Mancata emissione dello scontrino: sanzioni e semplificazione per il futuro
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7 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Mancata emissione dello scontrino: sanzioni e semplificazione per il futuro

Dimenticarsi di emettere lo scontrino per quattro volte in cinque anni può costare caro. Dal 2017, non sarà più cartaceo, ma sarà comunicato telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

 

Tra le violazioni molto sottovalutate, ma che possono generare gravi danni all’economia aziendale, vi è la mancata emissione dello scontrino fiscale (o della ricevuta fiscale).

 

 

Mancata emissione dello scontrino: le sanzioni

La mancata emissione dello scontrino fiscale [1] è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria (multa) pari al 100% dell’imposta Iva relativa all’operazione, con un minimo pari a euro 500. Per cui, chi ad esempio dimentica di emettere lo scontrino fiscale per la vendita di un paio di scarpe da 50 euro (imponibile euro 40,98 + iva euro 9,02) pagherà comunque una sanzione minima di 500 euro invece che 9,02 euro di imposta più il 100% di sanzione, pari ad altre 9,02 euro (in totale 18,04 euro).

Tali sanzioni sono emesse anche in caso di omessa annotazione delle operazioni sul “registro corrispettivi per mancato funzionamento del registratore di cassa”, in caso di mancato o irregolare funzionamento del registratore di cassa.

 

Inoltre, particolarmente rilevante è la sanzione accessoria in caso di “recidiva”. Qualora venissero contestate quattro distinte violazioni, compiute in giorni diversi nell’arco di cinque anni, è prevista la sospensione della licenza o dell’autorizzazione dell’attività o la sospensione dell’esercizio dell’attività per un periodo che può andare da tre giorni ad un mese [2]. La sanzione potrebbe essere più pesante se l’importo complessivo dei corrispettivi non emessi risultasse superiore a 50.000 euro. In questo caso, la sospensione potrebbe andare da un mese a sei mesi.

 

 

Semplificazioni per il futuro

È online la bozza dei provvedimenti [3], la quale prevede la possibilità da parte degli esercenti vendite al dettaglio o servizi privati (pubblici esercizi, bar, ristoranti ecc), dal 1° gennaio 2017, di accedere ad un nuovo regime Iva dei corrispettivi telematici.

I nuovi registratori di cassa (ma anche i più vecchi se adattabili) prevedranno la possibilità di trasmettere telematicamente l’operazione rilevante ai fini Iva (quella per cui deve essere emesso lo scontrino fiscale), sollevando l’esercente dall’obbligo di stampare lo scontrino, consegnarne una copia al cliente e di riportarlo sulla prima nota dei corrispettivi.

Il registratore telematico elettronico consentirà di registrare, memorizzare, elaborare, sigillare e trasmettere telematicamente le operazioni fiscali all’Agenzia delle Entrate, la quale potrà monitorare e censire automaticamente tutte le operazioni in tempo reale.

Il regime Iva dei corrispettivi telematici potrà essere opzionato entro il 31 dicembre 2016 e sarà valido fino alla fine del quarto anno solare successivo (cinque anni) e si estende ogni cinque anni se non viene richiesta revoca.

 

Dott. Commercialista MARIO STAMERRA – mario.stamerra@gmail.com


[1] Art. 6 D. Lgs. N. 471/1997.

[2] Art. 12 D. Lgs. N. 471/1997.

[3] Art. 2 D. Lgs. 127/2015.

 


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