Acquisti all’estero: cosa si può passare alla dogana
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6 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Acquisti all’estero: cosa si può passare alla dogana

Un souvenir esotico, un po’ di cibo, un liquore pregiato: quali sono i limiti per la merce che si può portare dalle vacanze? E cosa si può portar via?

 

I più scontati cercheranno di portare a casa dalle vacanze in Scozia qualche bottiglia di whisky. I più originali torneranno indietro dai Caraibi con un’iguana. I più nostalgici non vorranno lasciar da solo il cane o il gatto in casa e pretenderanno di caricarlo sull’aereo, qualunque sia la destinazione. I più viziosi tenteranno di infilare in valigia il maggior numero possibile di stecche di sigarette a metà prezzo. Tutti loro, però, dovranno fare i conti con la dogana e con la legislazione che pone dei limiti alla quantità e alla tipologia di merce (o di animali) importabile o esportabile. Fino ad un certo punto, salvo rare eccezioni, non ci sono problemi. In certi casi, però, è obbligatorio pagare il dazio, cioè una tassa doganale per l’esportazione o l’importazione di un certo tipo o di una certa quantità di merce.

 

 

La Tariffa Doganale Armonizzata

Partiamo proprio da qui, dalla tariffa doganale armonizzata. C’è da premettere che la merce, in dogana, va classificata. Le viene assegnato un numero identificativo composto da una serie di cifre e valido in tutti quei Paesi che utilizzano questo sistema. Nell’Unione Europea, ad esempio, viene adottata la TARIC come tariffa doganale armonizzata. Prevede che ad ogni merce venga assegnato un codice di dodici cifre. Successivamente viene accertata la provenienza della merce, con le dovute verifiche dei certificati eventualmente esibiti dall’importatore. E’ un passaggio fondamentale, perché servirà a capire se l’importazione della merce è vietata oppure no. Per alcune tipologie, come per i prodotti tessili cinesi, è in vigore il regime di importazione contingentata: si può, cioè, introdurre in Italia soltanto una certa quantità.

Con tutti questi elementi in mano, si calcola a monte (cioè alla partenza) il dazio doganale, partendo dal valore di transazione, al quale si aggiungono i costi di trasporto, l’imballaggio, l’eventuale assicurazione e le spese di intermediazione.

 

 

Acquisti all’estero: cosa si può importare dalle vacanze

In linea generale, conviene di più importare merce da un Paese dell’Unione Europea che da un Paese extra-comunitario. In linea generale, appunto, a seconda delle preferenze di ciascuno: c’è chi punta sulla quantità e chi punta sul prezzo. Alcuni articoli, acquistati in un Paese extracomunitario sono più convenienti, ma se ne possono introdurre in Italia in quantità minore.

Normalmente è permesso introdurre acquisti non superiori ai 175 euro, purché non siano destinati alla vendita ma soltanto ad uso personale. Se la cifra  superiore, la merce viene sottoposta a dazio. Per i minori di 15 anni, il limite si abbassa a 90 euro.

Nei Paesi extraeuropei è possibile passare fino a 200 sigarette (una stecca) oppure 50 sigari o 250 grammi di tabacco da fumo. E’ anche concesso caricare in valigia un litro di bevande alcoliche di gradazione superiore al 22% o due litri di liquori più leggeri. Non più di 500 g di caffè (200 grammi se se sono estratti o essenza), e non più di 100 grammi di (40 grammi se sono estratti o essenze). Profumi? Boccette di 50 grammi al massimo.

 

All’interno dell’Unione Europea, invece, la manica è molto più larga. Per quanto riguarda i tabacchi, si può viaggiare con quattro stecche (800 sigarette) oppure 200 sigari o, ancora, con un chilo di tabacco da fumo. Oltre queste quantità, l’importazione si considera a fini commerciali, quindi si paga. Per gli alcolici, serve una valigia a parte: è possibile passare la dogana con 10 litri di liquori di gradazione superiore al 22% e fino a 20 bottiglie di bevande di gradazione inferiore. Per il vino, invece, altro che valigia: ci vogliono le damigiane. Il limite è di 90 litri. La dogana è meno generosa con in più sofisticati: non si può passare con più di 60 litri di spumante. Che è già un bel bere.

 

Chi ama cani, gatti o furetti di età superiore ai tre mesi, può portarli a casa dopo aver compilato il certificato sanitario nel Paese di provenienza. Vanno indicati i dati identificativi dell’animale di compagnia e del proprietario, la dichiarazione che la bestiolina è sana, che sia in regola con la titolazione degli anticorpi e che sia stato vaccinato di recente contro la rabbia. Se l’animale è il vostro, quello che già tenevate in casa con voi, e non rispettate queste regole, cane, gatto o furetto verranno messi in quarantena.

 

Chi, invece, non si accontenta di Fido ma vuole un pitone deve fare i conti con la Convenzione di Washington. L’accordo prevede la tutela di alcune specie animali e vegetali che sono considerate a rischio estinzione. Quindi chi intende portarsi a casa pappagalli, serpenti, lucertole o tartarughe acquatiche, oltre al certificato sanitario sopra citato, deve procurarsi il certificato CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie in via d’estinzione). Viene rilasciato dall’autorità del Paese di provenienza. La Convenzione vieta tassativamente l’importazione di animali gravemente a rischio, come quelli a pelliccia maculata (ghepardi, leopardi, ocelot, ammesso che chi li acquista abbia il posto dove tenerli…). Identico divieto per alcune specie di piante molto rare (alcune specie di cactus e di orchidee). La tutela viene estesa all’esportazione di zanne d’elefante, agli articoli in pelle di rettile, al corallo e al legname proveniente dall’Amazzonia.

 

 

Quanti soldi si possono portare all’estero

Per quanto riguarda i soldi (o i titoli) da portare in tasca, non c’è distinzione tra Paesi dell’Unione Europea e Stati extracomunitari. Il tetto è di 12.500 euro. Se si ha la necessità di portarne di più, sarà necessario compilare un modulo presso gli uffici doganali, in entrata o in uscita. Conviene farlo: chi pretende di passare la frontiera facendo finta di niente e viene “beccato” dalle autorità, si vede sequestrare fino al 40% della somma eccedente i 12.500 euro. Più la sanzione. Chi viaggia con somme di denaro eccessive all’interno dell’Ue, può depositare il modulo anche in banca, in un ufficio postale o in un commando della Guardia di Finanza entro e non oltre 48 ore da quando ha passato la frontiera.


 


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