Cosa è il privilegio?
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6 Ago 2016
 
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Cosa è il privilegio?

Il privilegio su beni mobili e immobili: il privilegio generale e speciale.

 

 

Cos’è il privilegio in generale

Il privilegio, regolato dall’art. 2745 e segg. c.c., consiste nella preferenza che viene accordata dalla legge ad alcuni crediti rispetto ad altri.

 

I privilegi, a differenza del pegno e dell’ipoteca, scaturiscono dalla legge e non dalla volontà delle parti. Alcuni crediti per la loro particolare natura, sono ritenuti infatti dall’ordinamento meritevoli di una speciale tutela. Fondamentale distinzione nell’ambito dell’istituto in esame è quella, sancita dall’art. 2746 c.c., tra privilegio generale e privilegio speciale:

  • il privilegio generale è quello su tutti i beni mobili del debitore,
  • il privilegio speciale è quello su determinati beni del debitore.

 

La principale distinzione tra i due tipi di privilegio sta nel fatto che il privilegio generale non attribuisce un diritto di sequela (non costituisce quindi una garanzia reale), mentre il privilegio speciale attribuisce il predetto diritto, consentendo di perseguire i beni anche se sono stati acquistati da terzi (è quindi una garanzia reale).

 

Con riferimento agli istituti appena esaminati del pegno e dell’ipoteca, occorre osservare che il pegno prevale sul privilegio speciale sui beni mobili, mentre il privilegio speciale sui beni immobili prevale sull’ipoteca (art. 2748 c.c.).

 

Come già previsto anche per il pegno e l’ipoteca, il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per l’intervento nel processo di esecuzione, agli interessi dovuti per l’anno in corso alla data del pignoramento e per quelli dell’anno precedente. Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti della misura legale fino alla data della vendita.

 

Cosa è il privilegio generale sui beni mobili?

Il privilegio generale sui beni mobili è il privilegio istituito dalla legge a tutela del creditore e posto rispetto a tutti i beni mobili del debitore.

La disciplina del privilegio è stata novellata dalla legge 29 luglio 1975, n. 426, la quale ha apportato diverse modifiche all’istituto, con particolare riferimento ai crediti di lavoro, come tra poco si vedrà.

 

Hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti:

 

— le spese funebri;

 

— le spese d’infermità fatte negli ultimi sei mesi della vita del debitore;

 

— le somministrazioni di vitto, vesti e alloggio, nei limiti della stretta necessità, fatte al debitore per lui e per la sua famiglia negli ultimi sei mesi;

 

— i crediti di alimenti per gli ultimi tre mesi a favore delle persone alle quali gli alimenti sono dovuti per legge (art. 2751 c.c.);

 

— le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d’opera dovute per gli ultimi due anni di prestazione;

 

— le provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia dovute per l’ultimo anno di prestazione e le indennità dovute per la cessazione del rapporto medesimo;

 

— i crediti del coltivatore diretto per i corrispettivi della vendita dei prodotti;

 

— i crediti dell’impresa artigiana e delle società od enti cooperativi di produzione e di lavoro, per i corrispettivi dei servizi prestati e della vendita dei manufatti;

 

— i crediti delle società cooperative agricole e dei loro consorzi per i corrispettivi della vendita dei prodotti;

 

— i crediti delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo per gli oneri retributivi e previdenziali addebitati alle imprese utilizzatrici (art. 2751 bis c.c., come modificato dalla l. 31 gennaio 1992, n. 59 e dalla l. 23 dicembre 2000, n. 388);

 

— i crediti per tributi diretti dello Stato, per l’imposta sul valore aggiunto e per i tributi degli enti locali (art. 2752 c.c.);

 

— i crediti per contributi di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (art. 2753 c.c.);

 

— i crediti per contributi relativi ad altre forme di assicurazione (art. 2754 c.c.).

 

Particolare tutela è concessa ai crediti di lavoro. L’art. 2751-bis c.c. prevede che hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti le retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato e tutte le indennità dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro, nonché il credito del  lavoratore per i danni conseguenti alla mancata corresponsione, da parte del datore di lavoro, dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori ed il credito per il risarcimento del danno subito per effetto di un licenziamento inefficace, nullo o annullabile.

