Come tutelare il marchio non registrato?
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20 Ago 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Come tutelare il marchio non registrato?

Un centro di riabilitazione opera con il proprio nome ed il proprio logo sin dalla nascita, attualmente non registrati, da qualche tempo un’altra società ha aperto un ambulatorio medico-dentistico a breve distanza utilizzando stessa denominazione e simbolo simile, come tutelarsi?

 

Il caso che ci occupa vede uno studio medico dentistico, di recente apertura, che utilizza il logo, i caratteri ed i colori, non ancora registrati, di un centro riabilitativo preesistente. Sin dall’apertura è stata notevole la confusione generata, in particolare per i pazienti che, nel raggio di pochi km, si trovano a di fronte a due strutture che esteriormente appaiono similari ma forniscono prestazioni sanitarie differenti.

In aggiunta, come se non bastasse, lo studio dentistico, contrariamente ai propri concorrenti, adotta dei comportamenti non idonei che, seppur in breve tempo, hanno provocato una cattiva pubblicità che colpisce inevitabilmente anche la struttura dal nome analogo.

 

 

Il Codice Civile [1] definisce il marchio come il segno idoneo ad individuare beni o servizi determinati. La sua registrazione comporta il diritto di valersene in modo esclusivo ma anche il marchio di fatto, ossia il marchio utilizzato diffusamente e dunque conoscibile, merita di essere tutelato dalla legge perché ne consente l’individuazione da parte degli utenti.

 

Inoltre, la normativa vigente in materia [2]  statuisce che la concorrenza debba svolgersi in maniera da non danneggiare gli interessi dell’economia nazionale né tanto meno i limiti stabiliti dalla legge. In particolare, sempre il Codice Civile[3], in tema di concorrenza sleale, stabilisce che gli atti di concorrenza sleale sono sempre vietati anche se compiuti senza intenzionalità.

La colpa, però, è presunta, pertanto spetterà all’imprenditore che ha posto in essere l’atto di concorrenza sleale dimostrare in giudizio la mancanza di colpa e, se dichiarato responsabile, sarà tenuto al risarcimento del danno.

 

L’attinenza al medesimo settore, l’utilizzo di caratteri o parole similari e, logicamente, la denominazione pressoché identica, ingenera nei pazienti una grande confusione e ciò comporta un innegabile danno.

Per queste ragioni, in attesa della registrazione del marchio, al fine di tutelare gli interessi del centro riabilitativo, sarà possibile agire in giudizio, presso il Tribunale in cui è situato, in modo da richiedere l’interruzione dell’utilizzo del nome e dei segni distintivi da parte della clinica odontoiatrica.

 

Per raggiungere il risultato auspicato, è possibile perseguire giudizialmente due strade:

  • intraprendere un’azione di nullità del marchio dello studio odontoiatrico, qualora registrato, per il preuso del marchio di fatto, da parte della clinica riabilitativa, anche perché in fase di registrazione;
  • richiedere l’interruzione del comportamento lesivo per concorrenza sleale.

 


[1] Art. 2569 Codice  Civile.

[2] Art. 2595 Codice Civile.

[3] Art. 2598 Codice Civile.

 


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