Massimiliano Palumbo
Massimiliano Palumbo
6 Ago 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Conto corrente a rischio e bancomat perso, come difendere i nostri soldi

Ecco i consigli della settimana anche in tema Equitalia e mantenimento dei genitori.

 

Italiani: popolo di santi, poeti e navigatori. Ma anche di risparmiatori. L’articolo più letto della settimana, infatti, è Versamenti e prelievi sul conto corrente: quali rischi? Ma come, una persona conserva i soldi sul proprio conto e rischia qualcosa? Ebbene sì. Il rischio non riguarda il denaro in sé, ma la perdita della segretezza, «nuova faccia del rapporto tra banche e fisco improntato sulla massima trasparenza». Nel mirino i movimenti sospetti, cioè quelli difficili da giustificare in base ai propri guadagni e al tenore del conto corrente. E allora, come comportarsi per non avere problemi col Fisco? Invitiamo a rileggere il buon pezzo scritto dalla nostra redazione, dal momento che, se possono sfuggire ai controlli dell’Agenzia delle Entrate i movimenti di piccole o normali somme di denaro, possono essere oggetto di accertamenti i movimenti effettuati anche dai nostri familiari. Di recente «la Cassazione ha detto che il rapporto familiare è sufficiente a giustificare il controllo sul conto intestato a un soggetto diverso dal contribuente». Quindi, occhio!

 

Occhio soprattutto se si perde la carta di credito o il bancomat. In questo caso ad essere a rischio è il denaro guadagnato col sudore della fronte, ma una recente sentenza della Suprema corte ha sollevato un po’ il morale dei più distratti. «Anche se lo smarrimento del bancomat viene segnalato in ritardo alla banca (in caso di conto corrente bancario) o alle Poste Italiane (in caso di conto corrente postale), il correntista ha diritto ad essere risarcito per la serie di prelievi anomali (sia per quanto riguarda l’importo che per quanto riguarda la frequenza)». Ma non è sempre così, dipende da alcune condizioni. Quali? Le potete trovare leggendo Se perdo il bancomat: quali difese?

 

«Soldi, soldi, soldi. Beati siano i soldi». Dalle parole della canzone di Betty Curtis si può immaginare che anche il terzo articolo da segnalare ha a che fare col denaro. L’argomento è delicato. Il figlio deve mantenere il genitore. È il terzo articolo più letto, quindi vuol dire che ha toccato la sensibilità dei nostri lettori, i quali anche sulla pagina Facebook di La Legge per Tutti si sono cimentati in discussioni molto appassionate. Per maggiori approfondimenti rimandiamo al pezzo scritto dalla nostra redazione, ma intanto ricordiamo un dovere che, prima che giuridico, è innanzitutto umano: «Il codice civile stabilisce che, se un componente della famiglia versa in uno stato di bisogno e non è in grado di provvedere ai propri interessi o alle proprie necessità può chiedere al tribunale di obbligare gli altri componenti della sua famiglia, quindi anche i figli, secondo un ordine stabilito dalla legge, a intervenire per prestare gli alimenti, ossia quanto necessario a soddisfare i bisogni essenziali. Chi viola gli obblighi di assistenza familiare commette un reato (si entra, quindi, nell’ambito del diritto penale)».

 

Concludiamo la nostra settimana con un altro argomento di natura economica: Equitalia, come accedere alla dilazione per chi non ha pagato le rate. Il nome Equitalia non è sinonimo di simpatia per molti italiani, ma questa volta possiamo dare una buona notizia: «Dopo la definitiva approvazione, da parte delle due Camere, del nuovo decreto legge sulla sanatoria sulle rateazioni con Equitalia (cosiddetto “DL Enti Locali”), sono maggiori le chance per i contribuenti di ottenere una dilazione sul pagamento delle cartelle esattoriali. In buona sostanza la nuova misura consente, a chi in passato è decaduto dalla rateazione, di essere riammesso alla stessa senza dover prima pagare tutto l’arretrato scaduto (per come invece impone la normativa di recente introduzione)».


 


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