 

Successivamente sono intervenute sia la Corte Costituzionale che la Corte di Cassazione ad ampliare l’elenco sopra riportato. Dapprima la Corte Costituzionale ha ammesso a godere del privilegio i crediti del lavoratore subordinato per danni conseguenti ad infortunio sul lavoro, del quale sia responsabile il datore di lavoro. Infatti, “è illegittimo, per violazione dell’art. 3 cost., l’art. 2751 bis, n. 1 c.c., così come modificato dall’art. 2 l. 29 luglio 1975, n. 426, nella parte in cui non munisce del privilegio generale il credito del lavoratore subordinato per danni conseguenti ad infortunio sul lavoro, del quale sia responsabile il datore di lavoro, se e nei limiti in cui il creditore non sia soddisfatto dalla percezione delle indennità previdenziali e assistenziali obbligatorie dovute al lavoratore subordinato in dipendenza dello stesso infortunio” (Corte Cost., 28 novembre 983, n. 326).

 

Successivamente la Corte di Cassazione ha precisato che anche il credito relativo al risarcimento del danno morale subito dal lavoratore a seguito di infortunio sul lavoro, del quale il datore di lavoro debba rispondere, è assistito dal privilegio generale (Cass., 18 giugno 2002, n. 8765).

 

Ancora è intervenuta la Corte Costituzionale estendendo l’attribuzione del privilegio generale sui mobili al credito risarcitorio per danni patiti dal lavoratore a causa di una malattia professionale contratta nello svolgimento dell’attività lavorativa e rispetto alla quale sia stata accertata la responsabilità del datore di lavoro (Corte Cost. 29 maggio 2002, n. 220) e, da ultimo, ha stabilito che il privilegio generale sui mobili assiste anche il credito del lavoratore subordinato per danni da demansionamento (qualificabili come danni alla professionalità) subìti a causa dell’illegittimo comportamento del datore di lavoro (Corte Cost., 6 aprile 2004, n. 113).

 

 

Cosa è il privilegio speciale sui beni mobili?

Il privilegio speciale sui beni mobili è il privilegio istituito dalla legge a tutela del creditore e avente ad oggetto determinati beni del debitore.

Questo tipo di privilegio viene denominato speciale, in quanto ne costituiscono oggetto uno o più beni del debitore individuati dalla legge, in considerazione del tipo di obbligazione (artt. 2755 ss. c.c.).

 

Oltre ad elencare i crediti che godono del privilegio su uno o più beni del debitore e che tra breve esamineremo, il Codice fornisce altresì lo strumento giuridico al creditore, affinché possa efficacemente esercitare il diritto accordatogli dall’ordinamento.

È stabilito, infatti, che il creditore che ha privilegio su una cosa mobile, se ha fondati motivi di temere la rimozione della cosa dalla particolare situazione alla quale è subordinata la sussistenza del privilegio, può domandarne il sequestro conservativo (art. 2769 c.c.).

 

I crediti per spese di giustizia fatte per atti conservativi o per l’espropriazione di beni mobili nell’interesse comune dei creditori hanno privilegio sui beni stessi, così come i crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento di beni mobili. In quest’ultimo caso il creditore può addirittura ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non è soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo le norme stabilite per la vendita del pegno.

 

I crediti dello Stato godono di privilegi sui beni dei debitori, secondo quanto previsto dagli artt. 2758 e 2759 c.c.

 

I crediti dell’albergatore per quanto dovuto dai clienti hanno privilegio sulle cose da questi portate nell’albergo e che ivi continuano a trovarvisi. Questo particolare tipo di privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulle cose stesse, a meno che l’albergatore fosse a conoscenza di tali diritti al tempo in cui le cose sono state portate nell’albergo (art. 2760 c.c.).

 

Analoga disciplina vige per i crediti del vettore (privilegio sulle cose trasportate finché queste rimangono presso di lui), del mandatario (privilegio sulle cose del mandante che il mandatario detiene per l’esecuzione del mandato), del depositario e del sequestratario (privilegio sulle cose che questi detengono per effetto del deposito o del sequestro).

 

Colui che ha venduto macchine ha privilegio per il prezzo non pagato sulle macchine vendute e consegnate; tale privilegio è subordinato a un duplice limite:

  • un limite temporale, in quanto dura per un triennio dalla data della vendita,
  • e uno territoriale, in quanto ha effetto finché la macchina si trova in possesso del compratore nel luogo dove è stata eseguita la trascrizione della vendita (art. 2762 c.c.).

 

È poi accordato un particolare privilegio ai crediti del locatore di immobili, i quali hanno privilegio sui frutti e sopra tutto ciò che serve a fornire l’immobile o a coltivare il fondo locato (art. 2764 c.c.).

 

Lo stesso privilegio ha il credito dipendente da mancate riparazioni le quali siano a carico del conduttore, il credito per i danni arrecati all’immobile locato e ogni altro credito dipendente da inadempimento del contratto.

