Unioni civili: come nascono e come finiscono
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10 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Unioni civili: come nascono e come finiscono

Il legame tra due persone dello stesso sesso deve avvenire davanti a due testimoni. In caso di scioglimento, vale la legge sul divorzio. Assegni compresi.

 

La legge Cirinnà [1] disciplina le unioni tra persone dello stesso sesso con la dicitura di “unioni civili”, equiparandole al matrimonio. Significa che due uomini o due donne, purché maggiorenni, possono stabilire tra di loro un vincolo simile, in quanto a diritti giuridici, a quello più tradizionale tra un uomo e una donna.

Affinché ciò sia possibile, è necessario presentarsi davanti ad un ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni. Le norme per conservare i verbali delle cerimonie [2] e per il loro corretto svolgimento [3] sono state dettate dal Ministero dell’Interno. Le prime riguardano, appunto, la conservazione delle verbalizzazioni che devono contenere le firme dei contraenti, dell’ufficiale civile e dei testimoni. Le seconde sono una sorta di “vademecum” su come si deve svolgere una cerimonia affinché l’unione civile sia valida.

 

Sono 24 le formule stabilite dal Viminale per completare un’unione civile valida. Dal protocollo da seguire durante la celebrazione alla dichiarazione costitutiva di un’unione tra due persone a seguito del cambio di sesso di una delle due. Dalle formule che riguardano le manifestazioni di volontà relative alla definizione di unione civile al modo in cui l’unione verrà, eventualmente, sciolta. Quest’ultima interessa l’ambito di applicazione della negoziazione assistita oppure dell’accordo diretto fatto davanti all’ufficiale civile. Anche se, come succede tra coniugi uniti da matrimonio, in caso di scioglimento non consensuale dell’unione, è previsto che si finisca in tribunale.

 

C’è, però, una differenza tra chi vuole chiudere un rapporto matrimoniale e chi vuole concludere un’unione civile. I coniugi, uomo e donna, che hanno detto “sì” in Chiesa o in Comune, hanno la possibilità di separarsi prima della rottura definitiva. Per le unioni civili tra persone dello stesso sesso, invece, no: la legge prevede il passaggio diretto all’ultimo stadio, cioè allo scioglimento definitivo dell’unione. Nessun periodo di ripensamento, come nei matrimoni, in cui ciascuno vive legalmente a casa sua per poi tornare indietro o scegliere la via del divorzio. Per le unioni civili è previsto il bianco o il nero, nessuna sfumatura di grigio. Semmai un tentativo di conciliazione in Tribunale. Per tornare insieme oppure per chiudere in modo – è il caso di dirlo – “civile”.

 

 

Fine dell’unione civile: cosa dice la legge

Se in Tribunale non è stato possibile trovare un accordo e si vuole porre fine ad un’unione civile, la legge prevede l’applicazione della disciplina sul divorzio così come per le coppie unite dal vincolo del matrimonio.

L’unica differenza rilevante potrebbe essere quella che riguarda il mantenimento dei figli, dato che due persone dello stesso sesso che contraggono un’unione civile non possono adottare dei figli. Anche se c’è uno spiraglio per chi, prima di unirsi civilmente con un altro uomo o con un’altra donna, abbia avuto un figlio da una precedente relazione. In questo caso, ogni singolo Tribunale può decidere di concedere all’altro contraente la possibilità di adottare il bambino. In caso di scioglimento dell’unione civile,  il presidente del Tribunale può stabilire un provvedimento temporaneo ed urgente “nell’interesse della prole e dell’unito civilmente”.

 

Uno dei due deve pagare gli alimenti all’altro? Sì, perché contemplato nella legge sul divorzio [5]. Il Tribunale determina, dunque, un assegno di mantenimento tenendo conto – come per le coppie coniugate – delle condizioni degli uniti civilmente, delle ragioni per cui l’unione viene sciolta, del contributo dato da ciascuno al mantenimento della famiglia, del loro patrimonio individuale e comune, del loro reddito e della durata della convivenza. Fattori che vengono determinati con alla mano la dichiarazione dei redditi di entrambi. Nel caso non fosse possibile stabilire correttamente la situazione patrimoniale di uno di loro, potrebbe essere richiesto l’intervento della Polizia Tributaria per accertare i suoi redditi effettivi ed il suo tenore di vita.


In pratica

[1] Art. 1, legge 76/2016.

[2] D.M. 144/2016.

[3] D.M. 28 luglio 2016.

[4] Art. 6, legge 898/70.

[5] Art. 5, legge 898/70.

 


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