Causa con la compagnia del telefono: conciliazioni innanzi ai Co.re.com
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10 Ago 2016
 
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Ditelo Voi
 


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Causa con la compagnia del telefono: conciliazioni innanzi ai Co.re.com

Un sistema gratuito e rapido per risolvere i problemi con gli operatori telefonici e televisivi.

 

Gli utenti che hanno subito un abuso (servizi non richiesti, costi eccessivi, disservizi) possono rivolgersi al Co.re.com. della propria regione e chiedere l’avvio della procedura conciliativa, la quale è finalizzata alla composizione bonaria della controversia. La procedura è totalmente gratuita e non richiede l’assistenza tecnica di un difensore, anche se a volte può essere consigliato. Condizione necessaria è che l’utente abbia provveduto ad inoltrare un reclamo scritto alla compagnia telefonica o televisiva e non abbia ottenuto risposta ovvero questa non sia stata soddisfacente.

 

Truffe e problemi di vario genere con gli operatori telefonici sono oramai all’ordine del giorno. Pochi però sono a conoscenza di avere uno strumento completamente gratuito per risolverle. I Co.re.com. (Comitati regionali per le Comunicazioni) sono organi funzionali dell’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) ed esercitano una serie di competenze di vigilanza e controllo a livello regionale su specifiche materie delegate tra cui, per l’appunto, in tema di controversie tra utenti e operatori di comunicazioni elettroniche.

 

Oggetto della controversia possono essere lo storno o il rimborso di somme non dovute, un indennizzo per un disservizio sofferto, il ripristino della situazione precedente alla stipula del contratto.

 

Per richiedere la conciliazione, l’utente dovrà scaricare un formulario UG precompilato [1] che troverà nel sito del Co.re.com. territorialmente competente, compilarlo e inviarlo tramite inoltro telematico, a mezzo fax o per consegna diretta presso la segreteria.

 

La domanda dovrà necessariamente contenere:

  • nome, cognome e residenza o domicilio dell’utente;
  • numero dell’utenza telefonica cui fa riferimento la domanda di conciliazione;
  • denominazione e sede della controparte;
  • gli eventuali tentativi di conciliazione già esperiti;
  • numero fax o e-mail di contatto del ricorrente, meglio se si tratta di un indirizzo PEC.

 

Andrà poi inclusa una breve motivazione, spiegando le ragioni alla base del reclamo e includendo anche le richieste che si desidera ottenere. È fondamentale, a pena di inammissibilità, che l’istanza sia sottoscritta dall’utente o, per le persone giuridiche, dal rappresentante legale.

 

Di regola, ma questi possono variare a seconda della diverse sedi, sarà necessario allegare:

  • copia di un documento di riconoscimento in corso di validità di chi sottoscrive l’istanza (carta d’identità, passaporto, patente di guida, ecc.);
  • una dichiarazione sostitutiva [2], se il richiedente è una società, ente, associazione;
  • una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà [3], se il richiedente agisce in qualità di erede;
  • una procura speciale conferita con atto pubblico o con scrittura privata autenticata se colui che sottoscrive è il rappresentante del soggetto richiedente (ad es. avvocato);
  • eventuali documenti utili a supportare la propria istanza, ad esempio le bollette qualora si contesti l’entità dell’importo versato, la costanza del rapporto, l’attivazione di servizi non richiesti.

 

Presentata l’istanza, la segreteria del Co.re.com. provvederà a vagliarne la regolarità formale e convocherà le parti a mezzo raccomandata A/R o posta certificata, le quali potranno comparire davanti al conciliatore per discutere le rispettive richieste. Qualora si raggiunga un accordo questo, una volta messo per iscritto e sottoscritto dalle parti, avrà valore di titolo esecutivo. Se oggetto della richiesta è una transazione economica, sarà bene presentarsi in udienza muniti delle coordinate bancarie, in quanto si predilige liquidare a mezzo assegno o bonifico bancario.

 

Se, invece, l’accordo non viene raggiunto perché l’esito è in tutto o in parte negativo (ad esempio la controparte non si presenta), l’utente potrà scegliere alternativamente di rivolgersi al giudice ordinario ovvero, entro tre mesi, chiedere al Co.re.com. di definire la controversia.

 

In questo secondo caso, che va precisato è sempre gratuito e non necessita dell’assistenza di un difensore, andrà scaricato e compilato un formulario UG14, che per contenuto e allegati è pressoché analogo a quello previsto per il tentativo di conciliazione, tranne che vanno specificati l’esito e i riferimenti del verbale negativo del precedente tentativo.

 

In fase di definizione della controversia l’udienza sarà solo eventuale e limitata ad esigenze istruttorie. Il Co.re.com., in questo caso, darà alle parti comunicazione di avvio del procedimento nonché dei termini entro i quali potranno essere depositate memorie e documentazione, integrazioni e repliche alle produzioni avversarie, nonché del termine ordinatorio di conclusione del procedimento. Il tutto dovrà concludersi entro centottanta giorni dalla presentazione dell’istanza.

 

Il responsabile dl procedimento, al termine della fase istruttoria, comunicherà alle parti il provvedimento di definizione che ha valore di ordine dell’Autorità, la cui inadempienza è sanzionata dall’Agcom con pesanti sanzioni pecuniarie.

 

Infine, qualora vi sia una situazione di stretta necessità per l’utente, ad esempio perché è necessario provvedere al ripristino pressoché immediato della fornitura, sarà possibile inoltrare, contestualmente ad una della precedenti istanze, richiesta di un provvedimento temporaneo (formulario UG5) il quale prevede l’attivazione di una procedura rapida che dovrà concludersi entro 10 giorni. Particolarità di questa istanza è che andranno allegate copia dell’istanza di conciliazione o di definizione e specifiche motivazioni che diano conto dello stato di necessità.

 

Avv. ALESSIO FORTUNA – avv.alessiofortuna@gmail.com


[1] È ammessa anche la domanda in forma libera.

[2] Art. 46, comma 1, lett u) del D.P.R. 445/2000.

[3] Art. 47, D.P.R. 445/2000.

 


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