Permessi edilizi: parere della Soprintendenza sempre necessario
Lo sai che?
11 Ago 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Permessi edilizi: parere della Soprintendenza sempre necessario

Il parere della Soprintendenza è sempre vincolante, anche se emesso dopo il termine perentorio di 90 giorni.

 

Permessi edilizi e sanatorie: con una recente e innovativa sentenza [1], il Consiglio di Stato ha stabilito che, anche nelle procedure non ordinarie, il parere della Soprintendenza ai fini del rilascio dell’autorizzazione per interventi edilizi su immobili e aree di interesse paesaggistico, è sempre vincolante, anche se emesso dopo il termine perentorio di legge (termine che è di 90 giorni). In particolare, secondo i giudici amministrativi, la Soprintendenza può rilasciare il parere di compatibilità in sanatoria anche dopo i 90 giorni stabiliti dal codice dei beni culturali [2]. Però in questo caso la pubblica amministrazione, che deve autorizzare i lavori, non può più essere obbligata a rispettare detto parere; può cioè discostarsene, purché motivi adeguatamente tale sua decisione difforme.

 

Lo stesso Consiglio di Stato in altri casi [3] aveva ritenuto che la perentorietà del termine riguarderebbe solo l’obbligo di chiudere il procedimento amministrativo (“sì” finale entro 180 giorni).

 

Trascorsi quindi i 90 giorni, non solo nelle autorizzazioni edilizie ordinarie, ma anche nelle richieste di permesso in sanatoria, il parere della Soprintendenza deve essere emesso entro 90 giorni; in caso contrario è privo dell’efficacia obbligatoria, anche se poi nulla vieta alla stessa Soprintendenza a rilasciarlo comunque, ma in tal caso l’atto va «autonomamente valutato» dalla pubblica amministrazione procedente.

 

La sentenza fissa un compromesso tra le esigenze di celerità dell’azione amministrativa, tutelate con la perentorietà del termine, e la valutazione degli specifici interessi da parte degli enti o organi specifici.


In pratica

La Soprintendenza può autorizzare interventi in aree vincolate pure dopo i 90 giorni, ma il parere fuori termine non è vincolante.

La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO 

Il Consiglio di Stato 

in sede giurisdizionale

Sezione Sesta

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2537 del 2015, proposto da:

Ministero Per i Beni e Le Attività Culturali, Soprintendenza Per Beni Architettonici e Paes. Province di Lecce, Brindisi e Taranto, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via (…);

contro

St. Snc, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Ma. Fi. C.F. (omissis), con domicilio eletto presso Gi. Pe. in Roma, corso (…);

nei confronti di

Comune di (omissis), non costituito in giudizio;

per la riforma

della sentenza breve del T.A.R. PUGLIA – SEZ. STACCATA DI LECCE: SEZIONE I n. 02375/2014, resa tra le parti, concernente parere negativo di compatibilità paesaggistica in sanatoria per la realizzazione di opere edilizie.

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di St. Snc e l’appello incidentale

Mostra tutto

[1] Cons. St. sent. n. 3179/2016.

[2] Dlgs 42/2004, art. 167 co. 5.

[3] Const. St. sent. n. 4656/2013 e n. 4914/2013.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti