Concorso Carabinieri: quanto conta l’altezza?
Lo sai che?
3 Ago 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Concorso Carabinieri: quanto conta l’altezza?

Ai fini dell’ammissione al bando di concorso per Carabinieri, quanto può contare la differenza anche di 1 solo centimetro e di eventuali errori di misurazione?

 

La statura è dato numerico preciso e incontrovertibile: per cui se un concorso – come quello per Carabinieri – fissa un limite minimo di altezza, il candidato non può sperare nell’ammissione se si discosta da esso seppur in misura minima, come un solo centimetro. A chiarirlo è una sentenza del Consiglio di Stato di due giorni fa [1].

 

La sentenza prende in esame il caso di un giovane che, dopo aver superato la prova fisica e psicoattitudinale, veniva scartato dal concorso a Carabiniere perché risultato alto 1,60 m. piuttosto che 1,61 m. per come richiesto dal bando. Il ragazzo presentava ricorso al TAR, lamentando l’errata misurazione per come avvenuta dinanzi agli organi preposti alla valutazione dei candidati.

 

Il Consiglio di Stato precisa subito che la statura è un dato notoriamente soggetto a minime variazioni, in dipendenza di svariate condizioni (esercizio fisico, situazioni di salute, finanche dati connessi alle stagioni ed all’orario del giorno). Tuttavia l’unico parametro di misurazione che conta è quello verificato al momento della visita psico-fisio-attitudinale dagli organi tecnici competenti, e non anche in momenti antecedenti o successivi a tale visita. Pertanto, il candidato non può rivolgersi al giudice affinché rifaccia gli accertamenti, sostituendosi, attraverso una propria verificazione tecnica, agli accertamenti compiuti dall’Amministrazione tramite le proprie strutture.

 

L’unica speranza per il candidato è di dimostrare che la misurazione effettuata dall’Amministrazione non è avvenuta in modo corretto e preciso, ossia ha presentato degli errori di calcolo.


La sentenza

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 7 luglio – 1 agosto 2016, n. 3463
Presidente Anastasi – Estensore Greco

Fatto

La signora -omissis- ha impugnato, chiedendone la riforma previa sospensione dell’esecuzione, la sentenza con la quale il T.A.R. del Lazio ha respinto il ricorso da lei proposto per l’annullamento della propria esclusione dal concorso per il reclutamento di 342 Allievi Carabinieri effettivi, indetto dal Comando Generale dell’Arma con bando del 2 gennaio 2014, nonché del retrostante giudizio di inidoneità.
Con unico articolato motivo ha dedotto: illegittimità/erroneità della gravata pronuncia; carenza/erroneità/illogicità della motivazione della sentenza impugnata, violazione/falsa applicazione degli artt. 579, 580, 582 e 587 del d.P.R. 15 marzo 2010, nr. 66, violazione/falsa applicazione del bando di concorso nonché delle “Norme tecniche per lo svolgimento degli accertamenti sanitari del concorso”; violazione/falsa applicazione dei principi e norme regolanti la procedura concorsuale de qua, tra cui l’art. 10, comma 4, del bando di concorso; violazione/falsa applicazione del decreto 4 aprile 2000, nr. 114 (“Regolamento recante norme in materia di accertamento

Mostra tutto

[1] Cons. St. sent. n. 3463/16 del 1.08.2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti