Cineblog01: è legale vedere i film?
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21 Ago 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Cineblog01: è legale vedere i film?

Cineblog01 è uno dei siti più usati per guardare film in streaming. Recentemente, è stato oscurato per una serie di attività illegali dei suoi gestori. Vediamo perché non usarlo.

 

Negli ultimi dieci anni, in Italia, lo streaming ha preso sempre più piede come metodo preferito per guardare film e serie tv gratuitamente, senza bisogno di registrazioni e abbonamenti.

 

Il problema è che non sempre questi siti che mettono a disposizione film, serie tv e permettono anche di guardare le partite di calcio sono legali. Non a caso, proprio per scongiurare la pirateria digitale e violazioni della legge sul diritto d’autore, moltissimi siti streaming nel corso degli anni sono stati oscurati, su disposizione dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: è un’autorità di garanzia, con il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali da parte dei cittadini).

 

 

Cineblog01: di cosa si tratta?

Caso emblematico, in tal senso, è quello di Cineblog01, popolare servizio che raccoglie streaming di film e serie tv: attraverso il sito, sono visibili film, cartoni animati e serie televisive di ogni tipo, che possono essere ricercati navigando all’interno delle diverse categorie o utilizzando il sistema di ricerca apposito.

 

Negli ultimi anni è stato oscurato già quattro volte, tornando puntualmente reperibile poche ore dopo su indirizzi alternativi non ancora sequestrati.

La vera difficoltà consiste nel risalire alle persone che concretamente gestiscono Cineblog01. Per intenderci, se si prova a cercare l’identità di chi lo ha registrato sarà molto probabile trovare il nome di un fantomatico Tizio, residente in un villaggio sperduto dall’altra parte del mondo.

 

 

Cineblog01: come aggira la legge?

Il punto di forza di Cineblog01, quello che gli permette di sfuggire continuamente alla rete delle Forze dell’Ordine, gioca sull’imprecisione e scarsa definizione di alcune norme che regolano i processi in rete: basti pensare che la maggior parte dei video che propone sono inseriti come comune video di YouTube. In pratica, il contenuto protetto da copyright (intendendo per tale l’insieme delle regole che disciplinano il diritto d’autore) è caricato fisicamente su altri siti che non hanno legami diretti con Cineblog01.

 

 

Cineblog01: chi rischia e cosa?

A fronte di tale situazione, occorre capire se guardare un film in streaming sia o meno reato e a carico di chi scatta l’eventuale sanzione: per l’utente che guarda il film su siti non autorizzati o per il gestore del sito non autorizzato che ne trae profitto?

 

Per rispondere basta dare una lettura alla legge sul diritto d’autore che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 2.582 euro a 25.822 solo a carico di chi installa, per uso pubblico o privato, apparati o parti di apparati per la decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato, effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica, sia digitale [1]. Dunque, una pena che va a colpire il sito (e, di conseguenza, chi lo gestisce) che offre la possibilità di vedere canali televisivi a tutti coloro che si collegano con quella determinata pagina.

A ulteriore conferma della volontà del legislatore di punire penalmente chi allestisce siti per la visione di film in streaming in modo non autorizzato, un’altra norma della stessa legge che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 2.582 a 15.493 euro per chiunque trasmetta o diffonda in pubblico opere destinate al circuito televisivo o cinematografico [2].

 

Silenzio assoluto, invece, in merito al comportamento di chi si collega con il sito e visualizza il film in streaming. Proprio a causa di questa mancata regolamentazione, è logico pensare che chi li utilizza, anche solo per scopi personali, non commette reato, anche considerando che una norma nata per regolare un caso determinato non può essere applicata a casi simili ma non esplicitamente regolamentati nella norma medesima (c.d. divieto di applicazione analogica).

 

Attenzione, però: se chi naviga sui siti di streaming non si limita a vedere il filmato, ma lo scarica sul proprio hard disc oppure lo condivide sul proprio blog, a questo punto si configura il reato [3], per il quale è prevista una sanzione amministrativa di 154 euro oltre alla confisca del materiale.

 

Le conseguenze dell’uso di Cineblog01 non sono solo di carattere legale basta aprire i link che propone per essere sommersi da svariate pubblicità piuttosto invasive e che, talvolta, invitano a installare programmi, dalla dubbia sicurezza o che richiedono la sottoscrizione di un abbonamento a pagamento; il rischio è quello di rimanere infettati da qualche virus se non si è dotati di antivirus adeguati.

 

 

Cineblog01: come difendersi?

La vera arma contro siti come questo è l’abbassamento dei costi per metodi alternativi, considerando anche che, in Italia, i diritti d’autore sono fra i più cari del continente.

La situazione sembra migliorare anche grazie all’arrivo nel nostro Paese di Netflix – la più grande rete di tv online nel mondo che offre un servizio di streaming on demand di contenuti, che spaziano da film a documentari, passando per serie tv – che in America ha registrato cifre da record e che si presenta come un’ottima alternativa a altri servizi, come Infinity di Mediaset e Sky Online.

 

La vera svolta, tuttavia, si avrà solo quando verrà regolamentata nel miglior modo possibile la gestione dello streaming, con una normativa appositamente pensata.

 


 

[1] Art. 171 octies, l. n. 633, del 22.04.1941 (Legge sul Diritto d’Autore).

[2] Art. 171 ter, l. n. 633, del 22.04.1941.

[3] Art. 174 ter, l. n. 633, del 22.04.1941.

 

 


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