Sia, domanda, requisiti e punteggi per ottenere la nuova social card
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5 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Sia, domanda, requisiti e punteggi per ottenere la nuova social card

Disponibile nel sito dell’Inps il modulo di domanda e la scheda con requisiti e punteggi per ottenere il sostegno d’inclusione attiva.

 

Possono essere già compilate le domande, valutati i requisiti e calcolati i punteggi per il SIA, il nuovo sostegno d’inclusione attiva, con cui sono riconosciuti sino a 400 euro per i nuclei familiari bisognosi.

All’interno del sito dell’Inps, difatti, è disponibile il modulo di domanda, che deve essere scaricato, compilato e consegnato al proprio Comune di appartenenza. Nel modulo di domanda, inoltre, sono specificate le condizioni richieste e sono presenti i punteggi di valutazione attribuiti per ogni situazione che dà diritto a maggiori tutele: il punteggio attribuito, chiamato valutazione multidimensionale del bisogno, è molto importante perché saranno formate delle graduatorie e verrà data precedenza ai nuclei familiari con più punti. Inoltre, se l’indicatore è inferiore a 45 punti non si ha diritto al sussidio.

Ma andiamo per ordine e vediamo chi ha diritto al sussidio, a quanto ammonta e come viene calcolato il punteggio.

 

 

Sia: chi ne ha diritto

Il sostegno d’inclusione attiva riconosce sino a 400 euro ai nuclei familiari in cui sono presenti:

 

– almeno un componente minorenne;

– in alternativa, almeno un componente disabile e almeno un suo genitore;

– in alternativa, almeno una donna in stato di gravidanza accertata.

 

Gli interessati devono inoltre possedere i seguenti requisiti:

 

residenza in Italia da almeno due anni (se  cittadini italiani o comunitari, familiari di un cittadino italiano o comunitario titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo);

 

– assenza, nel nucleo familiare, di componenti in possesso di:

 

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti;
  • autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc  o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 3 anni precedenti;

 

– trattamenti economici previdenziali, indennitari o assistenziali, concessi dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, non superiori a 600 euro mensili;

 

– assenza di componenti del nucleo familiare titolari di Naspi, Asdi, Social Card disoccupati (carta acquisti sperimentale), o di altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria.

 

 

Sia: requisiti Isee

Il nucleo familiare deve possedere una dichiarazione sostituiva unica (DSU) ai fini Isee (l’indicatore che “misura la ricchezza” di una famiglia), in corso di validità, da cui risulti un valore Isee non superiore a 3.000 euro. L’Isee considerato è:

 

– l’Isee minorenni  (cioè l’ISEE per prestazioni rivolte a minorenni o a famiglie con minorenni), se nel nucleo è presente un componente di età inferiore a 18 anni;

– l’Isee ordinario, in assenza di minori di 18 anni nel nucleo.

 

Se è stato presentato l’Isee corrente (quello relativo ai redditi dell’anno in corso, utilizzato, ad esempio, da chi perde il lavoro), viene considerato quest’ultimo.

L’Inps non procede alla valutazione delle domande se non è presente un’attestazione Isee valida.

 

 

Sia: come funziona, a quanto ammonta

Il Sia è un sussidio che può arrivare a 400 euro mensili per nucleo familiare, riconosciuto ogni 2 mesi con ricarica di una carta prepagata. Può essere potenziato dalle Regioni e dagli Enti locali: la Regione Sardegna, ad esempio, riconosce un ammontare sino a 500 euro per nucleo familiare, con un minimo di 200 euro per i singoli.

L’ammontare previsto dalla normativa, senza gli eventuali aumenti locali, è, comunque, di:

 

80 euro, se il nucleo familiare ha un solo membro;

160 euro, se ci sono 2 membri;

240 euro, se i membri sono 3;

320 euro, se i membri sono 4;

400 euro, se i membri sono 5 e più.

 

Per avere il sussidio, però, i componenti del nucleo familiare devono aderire a uno specifico progetto, con cui si impegnano a svolgere determinate attività, come:

 

– presentarsi alle convocazioni dei servizi sociali del Comune responsabili del progetto; il preavviso, per le convocazioni, va da un minimo di 24 a un massimo di 72 ore;

– cercare attivamente lavoro;

– aderire a iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;

– aderire a iniziative di carattere formativo o ad altre iniziative di politiche attive o di attivazione;

– accettare le offerte di lavoro congrue;

– assicurare la frequenza e l’impegno scolastico;

– mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute.

