Fideiussione: come liberarsi dalla garanzia
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10 Ago 2016
 
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Fideiussione: come liberarsi dalla garanzia

La banca che concede finanziamenti al debitore principale, pur conoscendone le difficoltà economiche, confidando nella solvibilità del fideiussore, senza informare quest’ultimo dell’aumento del rischio e senza chiedere la preventiva autorizzazione, viola gli obblighi di buonafede.

 

Il fideiussore si libera dalla garanzia concessa alla banca “per il rotto della cuffia” se non ha ricevuto sufficienti informazioni sull’eventuale ampliamento del prestito da quest’ultima concesso al debitore principale. È quanto si evince da una recente sentenza della Cassazione [1]. Ma procediamo con ordine.

 

 

La fideiussione o garanzia: perché?

La banca non può concedere un prestito al proprio cliente (il debitore principale) pur conoscendone le difficoltà economiche: questo comportamento è contrario a buona fede e può essere censurato davanti al giudice. Ma è anche molto raro, poiché nessun istituto di credito è disposto a prestare soldi ad altri se sa, già in partenza, che non gli verranno restituiti. Così il direttore è solito chiedere sempre delle garanzie che possano “salvaguardare” la banca in caso di mancata restituzione del prestito. Queste garanzie possono essere di due tipi:

  • reali ossia concesse su una “cosa” (in latino, “cosa” si diceva “res”, da cui appunto il termine “reale”). Il classico esempio è l’ipoteca sulla casa: se il debitore non paga il debito, la banca può pignorare l’immobile ipotecato, metterlo all’asta e trattenere per sé quella parte del prezzo ricavato dalla vendita fino a copertura del proprio credito;
  • personali: in questo caso, nell’operazione di credito interviene un terzo soggetto, il cosiddetto garante, che funge da “parafulmine”. Il suo accordo con la banca è nel senso di concedere a quest’ultima la possibilità di chiedergli il pagamento – eventualmente anche con “le cattive”, attraverso il pignoramento – se il debitore principale non paga.

 

 

Come liberarsi dalla fideiussione o garanzia?

Come abbiamo spiegato nell’articolo “Quando scade una fideiussione”, l’obbligo del garante scade solo quando termina l’obbligazione del debitore principale a cui è legato con un filo diretto e ne segue tutte le vicende. Pertanto, solo quando quest’ultimo paga, anche il primo può dirsi finalmente sciolto dai propri doveri di garanzia e può tornare a vivere sonni tranquilli. Tuttavia, con una recente sentenza [1], la Cassazione ha chiarito che il fideiussore si può liberare dalla garanzia in anticipo se la banca non è stata trasparente e corretta nell’operazione di credito. In pratica, l’istituto di credito che concede finanziamenti al debitore principale, pur conoscendone le difficoltà economiche, confidando nella solvibilità del fideiussore, ma senza informarlo dell’aumento del rischio e senza chiedere la preventiva autorizzazione, viola gli obblighi di buonafede. Questa violazione consente al garante di andare dal giudice, facendo causa alla banca, per chiedere la risoluzione del contratto di fideiussione ossia lo scioglimento anticipato da ogni obbligo di garanzia. Il giudice sarà tenuto a concederglielo.


[1] Cass. sent. n. 16827/16 del 9.08.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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