Cosa sono prescrizione ordinaria e prescrizione breve?
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9 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Cosa sono prescrizione ordinaria e prescrizione breve?

La legge ha distinto due forme di prescrizione: Quella che di norma viene applicata è la prescrizione ordinaria, e si compie nel termine di dieci anni. Tuttavia, in particolari casi, espressamente individuati dalla legge, la prescrizione decorre in minor tempo (cd. prescrizione breve).

 

La prescrizione ordinaria, disciplinata dall’art. 2946 c.c., si compie dopo dieci anni e si verifica in tutti i casi in cui non vi siano contrarie disposizioni di legge.

Il legislatore ha, infatti, previsto prescrizioni più brevi, che vengono disciplinate dagli artt. 2947 c.c. e seguenti.

 

Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive ad esempio in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato. Il termine di prescrizione in parola inizia a decorrere dal verificarsi del fatto che ha causato il danno, a meno che non si tratti di ulteriori conseguenze dannose che non siano un semplice sviluppo o aggravamento del danno già insorto, ed a meno che non si tratti di illecito permanente (Cass., 2 aprile 2004, n. 6515).

 

Per il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni. Tale prescrizione contempla tutte le ipotesi di danni prodotti dal fatto illecito di una persona che circola con un veicolo, senza che si debba avere riguardo ad altri elementi: è infatti sufficiente ad integrare l’ipotesi regolata dalla norma predetta che il danno tragga origine da un qualunque fatto illecito che sia strettamente connesso alla circolazione del veicolo (Cass., 16 aprile 1993, n. 4535).

 

In ogni caso, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile.

 

Anche alla luce del fatto che la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, si è affermato che l’inizio della prescrizione coincida, nel caso in cui il fatto illecito integri un reato perseguibile a querela, con la scadenza del termine utile per la presentazione della querela stessa, ossia quando diviene certa la improponibilità dell’azione penale (Cass., sez. un., 10 aprile 2002, n. 5121).

 

Si prescrivono in cinque anni anche:

 

— le annualità delle rendite perpetue o vitalizie e il capitale nominale dei titoli

di Stato emessi al portatore;

— le annualità delle pensioni alimentari;

— le pigioni delle case, i fitti dei beni rustici e ogni altro corrispettivo di locazioni;

— gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi;

— le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro, ex art. 2948 c.c.;

— i diritti che derivano dai rapporti sociali;

— l’azione di responsabilità che spetta ai creditori sociali verso gli amministratori, ex art. 2949 c.c.

 

Si prescrivono invece nel breve termine di un anno:

 

— il diritto del mediatore al pagamento della provvigione, ex art. 2950 c.c.;

— i diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto; in questo caso, il termine decorre dall’arrivo a destinazione della persona o, in caso di sinistro, dal giorno di questo, ovvero dal giorno in cui è avvenuta o sarebbe dovuta avvenire la riconsegna della cosa al luogo di destinazione;

— i diritti verso gli esercenti pubblici servizi di linea, ex art. 2951 c.c.

 

In materia di assicurazioni il diritto al pagamento delle rate di premio si prescrive in un anno dalle singole scadenze.

 

Nell’assicurazione della responsabilità civile il termine di prescrizione dei diritti decorre dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento all’assicurato o ha promosso contro di questo l’azione. La comunicazione all’assicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell’azione da questo proposta sospende il corso della prescrizione finché il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile oppure il diritto del terzo danneggiato non sia prescritto (art. 2952 c.c.).

 

Occorre evidenziare che i diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono comunque con il decorso di dieci anni dalla sentenza (art. 2953 c.c.). Ad esempio, l’obbligazione risarcitoria scaturente dall’illecito civile, normalmente soggetta alla prescrizione breve ex art. 2947 c.c., per effetto di una pronuncia di condanna al risarcimento del danno diventa soggetta alla prescrizione decennale (Cass., 13 dicembre 2002, n. 17825).

 

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In pratica

Il nostro ordinamento prevede due tipi di prescrizione:

ordinaria, che si compie con il decorrere di dieci anni ed è quella prevista in via generale;

breve, che si attua — nelle particolari ipotesi previste dalla legge — con il decorrere di termini minori, ovvero cinque, due o un anno.

 


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