Libretti, depositi e polizze: risparmio per i bimbi
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8 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Libretti, depositi e polizze: risparmio per i bimbi

Banche, Poste e compagnie assicurative offrono prodotti per insegnare ai bambini a risparmiare e, nel frattempo, creare una base economica per il loro futuro.

 

Il dubbio di ogni nonno o di ogni genitore: cosa regalo al bambino per il compleanno, la Comunione o la Cresima? In tanti pensano al telefonino, in pochi pensano ad un investimento sul risparmio, che può garantire al bimbo di oggi un gruzzolo importante per quando diventerà grande. Soldi che possono servire per l’università, per un master, per un affitto fuori sede o per avviare una piccola attività senza gravare sulla famiglia. In ogni caso, per cominciare a costruire il futuro del nipote o del figlio, educandolo al risparmio.

Banche, Poste e assicurazioni offrono diversi prodotti, a seconda di quanto si vuole risparmiare e di come si vorranno utilizzare quei soldi un domani: un libretto di risparmio, un deposito creato ad hoc per i più piccoli, una polizza di accantonamento.

 

 

Il libretto di risparmio per bambini

Un libretto di risparmio bancario serve a mettere da parte una somma di denaro a favore dei figli in tempi non eccessivamente lunghi. Il libretto intestato al minore (sul quale si può versare e dal quale è consentito anche prelevare) serve, comunque, a fargli capire la responsabilità ed il valore del risparmio.

 

Ci sono diversi tipi di libretti di risparmio bancario, a seconda del prodotto e delle condizioni che applica ogni singolo istituto. Il tasso di interesse annuo lordo varia dallo 0,75% al 2%. Alcune banche (non tutte) chiedono anche un’imposta di bollo e dei costi di apertura.

 

Anche Poste Italiane propone i propri libretti di risparmio per bambini: uno di solo deposito per bambini da 0 a 12 anni, uno per versamenti e prelievi da 12 a 14 anni e uno per la gestione finanziaria dei risparmi da 14 a 18 anni. Al raggiungimento della maggiore età, il prodotto verrà convertito in libretto ordinario.

 

Ci sono parecchi vantaggi ma anche qualche svantaggio. Il libretto postale, innanzitutto, è garantito dallo Stato, quindi è sicuro al 100%. Non ha costi di gestione né di apertura tranne gli oneri fiscali), non si paga per versare o prelevare soldi. Permette al minorenne di depositare del denaro sul libretto anche da solo, senza essere accompagnato da un familiare maggiorenne, e di ritirarli dopo i 12 anni di età. Il vero neo del libretto di risparmio postale per bambini, però, è il tasso di interesse: 0,01%, cioè praticamente zero. Il valore di questo prodotto, dunque, è quello di educare al risparmio accantonando una cifra di cui il ragazzo potrà disporre quando avrà 18 anni.

 

Per aprire un libretto postale per bambini bisogna avere una piccola somma di partenza. Con quella, genitore e figlio devono presentarsi (muniti di documento valido e codice fiscale) in un ufficio postale che abbia anche uno sportello finanziario (ce ne sono a migliaia in tutta Italia). In pochi minuti, il libretto di risparmio sarà aperto e operativo.

 

Poste Italiane propone anche i buoni fruttiferi postali per minori, intestabili a bambini e ragazzi da 0 a 16 anni. Il tasso di interesse varia da un minimo dello 0,25% ad un massimo dello 0,50%, a seconda della durata dei buoni. Al compimento dei 18 anni, il ragazzo può ritirare il 100% del capitale più gli interessi maturati. E’, comunque, possibile ritirare la somma anticipatamente con l’autorizzazione del Giudice Tutelare (ad esempio, in caso di scomparsa improvvisa dei genitori o di chi ne fa le veci). Il ragazzo incasserà la somma versata al netto di eventuali oneri fiscali. Dopo 18 mesi, gli verranno riconosciuti gli interessi maturati.

 

 

Il deposito a risparmio nominativo

In alternativa ai libretti di risparmio per bambini, le banche propongono gli strumenti di deposito a risparmio nominativo, più convenienti dal punto di vista del guadagno in interessi: a seconda dell’istituto di credito, variano dallo 0,20% all’1,25% a certe condizioni. Ecco alcuni esempi, tra i prodotti più popolari:

  • Genius Bimbi di Unicredit: deposito per bambini da 0 a 12 anni, senza spese né imposta di bollo, con rendimento annuo lordo dello 0,20%;
  • Clubino, di Ubi Banca: deposito per bambini da 0 a 12 anni, senza spese, con rendimento annuo lordo dell’1% su qualsiasi cifra (che deve, però, provenire da un altro conto corrente aperto con Ubi Banca);
  • Brucoconto di Banco Popolare: deposito per bambini da 0 a 11 anni, senza spese, con un rendimento lordo annuo dell’1,25% per giacenze entro i 1.200 euro e dello 0,25% per somme superiori a quella cifra;
  • Libretto Flash di Intesa SanPaolo: può essere intestato ai bambini fin dal primo anno di vita. I genitori cominciano, così, a depositare i soldi. Il bambino, compiuti i 12 anni, potrà controllare online il proprio conto, sotto la tutela dei genitori. Dà la possibilità di avere una Carta Libretto con cui prelevare e versare sugli sportelli automatici. Non ci sono spese. La somma massima è di 5.000 euro e frutta un interesse lordo annuo dell’1%.

 

 

Risparmio per bambini: le polizze assicurative

Altro modo di investire pensando al futuro dei figli è quello della polizza assicurativa. Utilizzando questo canale, il risparmio per i bimbi si può tradurre in due tipi di prodotti: la polizza vita ed il piano di accumulo.

La polizza vita per i bambini consente di creare un piccolo capitale versando ogni mese, ogni trimestre o ogni anno (a seconda della singola offerta della compagnia) una somma protetta che garantisce il raggiungimento dell’obiettivo. C’è anche la possibilità del versamento unico al momento della sottoscrizione. Il contratto è bilaterale: da una parte c’è il contraente, cioè la persona che firma la polizza con la compagnia e che versa i soldi (il genitore, il nonno, l’amico di famiglia). Dall’altra c’è il beneficiario, cioè il bambino, che alla scadenza del contratto si troverà il capitale rivalutato oppure (sempre a seconda del tipo di polizza) una rendita temporanea per gli anni di università. La polizza vita per bimbi risulta più conveniente quando viene sottoscritta molto presto, anche al momento della nascita del bambino: molti di questi contratti, infatti, garantiscono i loro benefici quando il ragazzo raggiunge i 18 anni oppure quando supera l’esame di maturità o inizia gli studi universitari. Quindi, prima si inizia a risparmiare, più alto sarà il capitale riscattato.

 

La seconda formula è quella del Piano di Accumulo del Capitale per i bambini, il cosiddetto PAC. Il contraente investe in un fondo comune (obbligazioni o azioni) secondo un piano di versamenti periodici per 10 o 20 anni per ottenere un rendimento. Il PAC può essere intestato al figlio, il quale, con il consenso dei genitori, può ritirare l’investimento prima della maggiore età. Scelta, però, non consigliabile: il riscatto anticipato dei piani di accumulo, come delle polizze vita, va spesso incontro a dei costi così elevati che fanno passare la voglia di interrompere il piano prima del previsto.


Autore immagine: Pixabay

 


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