Patto di prova, si può prorogare?
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26 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Patto di prova, si può prorogare?

Validità del patto di prova: è possibile prorogarlo o firmarlo in un momento successivo rispetto al contratto di lavoro?

 

Il patto di prova deve essere redatto per iscritto e firmato dal dipendente contemporaneamente al contratto di lavoro: non può essere, dunque, né orale, né firmato in un momento successivo rispetto all’instaurazione del rapporto d’impiego. Per questo motivo, non è nemmeno possibile prorogarlo, in quanto la proroga equivarrebbe al patto di prova firmato dopo l’instaurazione del rapporto e al di fuori del contratto. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione, con una recente sentenza [1].

Ma andiamo per ordine, per comprendere in che cosa consiste il patto di prova, quali conseguenze comporta e i casi in cui non è valido.

 

 

Patto di prova: che cos’è

Il patto di prova è un accordo, che fa parte del contratto di lavoro, in cui datore e dipendente stabiliscono un determinato periodo in cui entrambi possono recedere liberamente: in pratica, durante questo arco di tempo, il periodo di prova, ciascuna delle parti può cessare unilateralmente il contratto senza preavviso e senza obbligo di motivazione.

Non è dunque dovuta l’eventuale indennità di mancato preavviso, anche se si viene licenziati dall’oggi al domani, né il datore, per il licenziamento, è tenuto a fornire una motivazione; lo stesso vale, ovviamente, per il dipendente che si dimette.

La durata del periodo di prova non è uguale per tutti, ma dipende dagli accordi collettivi, dalla categoria e dall’inquadramento del lavoratore: oltre al periodo massimo stabilito dai contratti collettivi ci può essere, comunque, un periodo minimo, che ha la funzione di consentire una sufficiente valutazione del lavoratore.

 

 

Patto di prova successivo al contratto e proroga

Il patto di prova deve essere contestuale al contratto di lavoro, perché costituisce un suo elemento accidentale, cioè un elemento non necessario del contratto: se manca il patto di prova, infatti, il contratto di lavoro è comunque valido.

A non essere valido è invece il patto di prova, se redatto al di fuori del contratto di lavoro: non è dunque possibile stabilire il periodo di prova dopo aver firmato il contratto.

Per lo stesso motivo, non è possibile stabilire una proroga del periodo di prova, in quanto il patto sarebbe ugualmente al di fuori del contratto di lavoro.

 

 

Patto di prova orale

Il patto di prova deve essere redatto in forma scritta, ai fini della sua validità: il codice civile [2], difatti, stabilisce che il patto di prova orale è nullo. È dunque da escludere la possibilità di rimediare alla mancanza del patto scritto con successivi accordi volti a sanare la situazione.

 

 

Patto di prova incerto o con mansioni diverse

Il patto è nullo anche se le mansioni oggetto del rapporto lavorativo non sono specificate [3]: è comunque possibile che le mansioni non siano individuate in modo esplicito, ma con rinvio al sistema classificatorio dei contratti collettivi, purché sia richiamato il profilo professionale di riferimento.

Se sono svolte, in concreto, mansioni differenti da quelle stabilite, o se il datore non consente di svolgere alcun incarico, il patto di prova non è nullo, ma lo è un eventuale licenziamento.

 


[1] Cass. sent. n.16214/2016.

[2] Art. 2096 cod.civ.

[3] Cass. Sent. n. 10618 del 22.05.2015.

 


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