È legale guardare la tv in streaming?
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31 Ago 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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È legale guardare la tv in streaming?

Guardare film e partite in streaming è, ormai, frequente. Ma pochi sono a conoscenza delle limitazioni previste in materia. Si tratta di una condotta penalmente rilevante? Vediamo!

 

Guardare film o partite di calcio in streaming è, al giorno d’oggi, naturale come bere un bicchiere d’acqua: d’altra parte si tratta di un servizio davvero comodo, essendo un metodo di trasmissione in tempo reale di file audio-visivi sul web, che hanno la caratteristica di essere immediatamente fruibili online dagli utenti senza dover essere scaricati interamente sul proprio computer. La rete offre, infatti, una vasta scelta di siti che mettono a disposizione e che consentono, con tanto di form per la registrazione, di vedere film che si trovano ancora nelle sale cinematografiche o, addirittura, prima ancora della loro trasmissione nei cinema.

 

Proprio per la facilità di tale pratica, la sua legalità viene raramente messa in discussione o, comunque, non ci si bada, pensando che sia una questione che non riguarda l’utente ma, al massimo, i gestori del servizio. In realtà, non è tutto così scontato.

 

 

Guardare la tv in streaming: è sempre lecito?

Per inquadrare correttamente la questione bisogna precisare alcuni aspetti relativi, soprattutto, alle modalità di visione.

Qualche anno fa è intervenuta in materia la Corte di Giustizia dell’Unione Europea: il caso esaminato era quello del gestore di un pub inglese che trasmetteva le partite della premier league tramite un decoder greco, aggirando, in tal modo, le regole relative ai limiti dell’assegnazione dei diritti sportivi, che è relegata entro confini nazionali. Nella sentenza, si dà ragione al gestore del pub, nel rispetto dei principi che regolano la concorrenza e la libera prestazione di servizi nei Paesi dell’Unione. Principi che sarebbero violati se si vietasse ai cittadini di utilizzare una scheda di altri paesi per vedere le partite di calcio risparmiando.

 

Tuttavia, tale pronuncia non implica in automatico la liceità dei link a siti esteri che trasmettono un evento sottoposto a diritto di esclusiva sulla base del diritto nazionale: lo streaming e, quindi, la condotta di chi trasmette, scarica e diffonde senza autorizzazione contenuti coperti dal diritto d’autore e dal diritto di esclusiva (il diritto alla remunerazione che spetta ai creatori delle opere stesse) è e resta illegittimo.

 

 

Guardare la tv in streaming: quando è reato?

Si comprende che, alla domanda se sia o meno consentito guardare in streaming film e partite, ancora oggi, non si riesce a dare una risposta univoca.

 

Ciò che è certo è che collegarsi a un sito dove si possono vedere gratuitamente i film in streaming, senza scaricarli, non è una condotta sanzionabile, neanche amministrativamente, dato che la legge sul diritto d’autore non prevede nulla a proposito.

 

Attenzione, però: il discorso cambia per la pirateria che è, oggi, reato. Il rischio, quindi, è proprio quello di un procedimento penale per violazione del copyright, inteso come l’insieme delle norme che disciplinano il diritto d’autore [1].

 

Secondo tale normativa, colui che trasmette o diffonde in pubblico opere destinate al circuito televisivo o cinematografico viene punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con una multa da 2.582 euro a 15.493 euro. Ciò si verifica per la pirateria audiovisiva –  sia tramite internet sia tramite le videoteche – che si configura ogniqualvolta si rendono pubblici online files generati tramite l’acquisizione abusiva di opere tutelate dal diritto d’autore.

Un esempio? Si pensi a Tizio che si reca al cinema con il suo telefonino o il suo i-pad, riprendendo illegalmente l’intero film che si sta proiettando e creando il relativo file pirata che viene diffuso su internet.

 

Quando si verificano condotte come quella appena descritta, il soggetto accusato può decidere di optare per l’oblazione, che consiste nel pagamento di una determinata somma di denaro, al fine di estinguere il reato penale.

 

 

Guardare la tv in streaming: quando è illecito amministrativo?

Sempre facendo l’esempio del nostro Tizio, egli sarà punibile anche nell’ipotesi in cui, navigando su internet, scarichi il film sul proprio hard disc e lo condivida su dei siti: in tal caso, sarà soggetto a sanzione amministrativa anche se lo fa senza scopo di lucro (cioè, se non lo fa per soldi), con una multa che varia tra 51 euro e 2.065,82 euro.

 

Come precisato dalla FAPAV, la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi, se si scarica un film per uso strettamente personale, la sanzione amministrativa applicabile è di 154 euro oltre alla confisca di tutto il materiale scaricato.

 

 

Guardare la tv in streaming: cosa sono gli apparati per la decodificazione?

Sanzionabile penalmente è anche chi offre la possibilità di vedere canali televisivi captando il segnale via cavo o via satellite a tutti coloro che si collegano su un determinato sito. In tali casi, occorre installare un apparato idoneo alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato: si tratta di dispositivi elettronici che consentono la fruizione di canali e servizi altrimenti non disponibili con le funzionalità di un comune televisore.

Se non si procede alla loro istallazione, la pena è la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa fino a 25.822 euro.

 

Stessa tipologia di pena anche per chi concede a noleggio originali, copie o supporti lecitamente ottenuti di opere tutelate dal diritto d’autore (ad esempio le videoteche).


[1] L. n. 633, del 22.04.1941 (Legge sul Diritto d’Autore).

 


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