Cosa è la costituzione in mora?
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9 Ago 2016
 
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Cosa è la costituzione in mora?

La costituzione in mora è l’atto formale con cui il creditore intima al debitore di adempiere all’obbligazione dovutagli.

 

La mora del debitore è il ritardo dello stesso nell’eseguire l’obbligazione, ritardo che lo espone a responsabilità dopo che il creditore gli ha inviato un atto formale: la costituzione in mora, ex art. 1219 c.c.

 

La costituzione in mora è un atto recettizio ossia un atto che deve ritenersi conosciuto dal destinatario nel momento in cui è recapitato al suo indirizzo, salvo che quest’ultimo dimostri di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne conoscenza.

 

Il debitore è quindi costituito in mora mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto. La legge non prescrive ulteriori forme per la costituzione in mora oltre alla documentazione (ovvero la prova) di averla effettuata per iscritto, né prevede particolari modalità di trasmissione. Secondo la giurisprudenza “l’atto stragiudiziale di costituzione in mora del debitore, anche al fine dell’interruzione della prescrizione, non è soggetto a particolari modalità di trasmissione, né alla normativa sulla notificazione degli atti giudiziali; pertanto, nel caso in cui detta intimazione sia inoltrata con raccomandata a mezzo del servizio postale, la prova della sua ricezione da parte del destinatario va valutata secondo gli ordinari criteri di valutazione delle prove” (Cass., 16 maggio 2003, n. 7715).

 

La giurisprudenza prevalente ritiene che sia valido un atto di messa in mora inviato e sottoscritto non dal creditore personalmente ma da un suo mandatario.

 

Si è ritenuto, infatti, che “sebbene la costituzione in mora debba rivestire la forma scritta, la procura per il suo compimento non soggiace al disposto di cui all’art. 1392 c.c., dettato con riferimento ai contratti, pertanto ben può risultare anche non da una dichiarazione espressa, ma da un comportamento univoco e concludente del mandatario che valga a rappresentare al terzo che l’atto è compiuto per un altro soggetto, nella cui sfera giuridica è destinato a produrre effetti” (Cass., 3 dicembre 2002, n. 17157).

 

La costituzione in mora non è necessaria quando il debito deriva da fatto illecito e quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non volere eseguire l’obbligazione.

 

È poi esclusa la necessità di costituzione in mora quando il termine per l’adempimento è scaduto e l’obbligazione deve essere eseguita al domicilio del creditore.

 

Se il termine scade dopo la morte del debitore, gli eredi non sono costituiti in mora che mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto, e decorsi otto giorni dall’intimazione o dalla richiesta.

 

La costituzione in mora produce i seguenti effetti:

 

— nelle obbligazioni che hanno per oggetto una somma di danaro sono dovuti dal giorno della mora gli interessi legali, anche se non erano dovuti precedentemente e anche se il creditore non prova di aver sofferto alcun danno, salvo il risarcimento del maggior danno che il creditore provi di aver subito (art. 1224 c.c.);

 

— il debitore resta comunque responsabile del mancato adempimento anche se la prestazione diviene impossibile per causa non imputabile allo stesso, a meno che non provi che l’oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore (art. 1221 c.c.);

 

— interrompe la prescrizione.

 

Il debitore non può essere considerato in mora (quindi in colpa) né tenuto al pagamento dei relativi interessi nelle obbligazioni pecuniarie, quando abbia tempestivamente fatto offerta al creditore della prestazione dovuta, anche senza l’osservanza delle formalità indicate nelle norme codicistiche che disciplinano l’offerta reale della somma in obbligazione e del suo eventuale successivo deposito, quali gli artt. 1220, 1208 e 1210 c.c. (Cass., 6 dicembre 2000, n. 15505).

 

Si è ritenuto che l’offerta non formale della prestazione sia idonea ad escludere

la mora del debitore ove presenti i caratteri della serietà e della completezza; il parametro valutativo della sussistenza di tali caratteri è costituito dalla esaustività

della posizione assunta dal debitore con l’offerta stessa, nel senso che il creditore possa aderirvi senza ulteriori accordi ed ottenere la prestazione limitandosi semplicemente a riceverla, ovvero a porre il debitore nelle condizioni di poterla materialmente effettuare (Cass., 21 giugno 2002, n. 9058).

 

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In pratica

La costituzione in mora è l’atto recettizio, di solito in forma di intimazione o di richiesta scritta, rivolta dal creditore al debitore che non ha adempiuto la propria obbligazione.

La costituzione in mora non è richiesta per le ipotesi in cui il debito derivi da fatto illecito, se il

debitore abbia dichiarato per iscritto di non volere eseguire l’obbligazione ovvero se il termine per l’adempimento sia scaduto e l’obbligazione doveva essere eseguito presso il domicilio del creditore.

A seguito della messa in mora la prescrizione viene interrotta, sono dovuti gli interessi legali se l’obbligazione ha per oggetto una somma di denaro ed il debitore è responsabile del mancato adempimento, anche se l’obbligazione diviene impossibile per causa a lui non imputabile.

 


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