Visite fiscali Inps 2016: assenza ingiustificata e orari di reperibilità
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9 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Visite fiscali Inps 2016: assenza ingiustificata e orari di reperibilità

In caso di assenza per malattia, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, si chiede spesso quali siano gli orari delle visite fiscali da rispettare e quali siano le conseguenze se non si fa trovare presso la propria abitazione o presso il domicilio dichiarato.

 

Il datore di lavoro non è obbligato ad effettuare il controllo del lavoratore dipendente assente per malattia attraverso le visite fiscali; ciò infatti è semplicemente una facoltà del datore che quindi potrà decidere di volta in volta se attivare o meno la procedura per la richiesta all’Inps di effettuare una visita fiscale.

 

Le fasce orarie di reperibilità in caso di visita fiscale variano a seconda che si tratti di dipendenti pubblici o privati; tuttavia, per entrambe le categorie sono previste sanzioni o provvedimenti disciplinari in caso di assenza ingiustificata cioè nel caso in cui il dipendente non giustifica la propria assenza mediante prove certe e documentabili.

Quanto al lavoratore dipendente nel settore privato, questo deve obbligatoriamente essere reperibile presso l’indirizzo comunicato al momento della dichiarazione di inizio malattia, tutti i giorni, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle 19.00 e quindi 7 giorni su 7, inclusi sabati, domeniche e festività (ad esempio Natale e Pasqua).

Nel caso dei dipendenti pubblici, ossia lavoratori Statali quali insegnanti, personale Ata, militari, polizia di stato, vigili del fuoco, Asl ed enti locali, questi hanno l’obbligo di reperibilità dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, tutti i giorni, 7 su 7, compresi Pasqua, Santi, Natale, Capodanno ecc., presso l’indirizzo comunicato all’inizio del periodo di malattia.

 

Tale obbligo di reperibilità, tuttavia, può trovare delle eccezioni: sia nel settore pubblico che privato, infatti, c’è la possibilità per il lavoratore di ottenere l’esonero dall’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie di cui sopra, quando la causa di malattia è connessa a gravi patologie che richiedano terapie salvavita opportunamente documentate, ovvero nei casi di invalidità riconosciuta in misura pari o superiore al 67%, infortuni sul lavoro, malattie per cui è stata riconosciuta la c.d. causa di servizio e, naturalmente, nei casi in cui il dipendente abbia già ricevuto la visita fiscale per quel determinato periodo di malattia.

 

Nel caso di irreperibilità del lavoratore, dipendente pubblico o privato, il medico che ha accertato l’assenza alla visita fiscale rilascia nella cassetta postale un avviso contenente l’invito a presentarsi il giorno successivo (non festivo) a una visita di controllo e avvisa l’Inps il quale, a sua volta, provvede a comunicare l’assenza al datore di lavoro. Se alla visita di controllo il lavoratore non si presenta, l’Inps invita lo stesso a fornire la propria giustificazione entro il termine di 10 giorni e contestualmente ne dà comunicazione al datore.

 

Il mancato rispetto dell’obbligo di reperibilità accertato dal medico o dall’Inps consente al datore di lavoro di applicare la sanzione o il provvedimento disciplinare previsto dal contratto collettivo di lavoro. In particolare, il lavoratore perderà il diritto di percepire il 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia e per i seguenti percepirà uno stipendio ridotto della metà.

 

In tali casi il lavoratore dipendente avrà a disposizione 15 giorni per motivare la propria assenza presentandosi nel giorno e nell’ora indicato dal medico presso l’ambulatorio ASL competente.

 

Dott.ssa GUENDALINA LOMARTIRE –  lomartire.guendalina@avvocati.ud.it


 


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