Come dimostrare di essere residenti all’estero ed evitare di pagare le tasse in Italia?
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17 Set 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Come dimostrare di essere residenti all’estero ed evitare di pagare le tasse in Italia?

Sono sposato con una cittadina straniera e vivo all’estero dal 2013, al momento lavoro saltuariamente e percepisco un sussidio di disoccupazione, come faccio a dimostrare la mia residenza ed evitare di pagare le tasse in Italia?

 

Al fine di calcolare le imposte sul reddito sono considerati non residenti in Italia coloro che non sono iscritti presso gli uffici delle anagrafi comunali dei residenti per la maggior parte del periodo d’imposta, cioè per almeno 183 giorni (184 per gli anni bisestili), e non hanno, nel territorio dello Stato italiano né il domicilio, inteso come sede principale di affari e interessi, né la residenza, intesa come dimora abituale. In assenza di uno solo di questi elementi il contribuente viene considerato residente.

I cittadini che hanno effettivamente trasferito la propria residenza in altra Nazione devono essere pronti a fornire la prova del reale trasferimento all’estero, e quindi dimostrare che non hanno più dimora abituale oppure il complesso dei rapporti riguardanti gli affari e gli interessi familiari, sociali e morali.

 

Allo scopo, è possibile utilizzare qualsiasi mezzo di prova di tipo documentale, nel caso specifico ad esempio, il certificato di matrimonio, il certificato di residenza, la documentazione relativa all’abitazione e al mutuo, la documentazione relativa al lavoro svolto e al sussidio di disoccupazione, in altre parole, ogni atto utile ad attestare la sua residenza nel Paese estero, opportunamente datati, tradotti e muniti di apostille, in base alla normativa applicata in materia, apposta presso la Prefettura, o ufficio equivalente, di riferimento.

Suggerisco al lettore, in maniera da rendere la procedura più rapida, di verificare se presso il Consolato italiano sito nel suo Paese di residenza è presente un ufficio che si occupa specificamente di tale incombenza.

 

Inoltre, il Ministero dell’Economia[1]  ha stabilito che i non residenti, che hanno prodotto redditi o sono proprietari di beni in Italia, sono tenuti a pagare le imposte allo Stato italiano, salvo eccezioni previste da eventuali convenzioni per evitare le doppie imposizioni stipulate tra lo Stato italiano e quello di residenza.

Tali convenzioni sono dei particolari accordi internazionali bilaterali che individuano quale dei due Stati contraenti debba esercitare il proprio potere impositivo nei confronti di soggetti residenti in uno di essi che abbiano maturato redditi nell’altro.

Oggetto delle convenzioni sono le imposte sul reddito e, in alcuni casi, alcuni elementi del patrimonio, e disciplinano inoltre la cooperazione tra le amministrazioni fiscali degli Stati contraenti.

L’intento delle convenzioni è quello di eliminare le doppie imposizioni e prevenire l’evasione/elusione fiscale, frequente in caso di cambio di residenza internazionale.


[1] D.M. del 12.2.2014.

 


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Commenti
22 Set 2016 LUCIANO ROBERTO AGUIARI

Scusate, ma non è sufficiente l’iscrizione all’AIRE del paese in cui ci si è trasferiti?