Edizioni Simone
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8 Ago 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Prescrizione: sospensione e interruzione

Recupero crediti: tutti i casi in cui il termine di prescrizione si interrompe o si sospende.

 

Il legislatore ha previsto fattispecie particolari che impediscono il decorrere dei termini di prescrizione. Dette fattispecie possono causare:

 

— la sospensione della prescrizione;

— l’interruzione della prescrizione.

 

Di norma la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.).

Si è affermato che solo l’impossibilità di far valere il diritto, derivante da cause giuridiche che ostacolino l’esercizio del diritto, costituisce fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione; la prescrizione decorre quindi regolarmente qualora si versi in un’ipotesi di impedimento soggettivo o di ostacolo di mero fatto come, ad esempio, l’ignoranza da parte del titolare dell’evento generatore del suo diritto (Cass., 28 luglio 2004, n. 14249 – Trib. Monza, 12 maggio 2005, n. 1411).

 

 

La sospensione della prescrizione

La prescrizione è uno strumento previsto dall’ordinamento per incentivare il titolare di un diritto all’esercizio dello stesso, di modo che l’intero tessuto sociale risulti attivo e dinamico.

Vi sono però dei casi in cui l’inerzia del titolare è giustificata: in tali ipotesi si attua l’istituto della sospensione della prescrizione. Ciò avviene, ad esempio, quando tra il soggetto attivo e il soggetto passivo del diritto vi siano particolari rapporti.

 

La prescrizione rimane infatti sospesa, ex art. 2941 c.c.:

 

— tra i coniugi;

— tra chi esercita la potestà genitoriale o i poteri a essa inerenti e le persone che vi sono sottoposte;

— tra il tutore e il minore o l’interdetto soggetti alla tutela;

— tra il curatore e il minore emancipato o l’inabilitato;

— tra l’erede e l’eredità accettata con beneficio d’inventario;

— tra le persone i cui beni sono sottoposti per legge o per provvedimento del giudice all’amministrazione altrui e quelle da cui l’amministrazione è esercitata;

— tra le persone giuridiche e i loro amministratori finché sono in carica, per le azioni di responsabilità contro di essi;

— tra il debitore che ha dolosamente occultato l’esistenza del debito e il creditore, finché il dolo non sia stato scoperto.

 

È prevista altresì, dall’art. 2942 c.c., la sospensione della prescrizione nei confronti di soggetti che si trovino in particolari condizioni, ovvero:

 

— contro i minori non emancipati e gli interdetti per infermità di mente, per il tempo in cui non hanno rappresentante legale e per sei mesi successivi alla nomina del medesimo o alla cessazione dell’incapacità;

 

— in tempo di guerra contro i militari in servizio e gli appartenenti alle forze armate dello Stato e contro coloro che si trovano per ragioni di servizio al seguito delle forze stesse, per il tempo indicato dalle disposizioni delle leggi di guerra.

 

Tutte le ipotesi suddette sono da considerarsi tassative: non può cioè essere prevista la sospensione al di fuori dei casi individuati direttamente e specificamente dal legislatore (Cass., 11 dicembre 2001, n. 15622 – Cass., 16 dicembre 1992, n. 13275).

 

Al venir meno della causa di sospensione, il termine di prescrizione ricomincia a

decorrere dal momento in cui si era fermato per il verificarsi di una delle suddette ipotesi. In altre parole, la sospensione non toglie valore al tempo già trascorso.

 

 

L’interruzione della prescrizione

Istituto diverso è quello dell’interruzione della prescrizione: essa si verifica allorquando il titolare esercita il proprio diritto oppure il soggetto passivo del rapporto riconosce il diritto altrui (art. 2944 c.c.). Secondo il disposto normativo affinché un atto abbia efficacia interruttiva della prescrizione deve contenere, in modo chiaro ed inequivocabile, l’indicazione del soggetto obbligato e della pretesa/richiesta di adempimento, con l’effetto sostanziale di costituirlo in mora (Cass., 15 novembre 2002, n. 16131).

 

La prescrizione è ovviamente interrotta dalla notificazione dell’atto con il quale si instaura un giudizio, così come viene interrotta da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore (art. 2943 c.c.).

 

Per effetto dell’interruzione inizia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione, senza tenere conto del tempo trascorso prima dell’atto interruttivo.

Come appare evidente, pur basandosi entrambi gli istituti appena analizzati sul decorso del tempo, tra essi vi è una differenza sostanziale: nel caso della sospensione vi è un’inerzia che, contrariamente alle regole generali, viene giustificata dall’ordinamento per determinate ragioni; nel caso dell’interruzione è invece un’azione (l’esercizio ovvero il riconoscimento del diritto) a far sì che l’interruzione si verifichi.

Il-Recupero-dei-Crediti


In pratica

I termini di prescrizione iniziano a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere dal suo titolare. Tuttavia, possono intervenire cause impeditive al decorso di tali termini. Infatti, il legislatore ha previsto l’istituto della:

 

— sospensione della prescrizione, per il caso in cui tra i soggetti attivo e passivo intercorrano rapporti particolari, ovvero quando il soggetto avverso il quale dovrebbero decorrere i termini di prescrizione si trovi in condizioni particolari. Quando la causa che ha indotto la sospensione della prescrizione viene meno, i termini ricominciano a decorrere dal momento in cui si era verificata la sospensione stessa;

 

— interruzione della prescrizione, per il caso in cui il titolare del diritto lo eserciti oppure quando il soggetto passivo del rapporto riconosce il diritto in capo a controparte. In questo caso, non si tiene più conto del tempo trascorso prima dell’intervenire della causa di interruzione e si comincia a calcolare un nuovo periodo di prescrizione.

 


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