 

 

Cosa è il privilegio sui beni immobili?

Il legislatore ha previsto che il privilegio a favore del creditore possa essere costituito anche su beni immobili di proprietà del debitore.

Su un determinato immobile hanno innanzitutto privilegio i crediti per le spese di giustizia fatte per atti conservativi o per l’espropriazione di beni immobili nell’interesse comune dei creditori (art. 2770 c.c.).

 

Hanno inoltre privilegio i crediti dello Stato per vari tipi di imposta sul reddito e anche per alcuni tributi indiretti (artt. 2771 e 2772 c.c.).

 

Riveste particolare importanza l’art. 2775-bis, inserito dalla L. 28 febbraio 1997, n. 30 — legge che ha convertito con modifiche il decreto legge 31 dicembre 1996, n. 669 —, che sancisce che in caso di mancata esecuzione del contratto preliminare (che risulti regolarmente trascritto), i crediti del promissario acquirente che ne conseguono hanno privilegio speciale sul bene immobile oggetto del contratto preliminare. In questo caso il privilegio non è opponibile ai creditori garantiti da ipoteca (art. 2825 bis c.c.).

 

Inoltre sul prezzo degli immobili sono collocati, solo in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili e nell’ordine che segue con preferenza rispetto ai crediti chirografari:

 

— i crediti relativi al trattamento di fine rapporto nonché all’indennità di cui all’art. 2118 c.c.;

 

— i crediti indicati dagli artt. 2751 e 2751 bis c.c. ed i crediti per contributi dovuti a istituti, enti o fondi speciali;

 

— i crediti dello Stato, indicati dal terzo comma dell’art. 2752 c.c.

 

Il-Recupero-dei-Crediti

 

 

 

 


In pratica

Alcuni crediti vengono considerati di natura particolare e, pertanto, la legge li tutela istituendo su di loro privilegi.

La distinzione fondamentale è quella tra:

privilegio generale, nei confronti di tutti i beni del mobili del debitore;

privilegio speciale, nei confronti di dati beni del debitore.

In particolare, si osservi che il solo privilegio speciale attribuisce il diritto di sequela, in forza del quale il creditore può vantare il proprio diritto anche nei confronti del terzo acquirente.

La legge ha stabilito che il privilegio generale sui beni mobili è istituito a favore dei crediti aventi ad oggetto:

— spese funebri;

— spese d’infermità sostenute negli ultimi sei mesi della vita del debitore;

— somministrazioni di vitto, vesti e alloggio strettamente necessarie, a favore del debitore e della sua famiglia eseguite negli ultimi sei mesi;

— crediti di alimenti per gli ultimi tre mesi a favore delle persone cui gli alimenti sono dovuti per legge;

— retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d’opera dovute per gli ultimi due anni;

— provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia dovute per l’ultimo anno di prestazione e indennità dovute per la cessazione del rapporto medesimo;

— crediti del coltivatore diretto;

— crediti dell’impresa artigiana e delle società od enti cooperativi di produzione e di lavoro;

— crediti delle società cooperative agricole e dei loro consorzi;

— crediti delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo per gli oneri retributivi e previdenziali addebitati alle imprese utilizzatrici;

— crediti per tributi diretti dello Stato, per l’imposta sul valore aggiunto e per i tributi degli enti locali;

— crediti per contributi di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti;

— crediti per contributi relativi ad altre forme di assicurazione.

Particolare tutela è poi riconosciuta ai crediti di lavoro.

La legge ha stabilito che il privilegio speciale sui beni mobili è istituito a favore dei crediti aventi ad oggetto:

— spese di giustizia;

— prestazioni e spese di conservazione e miglioramento di beni mobili;

— crediti dello Stato;

— crediti dell’albergatore per quanto dovuto dai clienti;

— crediti del vettore, del mandatario, del depositario e del sequestratario;

— crediti del venditore di macchine per il prezzo non pagato sulle macchine vendute e consegnate;

— crediti del locatore di immobili

— ecc.

Ancora, il codice civile ha previsto la possibilità, per il creditore, di ricorrere al sequestro conservativo, per l’ipotesi in cui abbia a temere che il debitore possa disporre della cosa su cui è fondato il privilegio.

La legge ha stabilito che il privilegio sui beni immobili è istituito a favore dei crediti aventi ad oggetto:

— spese di giustizia;

— crediti dello Stato per imposte sui redditi e tributi indiretti;

— crediti del promissario nel caso di mancata esecuzione del contratto preliminare;

— crediti indicati dagli artt. 2118, 2751, 2751 bis e 2572 c.c.

 


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