Carcere e detenzione inumana: risarcimento anche con ergastolo
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9 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Carcere e detenzione inumana: risarcimento anche con ergastolo

Anche agli ergastolani è riconosciuto il risarcimento del danno per essere costretti in carceri troppo strette e in condizioni inumane.

 

Anche chi è destinato a scontare la pena dell’ergastolo ha diritto al risarcimento del danno derivante dall’aver trascorso la sua vita in carcere in condizioni inumane. Ma procediamo con ordine.

 

 

In cosa consiste il risarcimento del danno per detenzione inumana?

Nel 2013, la Corte europea dei diritti dell’Uomo [1] ha sanzionato l’Italia, ritenendo che le carceri fossero sovraffollate e che i detenuti fossero costretti a vivere in condizioni contrarie al senso di umanità.  Per tale ragione, ha ordinato all’Italia di ridurre il numero di detenuti presenti nei vari istituti penitenziari e di riconoscere un risarcimento a chi fosse stato obbligato a sopportare condizioni disumane.

L’Italia ha cercato di ottemperare a quanto prescritto dall’Europa, attraverso una nuova legge [2] con la quale ha stabilito che il detenuto, che abbia vissuto in una cella di dimensioni inferiori a 3 mq., ovvero in condizioni igienico sanitarie proibitive e mortificanti, abbia diritto:

  • alla riduzione di un giorno di pena non ancora scontata per ogni 8 giorni di detenzione inumana subita, se è ancora detenuto;
  • ad un risarcimento economico pari a 8 euro per ogni giorno in cui abbia subito il pregiudizio, se la riduzione di pena non sia possibile o se non sia più detenuto.

 

Nel primo, la richiesta deve essere presentata al Magistrato di Sorveglianza competente in base al luogo di detenzione; nel secondo caso, deve essere depositata (personalmente o attraverso un avvocato munito di procura speciale) nel Tribunale del luogo di residenza, entro 6 mesi dalla scarcerazione.

 

 

Cosa accade per il detenuto ergastolano a cui non può essere ridotta la sua pena in quanto perpetua?

La Corte Costituzionale, con una recentissima sentenza [3], ha chiarito che anche il detenuto con ‘fine pena mai’ ha diritto ad ottenere un ristoro per il periodo di detenzione scontato in condizioni ritenute contrarie al senso di umanità.

 

I condannati alla pena dell’ergastolo possono seguire due strade:

  • se non hanno ancora scontato una frazione di pena che consenta loro di chiedere la liberazione condizionale, possono chiedere la riduzione di 1 giorno per ogni 8 giorni di detenzione;
  • se, invece, hanno già raggiunto il residuo pena per accedere alle misure alternative, possono chiedere il risarcimento economico del danno (ovvero 8 euro per ogni giorno di detenzione).

 

Avv. Sabina Coppolasabina.coppola@gmail.com

 


In pratica

Nessun detenuto è escluso dal risarcimento del danno per detenzione inumana, neanche gli ergastolani ai quali, se non è possibile operare una riduzione di pena, sarà loro riconosciuto un ristoro economico, anche se ancora detenuti.

[1] Corte EDU, sent. dell’8.1.2013.

[2] D.L. 92 del 26.6.2014 convertito il L. n. 117 dell’11.8.2014.

[3] C. Cost., sent.  n. 2014 del 21.7.2016.

 


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