Quanti soldi posso caricare su una carta prepagata?
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9 Ago 2016
 
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Quanti soldi posso caricare su una carta prepagata?

È lecito caricare più di tremila euro, tutte in una volta, su una carta di credito prepagata?

 

Nonostante dal 1° gennaio 2016 sussista il limite massimo di 3.000 euro all’uso del contante, è possibile – e non costituisce reato – caricare su una carta di credito prepagata una somma superiore a tale tetto. Questo perché il divieto riguarda solo i passaggi di denaro tra soggetti diversi. Invece, nel caso in cui si ricarichi una carta prepagata, il denaro rimane nella titolarità dello stesso soggetto.

 

Dunque è possibile ricaricare una prepagata con contanti anche per importi superiori a 3.000 euro.

 

Inoltre, la carta di credito prepagata costituisce un mezzo di pagamento tracciabile per cui, successivamente alla ricarica, la stessa può essere utilizzata per acquisti di tutti i tipi, senza limiti di valore. Il passaggio di denaro, infatti, rimane sempre trasparente al fisco che può risalire sia alla somma spesa che al soggetto beneficiario, con ciò non essendovi alcuna violazione della normativa sull’antiriciclaggio.

 

Non solo. Con una recente sentenza [1], la Cassazione ha detto che non commette reato (nella specie, quello di “autoriciclaggio”) chi deposita, sulla propria carta prepagata, una somma di denaro ottenuta tramite furto, effettuato dallo stesso autore del reato. Resta quindi punibile solo il furto in sé, ma non la successiva attività con cui tale somma è stata ricaricata sulla carta. Non si configura, infatti, in questo caso, un’attività finanziaria di rilievo tale da dovere essere sanzionata sulla base della nuova norma del codice penale.

 

Tanto per fare un esempio, non commette reato di autoriciclaggio chi ruba un bancomat, preleva subito dopo 500 euro e versa tale somma sulla propria carta prepagata. Secondo la Suprema Corte, non costituisce nè attività economica nè attività finanziaria il semplice deposito di una somma su una carta prepagata. Infatti – su legge nella sentenza in commento – si considera “economica” solo l’attività che ha come scopo la produzione di beni o la fornitura di servizi. Una definizione nella quale non può certo rientrare la condotta di chi ricarica la propria carta di credito prepagata.

 

Inoltre, la norma sull’autoriciclaggio, avverte la Cassazione, punisce solo quelle attività di impiego, sostituzione o trasferimento di beni o altre utilità commesse dallo stesso autore del reato presupposto che siano però idonee a “ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa”. Serve perciò una particolare intensità volta a nascondere l’origine illecita del denaro, circostanza che non può certo riguardare il versamento di una somma su una carta prepagata intestata allo stesso autore del fatto illecito.


[1] Cass. sent. n. 33074/2016.

 


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