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Lo sai che? Pubblicato il 17 settembre 2016

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Lo sai che? Come cambiare residenza senza il consenso del proprietario dell’immobile

> Lo sai che? Pubblicato il 17 settembre 2016

A seguito di perdita del lavoro, in accordo con mia madre, io e mia moglie ci siamo trasferiti nella casa di proprietà, al 33% di mia madre, mia e di mia sorella che vive in altro appartamento, quando è stato il momento di cambiare residenza mia madre si è rifiutata di firmare il modulo di consenso, cosa posso fare?

La cronaca quotidiana evidenzia come il problema casa sia diventato una vera e propria emergenza e si è sentita forte la necessità di disciplinare la materia attraverso un apposito disposto normativo [1], riferito all’occupazione abusiva degli immobili, che ha stabilito il divieto assoluto, per coloro che occupano abusivamente un’unità abitativa, non solo di richiedere la residenza ma anche di allacciarsi alle pubbliche utenze.

Pertanto, con la nuova normativa in materia la residenza, si verifica non solo sulla abitualità della dimora nell’abitazione ma dalla regolarità e validità del titolo di occupazione, e la dichiarazione di residenza sarà nulla qualora non venga dimostrato che l’alloggio è occupato legittimamente.

Il titolo di occupazione dell’alloggio (anche nel caso di occupazione di immobile di Edilizia residenziale pubblica, come ad esempio le case popolari) deve essere dimostrato al momento della richiesta di iscrizione anagrafica o di cambio di abitazione, compilando apposita dichiarazione presente nella modulistica predisposta dal Ministero dell’interno. Le persone che non sono in possesso di un documento che dimostri la titolarità all’occupazione dell’alloggio, potranno dimostrare di potervi abitare attraverso una dichiarazione del proprietario, richiedendo dunque il suo consenso.

Nel caso che ci occupa, il lettore ha pieno titolo per occupare l’appartamento, in quanto ne è proprietario al 33%, circostanza che deve essere precisata al momento della compilazione del modulo di cambio di residenza. Di conseguenza, avendo un titolo che gli consente di fissare la propria residenza a quel dato indirizzo, rappresentato dalla quota di proprietà, attestata ad esempio a mezzo di testamento o scrittura privata, non necessita di consenso da parte di sua madre, dunque può procedere al cambio autonomamente, anche senza di esso.

note

[1] D.L. 28.03.2014, n. 47 avente ad oggetto “Misure urgenti per emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015” (convertito in legge il 23.05.2014 L. 80) all’articolo 5 “Lotta all’occupazione abusiva”.

Un ultimo suggerimento. Poiché siamo in presenza di un vincolo familiare madre-figlio, prima di procedere è consigliabile spiegare in maniera dettagliata la procedura, in maniera da evidenziare che si tratta semplicemente dell’esecuzione concreta di un proprio diritto, ossia la fissazione della residenza. Spesso la via del dialogo, usando la giusta diplomazia, si dimostra lo strumento più utile per risolvere i conflitti.

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