Se perdo il bancomat: quali difese?
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5 Ago 2016
 
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Se perdo il bancomat: quali difese?

Smarrimento della carta bancomat: in caso di prelievi non autorizzati la banca risarcisce il titolare del conto corrente anche se la denuncia arriva in ritardo.

 

Non c’è bisogno di un giudice a chiarire che, non appena si perde il bancomat bisogna subito fare denuncia ai carabinieri o alla polizia ed avvisare immediatamente la propria banca affinché blocchi la carta. Ma la Cassazione è dovuta intervenire per tranquillizzare comunque i correntisti più distratti i quali si accorgono dello smarrimento del bancomat solo dopo qualche giorno e quindi quando ormai qualche malintenzionato, venuto in possesso della tessera elettronica, ha effettuato dei prelievi sul conto corrente. In questi casi – afferma una recentissima sentenza – il cliente della banca ha comunque diritto a essere risarcito dal proprio istituto di credito per i prelievi anomali fatti con il suo bancomat.

 

La Suprema Corte spunta una lancia a favore dei consumatori: anche se lo smarrimento del bancomat viene segnalato in ritardo alla banca (in caso di conto corrente bancario) o alle Poste Italiane (in caso di conto corrente postale), il correntista ha diritto ad essere risarcito per la serie di prelevamenti strani (anomali, cioè, sia per quanto riguarda l’importo che per quanto riguarda la frequenza).

 

Non si può quindi addebitare la responsabilità per il furto del denaro sul conto al titolare del bancomat il quale non solo ha smarrito la carta, ma non è stato sufficientemente solerte nel denunciarne lo smarrimento.

Secondo la Suprema Corte, per valutare la responsabilità della banca nel caso di uso illecito del bancomat da parte di terzi il giudice deve prima verificare che l’istituto di credito (banca o Poste) abbia adottato tutte le misure idonee a garantire la sicurezza del servizio da eventuali manomissioni, anche quando la denuncia di smarrimento è fuori tempo ed esistono regolamenti contrari.

 

Quali sono queste misure idonee? Un esempio è quello dell’invio di un sms sul cellulare del correntista in cui lo avvisa di ogni prelievo fatto sul conto. Un altro possibile sistema che la banca è tenuta ad adottare per garantire la sicurezza dei propri clienti è di controllare l’andamento anomalo del conto (ad esempio, una serie continua di piccoli prelievi nell’arco di poco tempo), attivando tempestivamente le opportune cautele per evitare l’uso indebito del bancomat da parte di soggetti non abilitati.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 23 giugno – 4 agosto 2016, n. 16333
Presidente Dogliotti – Relatore Didone

Ragioni in fatto e in diritto della decisione

1.- Le ricorrenti hanno proposto domanda di risarcimento del danno contro la banca di Poste italiane – di cui erano correntiste – per abusivi prelevamenti con carta Bancomat, il cui smarrimento era stato da esse tardivamente segnalato.
Il tribunale, in parziale accoglimento, ha condannato il gestore della carta a pagare una somma inferiore a quella richiesta.
La corte di appello di Genova, in riforma della sentenza di primo grado, ha rigettato la domanda originariamente proposta.
In via preliminare, il giudice distrettuale ha rilevato l’ammissibilità dell’appello, contestata da parte appellata, in quanto caratterizzato da censure sufficientemente specifiche.
Nel merito, tuttavia, la corte territoriale ha ritenuto che – essendo indiscussa la responsabilità delle titolari della carta nell’aver smarrito la tessera e nell’avere tardivamente denunciato la circostanza – non poteva ritenersi sussistente alcun titolo di corresponsabilità del gestore della carta (identificato invece dal primo giudice nel non avere la società convenuta controllato l’andamento del conto e tempestivamente

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[1] Cass. sent. n. 16333/16 del 4.08.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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