Imprese: ricerca e sviluppo premiati con un bonus
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4 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Imprese: ricerca e sviluppo premiati con un bonus

Le aziende che guardano al futuro possono ottenere un credito di imposta dal 25% al 50% sulle spese sostenute. Ne possono beneficiare tutte, a certe condizioni.

 

Chi investe in ricerca e sviluppo viene premiato dalla legge. Il Governo incentiva attraverso il credito di imposta [1] le aziende che non si fossilizzano sulle risorse che hanno oggi a disposizione ma che guardano oltre. Le spese per la ricerca e lo sviluppo comportano per le imprese un credito d’imposta del 25%, da calcolare sull’aumento della media dei costi sostenuti per questi due capitoli nei tre periodi di imposta che precedono il 31 dicembre 2015. Ma è possibile ottenere fino al 50% sulle spese destinate al personale altamente qualificato e ai contratti di ricerca esterni all’azienda: Università, enti, start up. Il limite massimo di agevolazione è fissato in 5 milioni di euro, mentre il valore della spesa non deve essere inferiore a 30.000 euro.

 

 

Credito di imposta: come viene applicato

Tocca all’Agenzia delle Entrate [2] precisare come viene applicato il credito d’imposta per le spese destinate alla ricerca e allo sviluppo nelle aziende. Tre le voci a cui viene destinata questa agevolazione: la ricerca industriale, la ricerca fondamentale e lo sviluppo sperimentale. Quattro, invece, le tipologie di spesa ammesse per la richiesta del bonus:

  • il costo destinato al personale altamente qualificato;
  • le quote di ammortamento delle spese di acquisizione o di utilizzo di strumenti e di attrezzature di laboratorio;
  • le spese sostenute con delle realtà esterne (università, enti, start up qualificate);
  • le competenze relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

 

Il primo passo da fare per calcolare il bonus a cui si ha diritto è quello di verificare che la spesa sostenuta per la ricerca o per lo sviluppo sia di almeno 30.000 euro per ogni singolo periodo di imposta in cui si pretende l’agevolazione. Questo calcolo servirà per compiere il secondo passo: la spesa, infatti, deve essere superiore alla media dei tre precedenti periodi di imposta.

 

Il credito di imposta ricerca e sviluppo è destinato a tutte le imprese, piccole o grandi che siano. Non importa la loro forma giuridica, il settore in cui operano o il regime contabile che adottano. Inoltre, possono beneficiare del bonus anche le imprese più recenti, quelle, cioè, che sono state create a partire dal 2015. Sono ammessi anche i consorzi e le reti di imprese ed è valido anche quando il progetto di ricerca e sviluppo viene commissionato da una società all’altra all’interno dello stesso gruppo.

 

Il credito di imposta per ricerca e sviluppo è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano come oggetto gli stessi tipi di investimenti e che prevedano progetti in materia, cofinanziati da programmi regionali o nazionali. Tra questi, ad esempio, il bando Horizon 2020, mirato a sostenere progetti per introdurre significativi avanzamenti tecnologici tramite lo sviluppo di tecnologie abilitanti. Mette a disposizione 180 milioni di euro per la ricerca e sviluppo di rilevanza strategica, in particolare, nel settore della piccola e media impresa.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha lanciato anche il bando Industria Sostenibile, che premia i progetti di ricerca con fondi pari a 410 milioni di euro.

 

Di particolare importanza anche il bando Cosme, che semplifica le procedure per accedere ai finanziamenti e il ricorso agli strumenti finanziari. In sostanza, attraverso questo bando si cerca di creare un ambiente favorevole alla nascita e allo sviluppo delle piccole e medie realtà imprenditoriali. Il budget è di 2,3 miliardi di euro, il 60% del quale è destinato agli strumenti finanziari di accesso al credito.


[1] D.M. 27 maggio 2015

[2] Circ. 5/E/2016

 


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