 

In caso di reiterati comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti del nucleo familiare beneficiario e nei casi stabiliti dai singoli provvedimenti comunali, i Comuni possono revocare o escludere il beneficio.

 

 

Sia: i punteggi

L’indicatore di valutazione multidimensionale del bisogno attribuisce un punteggio per ogni particolare situazione tutelata:

 

– nucleo familiare con 2 figli di età inferiore a 18 anni: 10 punti;

– nucleo familiare con 3 figli di età inferiore a 18 anni: 20 punti ;

– nucleo familiare con 4 o più figli di età inferiore a 18 anni: 25 punti;

– nucleo familiare in cui l’età di almeno un componente non sia superiore a 36 mesi: 5 punti ;

– nucleo familiare composto esclusivamente da genitore solo e da figli minorenni: 25 punti;

– nucleo familiare in cui per uno o più componenti sia stata accertata una condizione di disabilità grave: 5 punti;

– nucleo familiare in cui per uno o più componenti sia stata accertata una condizione di non autosufficienza: 10 punti;

– nucleo familiare in cui tutti i componenti in età attiva si trovino in stato di disoccupazione, avendo dichiarato la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego: 10 punti.

 

Per quanto riguarda la situazione economica, viene attribuito un punteggio massimo di 25 punti, determinato come segue:

 

– al valore massimo (25 punti) si sottrae il valore dell’Isee precedentemente diviso per 120: ad esempio, se l’Isee del nucleo è pari a 2.400, si ottengono 5 punti (25 meno 20, che risulta da 2.400 diviso 120).

 

Il Sia non è erogato se il punteggio non è almeno pari a 45.

Dall’ammontare del beneficio vengono dedotti eventuali altre misure di sostegno al reddito (Carta acquisti ordinaria, incremento del Bonus bebé). Per le famiglie che soddisfano i requisiti per accedere all’assegno al nucleo familiare con almeno tre figli minori, il beneficio è corrispondentemente ridotto, a prescindere dall’effettiva richiesta dell’assegno.


In pratica

Sia, sostegno per l’inclusione attiva, è una nuova misura di contrasto alla povertà, che si sviluppa attraverso l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate e dove siano presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata. Le prime istruzioni in materia sono state diramate dall’Inps [1]. Il sussidio è condizionato a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, predisposto dal Comune attraverso i servizi sociali in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati ed enti non profit. In maniera specifica, il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede specifici impegni per adulti e minori sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni; lo scopo, è quello di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia. I Comuni hanno la gestione operativa delle domande e del conseguente accoglimento/diniego; l’Inps, invece, dovrà effettuare i controlli delle posizioni dei soggetti richiedenti per verificare il possesso dei requisiti indicati. Infatti, la domanda da parte degli interessati andrà presentata direttamente al proprio Comune di appartenenza, che, successivamente, la inoltrerà all’istituto di previdenza per la verifica automatica delle condizioni previste dal decreto (Isee, presenza di eventuali altre prestazioni di natura assistenziale, situazione lavorativa eccetera) e della conseguente disposizione dei benefici economici, che saranno erogati dal Gestore del servizio attraverso una carta precaricata.

[1] Inps, circolare n. 133/2016

 


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Commenti
7 Ago 2016 moreno casula

ottima cosa

 
13 Ago 2016 Daniela frau

La social card non la danno tutti i comuni… Nel mio comune nemmeno la conoscono

 
26 Ago 2016 Rocco Binelli

Presso i Patronati o i Comune non sanno se spetta ad un invalido per Servizio che percepisce un indennità risarcitoria dallo stato per danno subito .
Qualcuno sa spiegare nel dettaglio se spetta a questi cittadini Invalidi per Servizio o di Guerra ?

 
27 Ott 2016 AL

Questa SIA è una gran …… serve solo a prenderci in giro, io disoccupata, mio marito disoccupato con bambino di 5 anni non rientriamo nel beneficio…. e no, dovrei avere almeno 3 figli o un handicap accertato o non so quale altra cavolata…. ma fatemi il piacere!!!!

 
24 Nov 2016 fortunato ginanfranco

e vero renzi ci prende solo in giro disocuppati io e mia moglie da 8 anni un figlio di 8 anni eun figlio di un mese con valore isee di 900 euro non mi tocca la sia e una vergogna mi deve dire il governo renzi come si fa a campare cosi e una vergona