.613,02 euro, se il guadagno annuo non supera 15.548 euro.

Per chi assume personale, il costo dei contributi Inps annuali, senza considerare particolari agevolazioni, è pari al 38,17% dello stipendio, se il lavoratore è a tempo indeterminato.

Il costo dei contributi Inail annuali, se calcolati sul minimale previsto per le imprese del commercio, considerando la voce 0722 (lavorazioni uffici-pc) e uno stipendio di un dipendente pari a 20.000 euro, con tasso al 4 per mille, è pari a 80 euro circa. Per il socio amministratore, considerando le retribuzioni medie convenzionali, il costo Inail è di circa 60 euro.

Se i soci non prestano prevalentemente la loro opera all’interno dell’impresa, non devono essere iscritti alla gestione Inps commercianti [1], nè all’Inail.

 

 

Contabilità annuale ecommerce: società di persone

Se si opta per la contabilità ordinaria e non per quella semplificata, i principali adempimenti sono:

 

– assoggettamento delle cessioni all’Iva pari al 22%;

liquidazioni Iva mensili o trimestrali, se non si superano 700.000 di volume d’affari (per le attività di commercio elettronico);.

-tenuta dei registri Iva e dei libri obbligatori (acquisti e vendite-corrispettivi; registro beni ammortizzabili; libro giornale, libro degli inventari, libro mastro, libri sociali);

– spesometro (a meno che non si opti per la fatturazione elettronica);

– eventuali comunicazioni Intrastat o Black List per acquisti/vendite a soggetti UE ed extra UE (in diversi casi si è però esonerati);

– dichiarazione dei redditi modello Unico (Irpef-Irap-Iva, se non già effettuata separatamente-Studi di Settore);

bilancio annuale (che viene riportato in un’apposita sezione del modello Unico).

 

 

Apertura ecommerce come SRLS

La SRLS (società a responsabilità limitata semplificata) è una società di capitali, dunque i soci non rispondono personalmente delle obbligazioni sociali.

Il capitale sociale minimo richiesto, a differenza della SRL ordinaria, è di 1 euro.

La costituzione della società deve essere effettuata da un notaio, ma l’atto è esente da onorari notarili (tuttavia, dovendo redigere l’atto, il notaio addebita comunque un onorario per la consulenza).

Deve essere poi inviata la comunicazione unica, che, come già visto, comprende:

 

– l’apertura della partita Iva, comunicata all’Agenzia delle Entrate;

– l’iscrizione al Registro Imprese (Camera di Commercio);

– l’apertura della posizione Inps (iscrizione gestione commercianti);

– l’apertura della posizione Inail e dell’Inps DM se si assume personale.

 

Deve in aggiunta essere inviata, in allegato alla Comunicazione Unica, la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove è ubicata la sede dell’e-commerce.

La Comunica della Srl semplificata è esente dai diritti di bollo e segreteria. L’imposta di registro è di 200 euro. Il diritto annuale varia, a seconda della competenza e del fatturato, attestandosi in una media di  250 euro.

Si è poi soggetti alla tassa di concessione governativa, oltre 300 euro, per bollatura e vidimazione dei libri sociali.

Altri costi variabili, poi, sono addebitati dal Comune per l’istruttoria della Scia (generalmente entro i 200 euro).

Per quanto riguarda gli altri costi ed adempimenti contabili, vale quanto già esposto per le società di persone aderenti al regime della contabilità ordinaria, con la differenza che il bilancio debba essere depositato obbligatoriamente presso il Registro Imprese in formato xbrl entro il 30 maggio, con costi di deposito di 150 euro circa.


[1] Inps Interpello n.78/2009.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti